La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha concesso una lunga intervista al settimanale 7 del Corriere della Sera, toccando numerosi temi chiave della sua azione di governo. Dal bilancio dei primi anni a Palazzo Chigi alla gestione dei rapporti internazionali, dalle politiche migratorie all’occupazione, la premier ha affrontato le questioni più rilevanti per il futuro dell’Italia. Meloni ha parlato della solidità della maggioranza di centrodestra, del dialogo con leader globali come Emmanuel Macron, Keir Starmer, Donald Trump e personalità del calibro di Elon Musk, delle posizioni sull’Ucraina e delle sfide economiche. Un ruolo centrale è stato dato al protocollo con l’Albania per la gestione dei migranti, che ha definito “un modello innovativo” per l’Europa.
Giorgia Meloni intervista di bilanci: “Governo solido, si discute come in una famiglia”
Meloni ha risposto alle domande sulla coesione della maggioranza, spesso descritta come litigiosa, sottolineando la forza dell’alleanza: “Nel centrodestra ci si confronta, come in tutte le famiglie che si rispettino. È normale che ci siano opinioni diverse, siamo forze politiche con identità precise, ma sappiamo sempre trovare una sintesi. Questa è la nostra forza da trent’anni a questa parte.”
La Premier ha poi aggiunto: “Le maggioranze davvero litigiose non riescono a fare nulla. Non mi pare il nostro caso. Condividiamo valori fondamentali e una visione comune del mondo. Certo, tutto è sempre perfettibile, ma in questi due anni e mezzo non ci siamo mai risparmiati.”
Meloni ha ribadito il suo approccio alla guida del governo: “Gli italiani ci hanno chiamato a governare in una fase estremamente complessa, e abbiamo sempre seguito un’unica bussola, quella dell’interesse nazionale. Non ho pentimenti né rimpianti, perché ogni scelta è stata fatta con responsabilità.”
Forza dell’Italia: dialogo internazionale con tutti
Ampio spazio è stato dedicato alle relazioni internazionali, che Meloni ha definito “strategiche per rafforzare la posizione dell’Italia nel mondo.” Sul rapporto con il premier britannico Keir Starmer, Meloni ha dichiarato: “Siamo in sintonia su molti dossier, in particolare sulla gestione dei flussi migratori. Con Starmer condividiamo la necessità di intensificare la lotta ai trafficanti e rafforzare i rimpatri volontari assistiti. Il protocollo con l’Albania rappresenta un modello che stiamo già condividendo con altri partner europei.” Ricordiamo che la Meloni aveva un rapporto stretto con il predecessore Sunak.
Riguardo al rapporto con Emmanuel Macron, spesso oggetto di speculazioni, Meloni ha chiarito volendo frugare i dubbi soprattutto dopo le immagini in occasione di una sua visita all’Eliseo per le Olimpiadi: “Ho letto ricostruzioni fantasiose, come se fossimo due bambini che si fanno i dispetti. Non è mai stato così. Italia e Francia sono due pilastri dell’Europa: su molti temi abbiamo posizioni convergenti, su altri divergiamo, ma il confronto è sempre stato schietto e rispettoso. Questo approccio ha reso l’Italia più autorevole.” Proprio oggi a Parigi parte l’era del nuovo Governo Bayrou, ultima occasione di rilancio per il Presidente.
Un passaggio interessante è stato dedicato al dialogo con Elon Musk: “Lui è un innovatore straordinario. È sempre stimolante confrontarsi con lui, anche quando le opinioni non coincidono. Certo, ci sono punti su cui siamo distanti, ma trovo naturale dialogare con personalità di questa portata. Fa sorridere chi, fino a ieri, lo definiva un genio e oggi lo critica solo perché ha scelto un lato diverso della barricata.”
Meloni ha anche parlato della Germania, sottolineando l’importanza dell’interdipendenza economica: “Guardare alle difficoltà tedesche come una buona notizia per noi sarebbe sbagliato. La Germania è il nostro primo partner commerciale. Dobbiamo rafforzare la cooperazione economica e sfruttare le opportunità comuni, come l’integrazione della difesa europea.”
Su Ucraina: stessa visione di Trump
Meloni ha riaffermato la posizione italiana sulla guerra in Ucraina, in linea con le dichiarazioni di Donald Trump: “L’unico modo per arrivare alla pace è costringere la Russia in una situazione di stallo. Lo sostengo da tempo: non ci può essere pace senza un equilibrio delle forze sul campo.”
Ha poi aggiunto: “L’Italia, insieme agli Stati Uniti e agli altri partner, ha sempre lavorato per supportare l’Ucraina in questa direzione. L’obiettivo è chiaro: evitare che la Russia possa continuare indisturbata nella sua invasione.”
Protocollo Albania fa scuola nel mondo non solo in UE
Un punto centrale dell’intervista è stato il protocollo firmato con l’Albania, definito dalla premier “una soluzione innovativa e strategica”: “Questo accordo ci permette di processare le richieste d’asilo in territorio extra-UE ma sotto giurisdizione italiana ed europea. È un modello che sta facendo scuola in Europa e non solo. Infierisce un colpo mortale ai trafficanti di esseri umani, proteggendo allo stesso tempo chi ha davvero diritto all’asilo.”
Meloni, che dal palco di Atreju aveva detto di concentrare ogni suo sforzo per far funzionare i centri, ha spiegato che l’approccio italiano sta attirando l’attenzione di altri Paesi europei: “Siamo sempre stati convinti che la gestione dei flussi migratori debba essere un tema centrale per tutta l’Unione Europea, non solo per i Paesi di confine come l’Italia.”
