Elon Reeve Musk è l’incarnazione sovranista di Herbert Marshall McLuhan. Ossia, il mezzo che si fa messaggio “andando oltre”.
Tradotto, come unire con efficacia tecnologia, comunicazione, interessi economici e messaggi politici.
E Musk lo sta facendo ottimamente (naturalmente dal suo punto di vista). Per questo spaventa e affascina. In lui c’è il passato, il presente e forse il futuro del mondo.
Ha anticipato competitor ed europei che restano al palo; ha fondato Tesla, SpaceX, PayPal, OpenAI, Neuralink e altro ancora. E certamente giocherà un ruolo fondamentale nei prossimi equilibri internazionali, considerando che gli ambiti pubblici a 360 gradi (istituzioni, politica, sicurezza, economia, informatica, tecnologia, comunicazione), non sono separati ma comunicanti, interscambiabili, sovrapponibili. Anzi, i media nelle loro più avanzate versioni e applicazioni, stanno determinando di fatto gli indirizzi dei popoli, formando la coscienza collettiva e condizionando le scelte di chi governa.
Chi decide oggi la verità e la manipolazione, l’ingerenza e la giusta veicolazione delle informazioni, le fake news e le notizie oggettive? Gli Stati, i partiti, le caste (i cosiddetti esperti, i competenti), le persone?
L’andando oltre di Musk, infatti, è l’aspetto che in questo momento, ci interessa: divertente e strategico per la destra, altamente drammatico per la sinistra, che pensava di aver disegnato e consolidato un pensiero unico vincente, globale, laicista, progressista, umanitario, inclusivo, multiculturale, multietnico, green, sanitario etc, basato sulla cancel culture e sull’azione del fact-checking, modello moderna Santa Inquisizione che lo stesso Mark Zuckerberg ha rinnegato.
E invece, tutto da rifare, tutto da ridiscutere. Compresi i paradigmi culturali di massa.
E anche qui Musk esprime l’unione tra il suo percorso fisico e il suo pensiero. Già la biografia è uno sparigliare gli schemi: imprenditore sudafricano con cittadinanza canadese naturalizzato statunitense. Quindi, rappresenta direttamente il classico americanizzato, integrato di diversa origine rispetto ai locali, agli autoctoni americani. In soldoni, l’uomo giusto per testimoniare le idee della sinistra. Cosa che ha fatto, prima di passare a Trump.
Pure sui valori etici, è in provocatoria e trasversale controtendenza: esalta la famiglia naturale, la natalità, non a caso ha avuto ha avuto dodici figli da tre donne diverse: sei figli dalla prima moglie Justine Wilson per cui la coppia ha utilizzato la fecondazione in vitro; due figli dalla cantante Grimes e infine, altri tre figli da Shivon Zilis, l’ultimo nato a giugno del 2024. Dalla seconda moglie, Talulah Riley non ha avuto figli, come anche dall’attrice Amber Heard, con la quale si è frequentato per circa un anno. Una famiglia numerosa, con rapporti con i figli non sempre ottimali. Di recente, tra le anticipazioni della sua nuova biografia, scritta da Walter Isacson, è emersa la notizia che sua figlia Jenna, non gli abbia mai parlato della transizione, iniziata quando era poco più che un adolescente.
E come abbiamo detto, dalla sinistra è passato alla destra. E’ ovvio che abbia condiviso la frase choc di Alice Weidel, la leader del partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland, intervistata proprio da lui sul suo social media X, la quale ha affermato che “Hitler era un comunista, si vedeva come un socialista, ed era antisemita”.
Apriti cielo, adesso la sinistra nazionale e non, sprofonderà, vomitando rabbia. Per tante ragioni, almeno cinque. 1): per l’ennesimo crollo della sua narrazione storica, diventata mero luogo comune ad uso e consumo di superficiali, ignoranti e politici in malafede, e cioè, lo schema “amico-nemico”, a sinistra il bene, il socialismo, il comunismo (anche se ha sbagliato nella realizzazione ad Est), a destra invece, il fascismo, il nazismo, il male. 2): per aver richiamato le origini di sinistra di molti dittatori del Novecento (Mussolini nasce socialista, il fascismo ha avuto tanti elementi sociali, socialisti, statalisti, anticlericali; il nazismo poi, non è un socialismo nazionale?). 3): per aver richiamato le assonanze tra le varie dittature, con elementi di inquietante contiguità. Fascismo, nazismo, comunismo, non hanno avuto in comune lo Stato etico, pedagogico, che indottrina e mobilita le masse verso il “bene”? Il “Paradiso sulla terra” (sanitario, green, animalista etc), perseguito dalla sinistra adesso, non è la declinazione del vecchio Stato etico? 4): per aver portato a sinistra l’antisemitismo, ritenuto appalto ideologico finora della destra estrema, nonostante l’odierno antisionismo di piazza della sinistra, uscito violentemente allo scoperto dopo Gaza. 5): per aver ricordato che la destra è altro. Vi abitano tanti filoni che non vengono mai valorizzati a sufficienza e accettati dal mainstream: il filone cattolico-conservatore, il filone liberale-conservatore, il filone conservatore libertario.
Ed è quello che ha detto nell’intervista Alice Weidel: “AfD è un partito conservatore e libertario”.
In conclusione, siamo di fronte da parte dei due protagonisti dello scandalo a un divertente rimescolamento delle carte, per opportunismo di partito, interessi veri e nascosti? Siamo di fronte alle prime prove tecniche di globalismo sovranista o di internazionalismo reazionario (la definizione è del terrorizzato Macron)?
Ciò che conta è che al di là degli scenari distopici che ci aspettano o meno, possa emergere tra le righe quella verità storica e culturale, che la narrazione politica degli ultimi decenni ha negato e seppellito.
Hitler. L’intervista di Musk. Ecco perché Alice Weidel ha ragione



