Olimpiadi. A che punto siamo?

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Cresce l’attesa per i Giochi Olimpici che tornano dopo un secolo esatto a Parigi.

A 100 giorni dall’inizio, il Comitato organizzatore, davanti a reali e inaspettate difficoltà, ha dovuto apportare importanti variazioni rispetto al dossier di candidatura del 2016. A cominciare dalla cerimonia di inaugurazione che, anche per motivi di sicurezza, rischia di subire drastiche limitazioni.

Per la prima volta il presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron ha ammesso ufficialmente che per l’apertura delle Olimpiadi, in caso di minacce terroristiche, a titolo precauzionale si prenderanno in considerazione “scenari di riserva”. Ci saranno quindi un piano B ma anche un piano C.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate dal capo dello Stato in occasione della visita al cantiere del Grand Palais per l’inaugurazione del restauro di questo importante monumento di Parigi dove, sotto la grande volta vetrata, si terranno le gare olimpiche e paralimpiche di scherma e taekwondo.

Ai giornalisti che lo intervistavano il Capo dell’Eliseo ha annunciato che sarà fatta un’analisi in tempo reale per misurare i rischi e conseguentemente si sceglierà il tipo di cerimonia. “Stiamo preparando – ha aggiunto – una alternativa che si limiterà al Trocadero”una cerimonia sul fiume ma senza sfilata o “Se l’analisi in corso lo richiederà si potrà limitare anche tutto allo Stade de France”. Naturalmente Macron ha sottolineato che la cerimonia di apertura sulla Senna, con decine e decine di barche cariche di atleti e autorità che sfileranno per 6 chilometri nel cuore di Parigi, sarebbe «una prima mondiale» e ha insistito sul fatto che la Francia «può e vuole farlo».

Ormai manca veramente poco.
Dal 26 luglio gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sulla Francia. Rispetto alle promesse iniziali, quali sono state portate a termine e quali quelle disattese?

Nel 2016 il Comitato Organizzatore aveva promesso che le Olimpiadi sarebbero state un evento popolare fruibile sia dalle periferie che dalla capitale grazie alla rete di trasporti già esistente e a nuove strutture che sarebbero state realizzate.

Ma oggi, alle soglie dell’inizio della grande kermesse, non è proprio così.

La consegna di quattro nuove linee su sei di metropolitana e RER è stata posticipata.
Solo il prolungamento della linea 14 da Saint-Denis verso Orly dovrebbe entrare in servizio come previsto. Faciliterà l’arrivo al Villaggio Olimpico dall’aeroporto.
Ma una delle grandi promesse, oggi tradite, riguardava il trasporto pubblico gratuito al possessore di un biglietto per i giochi, il giorno della gara. Questa iniziativa è stata annullata perché sarebbe costata circa 45 milioni di euro.

Ma non basta.
Dal 20 luglio all’8 settembre i prezzi per gli spostamenti nella regione saranno più alti per finanziare il rafforzamento dell’offerta di trasporti pubblici.
Una decisione molto impopolare è l’aumento del biglietto dei mezzi urbani da 2,10 a 4 euro solo per una corsa.
E le maggiorazioni riguardano naturalmente anche tutti gli abbonamenti.

Un altro problema riguarda l’incertezza sulle gare di nuoto nella Senna.
Persistono i dubbi sulla balneabilità delle acque del fiume poiché le analisi batteriologiche non fanno presagire nulla di buono.
Ma da parte degli organizzatori c’è la massima fiducia sul sistema di disinquinamento del fiume e la determinazione ad andare avanti con il programma. Anche Macron ha dichiarato: “non ho cambiato idea, abbiamo speso più di un miliardo di soldi pubblici” per risanare la Senna e consentire agli atleti di gareggiare in acque libere. E lui e la sindaca Anne Hidalgo daranno l’esempio, tuffandosi prima dell’apertura dei Giochi nel fiume a dimostrazione che pur con i batteri, nella Senna si può nuotare.

Le ambizioni iniziali per la cerimonia di apertura sono state più volte ridimensionate. La soglia fissata era di 600.000 persone.
Alla fine di gennaio di quest’anno, il ministro degli Interni Gérald Darmanin ha fissato il numero degli spettatori paganti a 104.000 e a 222.000 i posti gratuiti per i possessori di un biglietto assegnato dallo Stato con criteri di selezione da definire. Quasi la metà di quanto inizialmente previsto.

Importanti cantieri sono conclusi, come il Villaggio Olimpico e il Centro Acquatico, entrambi a Saint-Denis, nel pieno rispetto delle previsioni economiche e dei criteri ecologici e di sostenibilità.
Il Centro Acquatico Olimpico, che doveva ospitare tutti gli eventi di nuoto, ha invece subito un ridimensionamento a causa dell’aumento dei costi. Da 17.000, la sua capacità è stata ridotta a 5.300 posti, il che ha abbassato sensibilmente la spesa ma, gli organizzatori sono stati quindi costretti a spostare parte degli eventi acquatici all’Arena Paris la Défense.

Quanto alle polemiche, il Presidente respinge le accuse di sperpero di denaro pubblico: “i Giochi finanziano i Giochi” è lo slogan del Comitato organizzatore.

Da giorni la Francia ha alzato al livello massimo il piano di sicurezza “Vigipirate” contro il terrorismo anche se per il momento – sostiene il ministro dell’Interno Gérald Darmanin – non esistono rischi evidenti. Per ogni giornata dei Giochi sarà schierato un “esercito” di 34.000 fra poliziotti e gendarmi, oltre ad elementi delle forze di sicurezza straniere.
Otto giorni prima dell’inaugurazione sarà allestito un perimetro di sicurezza. «Se c’è un posto dove vostro figlio sarà al sicuro, è lì», ha detto il Capo dello Stato.

La Francia di Emmanuel Macron vuole stupire il mondo e la grandeur francese farà l’impossibile per realizzare questo sogno.

di Sofia Barilari

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