Le parole su Elly Schlein
C’è spazio anche sulla politica interna e non si può non partire dal confronto con le opposizioni, forse mai così aspro come in questa legislatura. Sul confronto con Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, Meloni ha commentato: “Spetta ai cittadini decidere chi sia l’antagonista. È naturale che ci descrivano come opposte, visto che Fratelli d’Italia e PD sono le principali forze politiche italiane. Ma prevedere il quadro politico da qui alle prossime elezioni è impossibile.”
Occupazione e fiducia nel Sistema Italia
Infine, Meloni ha rivendicato i risultati raggiunti sul fronte del lavoro: “Abbiamo il tasso di occupazione più alto dalla Spedizione dei Mille e il tasso di disoccupazione più basso da quando è stato lanciato il primo iPhone. Questo è un risultato storico, ma non ci accontentiamo.”
Particolare soddisfazione è stata espressa per l’occupazione femminile: “Sotto il mio governo, per la prima volta, abbiamo superato i dieci milioni di donne lavoratrici. Questo è un segnale importante per il futuro del Paese.”
Meloni ha poi parlato della fiducia dei mercati verso il Sistema Italia: “Abbiamo registrato il record nella richiesta per i nostri titoli di Stato, lo spread è sceso, e la Borsa Italiana ha toccato livelli mai visti. È chiaro che c’è un’inversione di tendenza, ma dobbiamo fare di più.”
Fact-checking sulle dichiarazioni di Giorgia Meloni nell’intervista
Nell’intervista, Giorgia Meloni ha tracciato un bilancio del suo governo, rivendicando i successi ottenuti e affrontando con chiarezza le sfide ancora aperte. Ha voluto mettere in evidenza l’idea di una leadership pragmatica e orientata a soluzioni concrete, basata sul rafforzamento della sovranità italiana e su un dialogo internazionale strutturato. Tuttavia, alcune delle sue affermazioni meritano un approfondimento basato su un’analisi dei dati e delle dichiarazioni di altri attori politici e istituzionali.
Per quanto riguarda la solidità del governo, Meloni ha sottolineato come il centrodestra condivida valori e una visione comune, nonostante alcune divergenze fisiologiche. Tuttavia, negli ultimi mesi sono emerse tensioni tra i principali alleati di governo, in particolare sulla gestione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e su alcuni dossier economici. Fonti istituzionali hanno evidenziato ritardi nell’attuazione di progetti chiave. La spaccatura vera e propria c’è stata anche sul canone Rai, una battaglia di Lega e FDI da cui si è sfilata Forza Italia.
Sul piano internazionale, l’affermazione secondo cui il protocollo con l’Albania stia “facendo scuola in Europa” richiede una verifica più approfondita. Alcuni analisti europei e ONG hanno accolto con scetticismo l’accordo, giudicandolo potenzialmente problematico in termini di rispetto dei diritti umani. Il modello, pur rappresentando un’innovazione, non è stato ancora adottato da altri Paesi membri dell’UE, e alcuni governi, come quello tedesco, hanno espresso riserve nonostante sia vero che lo stiano attenzionando con positivo interesse anche nella Commissione UE. I prossimi mesi saranno decisivi.
La Premier ha anche sottolineato la sintonia con Keir Starmer e il rafforzamento dei rapporti con Emmanuel Macron. Sebbene sia vero che ci siano stati incontri bilaterali e dichiarazioni pubbliche di collaborazione, restano divergenze significative su temi come la gestione dei flussi migratori e la riforma del Patto di Stabilità europeo. In particolare, la Francia ha recentemente bloccato alcune collaborazioni in ambito energetico con l’Italia, sollevando dubbi sulla reale solidità di questi rapporti.
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, Meloni ha ribadito il sostegno italiano alla resistenza contro l’invasione russa. Tuttavia, il paragone con la posizione di Donald Trump potrebbe risultare fuorviante: mentre Meloni si allinea alla linea ufficiale della NATO e dell’UE, Trump, pur criticando l’invasione, ha spesso espresso posizioni più ambigue, suggerendo la necessità di negoziati diretti tra Washington e Mosca, talvolta criticando apertamente l’invio di armi all’Ucraina.
Infine, sulle questioni economiche e del lavoro, i dati sull’occupazione e sulla fiducia dei mercati sembrano confermare le dichiarazioni di Meloni. L’Italia ha registrato un tasso di occupazione in crescita nel 2024, con una ripresa che ha superato le aspettative post-pandemia. Tuttavia, il tasso di crescita economica è tra i più bassi in Europa occidentale, e permangono criticità strutturali, in particolare nel Sud Italia con un Paese che sta viaggiando a due velocità. Inoltre, lo spread ha sì mostrato una riduzione rispetto ai picchi del 2022, ma resta superiore a quello di altri Paesi comparabili, come Spagna, Portogallo e Francia.
Sebbene dunque molte delle sue affermazioni siano supportate da risultati concreti e da iniziative innovative, altre meritano ulteriori verifiche e riflessioni. Come ogni bilancio di governo, è fondamentale analizzare i dati con obiettività per valutare l’impatto reale delle politiche adottate e il loro contributo al benessere del Paese. Certo è che gli ultimi risultati elettorali alle europee certificano un gradimento ampio per Giorgia Meloni, che si conferma senza ombra di dubbio il volto della politica italiana ed europea. Il che può solo essere un vantaggio per l’Italia verso gli interlocutori internazionali.



