/

Testa, Flaei: «Tragedia di Suviana uno choc, investire sulla sicurezza»

2 minuti di lettura
sicurezza sul lavoro

E’ particolarmente doloroso per Amedeo Testa, segretario generale della Flaei- Cisl, il sindacato dei lavoratori occupati nelle aziende elettriche, commentare, da dipendente Enel, la sciagura nella centrale idroelettrica Enel Green Power di Suviana, nel Bolognese. Le conseguenze sono drammatiche: morti, feriti, dispersi, una centrale idroelettrica devastata e un bilancio che tenderà, fatalmente, a peggiorare. Segretario, nelle ore successive all’incidente è stato alla centrale, in questo caso è accettabile parlare di tragica fatalità?

«Mi creda, è molto difficile rispondere a questa domanda. Le dico sì e no, nel senso che gli indizi inducono a pensare che sia stata effettivamente una fatalità, anche perché è la prima volta che accade un incidente di tale portata in un impianto del genere, ma non possiamo escludere nulla. La tragedia di Suviana è la nostra ThyssenKrupp (il 6 dicembre 2007 nello stabilimento ThyssenKrupp di Torino otto operai furono coinvolti in un’esplosione che causò la morte di sette di loro). Confidiamo nell’operato della magistratura».

Qualche altro sindacato ha dichiarato di aver già denunciato problemi alla manutenzione dell’impianto. Anche voi avevate presentato esposti in tal senso?

«A scanso di equivoci va subito detto che le persone che lavoravano nella centrale erano altamente qualificate, dipendenti di aziende altrettanto specializzate nel settore. Facevano, per questo, manutenzione ordinaria e straordinaria. E’ giusto chiarire perché siamo in campagna elettorale per il rinnovo delle Rsu sindacali. Ora le elezioni sono doverosamente sospese. Ma intanto le nostre vertenze di sciopero nei confronti dell’azienda per contrastare le politiche di esternalizzazione e chiedere miglioramenti nella sicurezza sul lavoro vanno avanti da tempo. L’ultimo sciopero, quello dell’8 marzo, ha avuto un’adesione clamorosa segno che la questione è molto sentita. I prossimi due sono in programma il 30 aprile e il 2 maggio. Nel nostro settore gli scioperi sono una rarità considerando la delicatezza del servizio fornito ai cittadini, tuttavia le questioni che attengono alla qualità del lavoro e alla sicurezza non possono essere sottaciute. Per quel che concerne le denunce di altri sindacati, sono sempre ben accette, ma la nostra rappresentanza sindacale all’interno di Enel è pressoché maggioritaria. Nei rapporti bilaterali con l’azienda abbiamo chiesto continui tavoli tecnici nel segmento della produzione e ora, a maggior ragione, chiederemo confronti sulla produzione, sui quali finora l’Enel è apparsa restia».

Un altro problema che si ripropone puntualmente è quello dei subappalti. A oggi non si ancora per chi lavorassero gli operai morti. Come si esce. segretario Testa, da questa spirale anche dal punto normativo?

«Nei primi incontri successivi all’incidente avuti con la ministra del Lavoro Marina Calderone abbiamo di chiesto con forza di riportare al centro le attività distintive ed esclusive che rappresentano il “core business” dell’azienda. Continuare ad esternalizzare significa abbassare i livelli di qualità del lavoro e perdere il controllo sulle dinamiche produttive. Abbiamo il dovere di riflettere su questo gigante strategico che è Enel la cui dimensione, però, sembra assottigliarsi sempre di più nel silenzio di tutti i governi. Sia chiaro, non è una speculazione nel momento del dolore, solo la constatazione che il modello dell’azienda finalizzato ai profitti non regge».

Il crollo nel cantiere di Firenze di metà febbraio sembra già dimenticato. Può sopportare centinaia di morti sul lavoro all’anno un Paese che si vanta de essere civile?

«E’ inaccettabile, da sconforto assoluto. Gli investimenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro devono essere la proprietà assoluta, non negoziabile».

Dopo i fatti di Firenze, il governo ha promesso un cospicuo aumento delle ispezioni nei cantieri, il problema però è la qualità dei controlli.

«Le prime misure, come l’assunzione di settecento nuovi ispettori, ci sembrano promettenti, ma è solo il punto di partenza. Occorre una profonda riflessione su tutto il sistema che regola i cantieri di lavoro: dalla sicurezza alla qualità del lavoro fino agli appalti. Speravamo che la tragedia Firenze potesse essere il punto di non ritorno. Suviana ci dice che non è così».

Foto: ildiariodellavoro.it

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

F1: Futuro Alonso fra Aston Martin, Red Bull o ritiro

Articolo successivo

Incidente a Potenza, autogru si ribalta: un morto e un ferito

0  0,00