Dopo una settimana di sbarchi a Lampedusa, dove si stima che circa 10.000 uomini, donne e bambini abbiano raggiunto le coste italiane a bordo di circa 200 barconi alla ricerca di una vita migliore, la crisi dei migranti non sembra voler migliorare e l’Italia ha evidentemente bisogno di un aiuto europeo.
Tra tutti i paesi del vecchio continente, la Francia è indubbiamente quella da cui ci si aspetterebbe più supporto, dato il passato colonizzatore che ha contribuito a rendere le nazioni africane una polveriera di popolazioni, religioni, lingue e culture diverse. Lo stesso Emmanuel Macron, intervistato da una delle maggiori reti televisive francesi, ha parlato dell’importanza di aiutare l’Italia, spiegando che “quando i migranti arrivano a Lampedusa, l’Europa deve aiutare a registrarli” e aggiungendo che “ la risposta è europea. Dobbiamo avere un approccio coerente con i Paesi di origine e di transito. La maggior parte dei migranti sbarcati Lampedusa proviene dall’Africa subsahariana. La Francia invia aiuti a questi Paesi. Dobbiamo condizionare i nostri aiuti a una politica responsabile”.
La politica francese ha tanti difetti: uno su tutti è indubbiamente la mancanza di comunicazione tra i maggiori esponenti del governo su temi importanti quali l’immigrazione. Infatti, il ministro dell’interno francese Gerald Darmanin, appartenente proprio al partito di Macron, En Marche, ha annunciato come la Francia non accoglierà neanche un migrante arrivato a Lampedusa, mantenendo la linea durissima che il suo ministero sta portando avanti che, evidentemente, si avvicina molto più alla politica immigrazionista della destra e della Le Pen.
Il ministro, nonostante le parole dure e la decisione poco europeista di schierare l’antiterrorismo alla frontiera, ha annunciato di star lavorando con l’Italia per rimandare “a casa propria” tutti gli immigrati provenienti da Paesi dove non esistono questioni umanitarie.
Nel mentre, la Presidente del Consiglio ha ammesso di essere delusa dalla questione migratoria, e i motivi sono evidenti a tutti. Nel primo anno di governo della Meloni ci sono stati 160 mila sbarchi, 132 mila dei quali solo quest’anno (doppiando il dato dell’anno scorso nello stesso lasso di tempo). L’unica speranza della destra in questo momento è l’Unione Europea, con la Commissione che ha annunciato il pagamento di 42 milioni di euro alla Tunisia per gestire il flusso migratorio e aumentare i controlli sulle proprie coste. La presidente della Commissione Europea ha quindi presentato un piano di 10 punti che prevede che: “ L’agenzia europea per l’asilo dovrà sostenere l’Italia nell’esame delle domande. Chi non ha diritto di asilo dovrà tornare nel Paese d’origine. Per lottare contro gli scafisti occorre offrire ai migranti corridoi umanitari legali. In questo senso occorre migliorare la collaborazione con le organizzazioni umanitarie che si occupano di corridoi umanitari e possono aiutare nei rimpatri. Ultimo punto è poi il sostegno alla Tunisia per sviluppare l’ufficio per i migranti e garantire gli aiuti alla Tunisia».
Aumentando le tensioni, interne e internazionali, Matteo Salvini ha invocato una “regia internazionale”, attaccando i governi di Berlino e Parigi, soprattutto dopo la decisione tedesca di sospendere il meccanismo di solidarietà volontaria che portava 1000 stranieri fuori dall’Italia ogni anno e quella francese di raddoppiare i controlli alla frontiera. Il leader leghista ha inoltre sottolineato come: “Dobbiamo organizzarci, tornare a decreti sicurezza che siano ancora più rigorosi. Io, più che andare a processo per aver limitato gli sbarchi da navi straniere, non sono riuscito a fare. Vedremo di essere più incisivi” in una dichiarazione che sembra più una critica alla premier che un incoraggiamento.



