Un disegno di legge per rendere la navigazione sul web più sicura è stato adottato definitivamente in Francia dopo un voto parlamentare finale dell’Assemblea Nazionale, nonostante le riserve di diversi gruppi che denunciano una minaccia alle libertà pubbliche.
Il governo intende così regolamentare il “Far West digitale” – secondo le parole del relatore Paul Midy, esponente di Renaissance, il partito del presidente Emmanuel Macron – dando risposte ai tanti problemi legati alla rete come il cyberbullismo, le truffe, l’accesso a siti pornografici da parte di minori, l’incitamento all’odio.
Flagelli a cui il disegno di legge per la “sicurezza e la regolamentazione dello spazio digitale” ha tentato di fornire una risposta.
Si conclude così un lungo iter legislativo iniziato con l’approvazione da parte del Senato lo scorso luglio e dell’Assemblea Nazionale a ottobre ma il cui testo ha dovuto essere attentamente riscritto per soddisfare le esigenze del diritto europeo, basato sui regolamenti Ue, sui servizi e sui mercati digitali.
Il testo è stato approvato da 134 deputati francesi dell’Assemblea nazionale, contro 75 contrari.
Il Segretario di Stato francese per il digitale della Francia, Marina Ferrari, ha accolto con favore questo voto “atteso da milioni di nostri concittadini che aspirano ad evolversi in uno spazio digitale più sicuro e protetto”.
Il filo conduttore della norma è la “protezione dei cittadini, dei bambini e delle imprese”.
E’ stato inserito nel testo anche il reato di vilipendio online, punibile con una “multa fissa” di 300 euro, che condanna l’atto di “diffondere online qualsiasi contenuto che violi la dignità di una persona o che sia offensivo, degradante o umiliante, o che crei una situazione intimidatoria, ostile od offensiva”.
L’estrema destra del Raggruppamento Nazionale (Rn), che si era astenuta durante la prima lettura della legge in Parlamento, ha votato contro questo provvedimento definendolo una misura “abietta” che dà il “potere alla polizia di determinare se un particolare commento fatto online sia criminale”.
“Riteniamo che questo sia incostituzionale e che rappresenti un attacco alle libertà dei francesi“, argomenta il deputato di estrema destra, Aurélien Lopez-Liguori.
Mentre la sinistra radicale critica non solo il reato di vilipendio online ma anche le norme sui giochi con oggetti digitali monetizzabili, al confine tra videogiochi e gioco d’azzardo, noti come Jonum.
“I Jonum dovrebbero essere soggetti alle stesse norme sul gioco d’azzardo”, chiede Ségolène Amiot deputata de “La France Insoumise”.
Il testo riguardante le norme sui giochi autorizzerà, in via eccezionale e limitatamente, le vincite in criptovaluta e introduce norme giuridiche più flessibili di quelle esistenti per il “gioco d’azzardo e i giochi di fortuna”.
Per quanto riguarda la regolamentazione delle piattaforme con contenuti video pornografici, il testo è stato considerato limitato sia da alcuni deputati che dalle associazioni di tutela dell’infanzia e femministe.
Per impedire ai minori di accedere a siti pornografici, l’Arcom (Autorità di regolamentazione delle comunicazioni audiovisive e digitali) vuole rendere obbligatoria, temporaneamente per sei mesi, l’identificazione con carta di credito, prima di imporre un’autenticazione più forte in una seconda fase in cui i siti interessati dovranno adottare specifici requisiti tecnici atti a bloccare l’accesso ai minori.
Successivamente il riconoscimento dovrà avvenire oltre che con la presentazione di documenti anche attraverso la verifica dei tratti del viso.
In Francia sono 2,3 milioni i minori che frequentano siti pornografici. Dall’età di 12 anni, più della metà dei ragazzi che utilizzano Internet visita questi siti in media ogni mese.
Arcom desidera imporre la doppia identificazione ad ogni consultazione, dietro presentazione di un documento di identità, di una carta bancaria o tramite un sistema di verifica dell’età mediante analisi facciale.
Riguardo l’eliminazione dell’anonimato su Internet il testo si limita a prevedere l’accesso a una “identita’ digitale” entro il 2027, per tutti i francesi che lo desiderano, ma non è obbligatorio per gli utenti di Internet di possederne una per aprire un account sui social network.
A questo proposito, un sondaggio rivela che l’87% dei francesi è favorevole all’abolizione dell’anonimato online perché ritiene che l’identità delle persone registrate sui social network debba essere verificata per combattere comportamenti inappropriati (molestie informatiche, truffe, fake news, ecc.) e l’81% accetterebbe che la propria identità fosse verificata.
Ogni due settimane in Francia un giovane si suicida in seguito al bullismo scolastico e al cyberbullismo. Proliferano le truffe online, le fake news e le molestie informatiche. Non ci sono limiti poiché l’anonimato sulle reti genera una sensazione di impunità.
In occasione del discorso sull’Europa, pronunciato da Emmanuel Macron nei giorni scorsi alla Sorbona in vista delle elezioni europee di giugno, il presidente si è espresso in favore di una “Europa della maggiore età digitale a 15 anni”.
“Deve esserci un controllo dei genitori sull’accesso a questo spazio digitale. Qualcuno invia forse un bambino nella giungla? A 5 anni, a 10 anni, a 12. Non penso che lo faccia nessuno. Dobbiamo riprendere il controllo sulla vita dei nostri adolescenti“.
di Sofia Barilari



