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Threads arriva in Italia, chi sono i politici più social?

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C’è chi dice che siano già troppi, sta di fatto, che il 14 Dicembre ha segnato un nuovo giorno significativo per gli utenti europei. Threads, il nuovo social di casa Meta sbarca ufficialmente in UE. Dopo un atteso countdown sulla homepage, l’app è ora pronta all’uso anche nel Vecchio Continente. Ma cosa rende Threads un’alternativa interessante?

Threads si posiziona come un social network di microblogging, focalizzato sulla condivisione di brevi porzioni di testo, link, foto e video, offrendo un’esperienza simile a quella di X (ex Twitter). L’app ha conquistato 30 milioni di download lo scorso luglio, registrando un debutto notevole. Inizialmente disponibile solo negli USA ed alcune altre nazioni, l’aggiunta dell’Europa promette di intensificare notevolmente l’attività della piattaforma.

Una caratteristica distintiva di Threads è la sua futura integrazione con il “fediverso“, che consentirà comunicazioni dirette con altre piattaforme come Mastodon, non legate a Meta. L’iscrizione a Threads in Italia è ora semplificata, offrendo la possibilità di collegare automaticamente il proprio account a Instagram.

L’avvento di Threads ha peraltro segnato un vero cambio di passo nel rapporto “social-politico”, facendo il suo ingresso a gamba tesa sulla scena politica italiana a gamba tesa, rompendo quella tipica diffidenza iniziale. Tra i pionieri spiccano Giorgia Meloni, Giuseppe Conte e Matteo Renzi, insieme a governatori come Luca Zaia e Vincenzo De Luca.

Nel corso del pomeriggio, è emerso anche Matteo Salvini, ormai icona social italiana ed ex politico più seguito sui social, titolo ora sottratto dall’alleata Giorgia Meloni. Salvini ha subito esordito con una prima gaffe: il selfie pubblicato con Elon Musk, ospite d’onore ad Atreju, e proprietario del più grande competitor di Threads, X.

Elly Schlein, dall’opposizione, è rimasta in disparte, assenza compensata però dall’account ufficiale del Partito Democratico che ha esordito così: “Viva l’Italia antifascista”, per rompere il ghiaccio citando il loggionista della scala.

Questo grande debutto social è stato anche teatro delle più folli reazioni da parte del pubblico; tra qualche complimento sincero e qualche critica fondata, il resto è circo, la situazione è sfuggita di mano in tempo record. Messaggi audio di ogni tipo, imitazioni e sarcasmo da parte del pubblico, un vero e proprio show ha preso piede nei commenti.

Che social e politica vadano ormai a braccetto è fuori discussione, le reazioni esilaranti del pubblico ne sono la prova. Un legame che non si può scogliere, cruciale per il consenso in quella che sempre più si trasforma in una nuova repubblica digitale.  Threads è una nuova opzione per la propaganda italiana, una nuova arma per il consenso, ma come sarà gestito?

 

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