Europee, l’affluenza cala. Vota meno di un italiano su 2

L’Italia ha votato: Fratelli d’Italia si riconferma in prima fila anche in Europa.

Sono stati oltre 51 milioni gli italiani chiamati alle urne per le europee e alla chiusura dei seggi ha votato il 49,5% circa degli aventi diritto. Quindi meno di un italiano su 2 è andato a votare.

Il trend, d’altra parte, mostra un calo dell’affluenza che va avanti da decenni e riguarda il voto comunitario assai più di quello per le politiche.
Alle prime elezioni per l’Eurocamera, nel lontano 1979, andò alle urne l’85,7% degli aventi diritto, mentre quarant’anni dopo, nel 2019, quella percentuale era crollata al 54,5%, oltre trenta punti in meno.
Nel mezzo è stata una discesa costante e quasi ininterrotta, con l’eccezione del voto del 2004, a cui partecipò il 71,7% degli elettori contro il 69,8% nel 1999.

Ricapitolando, l’affluenza è sempre peggio: 66,5% nel 2009, 57,2% nel 2014, 54,5% del 2019 e 49,58% nel 2024. 

Nel secolo scorso l’Italia era regolarmente tra i Paesi più “votanti” dell’Unione (con una partecipazione che arrivava fino a 26 punti percentuali sopra la media).
Nel 2019 ci hanno già “superato” Paesi con un’affluenza storicamente inferiore come Germania e Spagna, dove la partecipazione è schizzata alle stelle: tra i tedeschi è passata in cinque anni dal 48,1% al 61,4%, tra gli iberici dal 43,8% al 60,7%. Anche in Francia, dove nel 2009 aveva votato appena il 40,6%, dieci anni dopo la percentuale è salita al 50,1%, vicina a quella italiana e appena sotto la media Ue.
Ma non solo elezioni europee, in questo weekend ci sono state anche le elezioni amministrative, per i 3700 sindaci con diverse sfide in otto capoluoghi come Firenze, Bari, Perugia, Pescara, Campobasso, Bergamo, Potenza e Cagliari
Si sono tenute poi le elezioni per decidere il governatore e il consiglio regionale del Piemonte, dove sembrerebbe essere riconfermato il governatore Alberto Cirio del centrodestra. Ma lo spoglio delle schede inizierà soltanto lunedì a partire dalle ore 14.
Se il risultato fosse così, Alberto Cirio sarebbe il primo presidente a ottenere la riconferma negli ultimi 25 anni, spezzando l’alternanza tra centrodestra e centrosinistra. Alle scorse elezioni regionali aveva ottenuto il 49,86%. Anche in quel caso il centrosinistra si era fermato al 35,8%, mentre il Movimento 5 stelle al 13,61%.
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