Il paradosso si commenta da solo (soltanto i fanatici, i limitati o i totalmente ingannati non riescono, non vogliono, non possono comprenderlo): un incastro di Stati da decenni non più sovrani che pensano di difendere armati una sovranità farlocca, come Kiev, nel nome di un’Europa che non c’è e che non c’è mai stata. Ecco perché le manifestazioni e le marce per l’Ucraina (dopo “l’umiliazione subìta da Trump”), sono ridicole e pretestuose.
Se non fosse drammatico (i morti, il dolore, i rischi futuri) sarebbe addirittura comico. E comprendiamo la fatica “modello-Sisifo” della Meloni nel tentare di conciliare Trump con Bruxelles. Altro che scegliere da che parte stare, come vorrebbero la Schlein e Conte, nella loro demagogica quanto ipocrita propaganda strumentale.
Se la premier riesce a mediare si conquisterà l’eternità, se fallisce prenderà botte a destra e a manca. A questo punto elenchiamo qualche parola-chiave usata a piene mani dalla “Grande manipolazione bellicistica”, che per chi scrive è alla base del mega-inganno in cui le opposte tifoserie stanno cadendo, per l’ennesima volta al servizio di chi intende eterodirigere i popoli verso scelte preconfezionate, ad uso e consumo delle lobby e dei poteri forti (che, dopo l’elezione di Trump, stanno vivendo una drammatica (dal loro punto di vista) agonia.
1) SOVRANITA’. Se uno Stato non batte moneta, non è proprietario delle fonti energetiche, della propria economia e delle infrastrutture, che sovrano è? E qui oggi non c’è alcuna differenza tra italiani ed ucraini. Andiamo a combattere per concetti e appartenenze inesistenti.
2) ANTI-COMUNISMO. Lo schema anticomunista da guerra fredda (da una parte la libertà, i valori occidentali, liberali, una società de facto ancora cristiana; dall’altra la dittatura, il materialismo, il collettivismo etc), che andava bene fino al 1989 (per cui abbiamo combattuto), adesso è ampiamente superato. Dopo la caduta del Muro, Putin dice da anni di incarnare quei principi identitari, tradizionali, cristiani, no-gender, pro-famiglia naturale, che l’Occidente laicista ha perduto, tradito. Medesimo discorso quello di Vance, che ha ribadito come il peggiore nemico dell’Europa sia l’Europa stessa.
3) LA UE. Cos’è infatti la Unione Europea? Un apparato istituzionale che dovrebbe essere la ragione della nostra vita, la salvezza della nostra civiltà, di fronte all’Orso sovietico? Ce lo siamo mai chiesti? Al momento è un’accozzaglia di interessi economici finanziari, la patria delle 15mila lobby ufficialmente riconosciute che premono per decisioni coerenti con i loro progetti; una Commissione non eletta dal popolo ma autoreferenziale di capi cooptati; una Ue che ha rinunciato alle radici cristiane, ossia a millenni della propria storia, preferendo l’illuminismo, e che ha saputo solo imporre il più spietato rigorismo economico (il famoso patto di stabilità che uccide le economie nazionali), che fa passare per regali miracolosi prestiti che pagheranno i nostri figli e nipoti (si pensi al “santo-Pnrr”, copia aggiornata del piano Marshall), che ha imposto l’universo Lgbtq (con buona pace dei tanti cattolici totalmente ciechi e sordi di fronte alla realtà), lo Stato etico vaccinista ed ecologista e la farina di grillo. E per questa Europa dovremo armarci? Il nemico è veramente lo zar?
4) L’Europa ha ancora la faccia tosta di proclamarsi democratica: quando alle elezioni, vincono o prevalgono le destre, i perdenti si alleano contro di esse (Spagna, Austria, Germania docent) e formano gli esecutivi. Morale, il voto non conta nulla se non è favorevole al pensiero unico.
5) LA GUERRA. Qualcuno si è mai chiesto perché Putin ha invaso l’Ucraina? Qualcuno ha mai ricostruito le relazioni internazionali dopo la caduta del comunismo? Tradotto, l’inganno degli Usa che hanno concepito la Nato non come il baluardo di un nuovo ordine mondiale cogestito con la Russia orientato verso il Sud del mondo e il fondamentalismo islamico, ma come “l’abbaiare dei suoi cannoni e missili alla porte di Mosca” (frase molto lucida di papa Francesco, prima che i suoi collaboratori l’abbiano silenziato).
6) ZELENSKY. Qualcuno ha mai approfondito la dittatura di Zelensky, che con la scusa dell’emergenza bellica, ha tolto ogni libertà democratica, cassato le opposizioni, eliminato le garanzie costituzionali, iniziando lui nel 2014 la guerra violando gli accordi di Minsk e bombardando quel Donbas russofono (14mila morti), che 10 giorni fa ha detto essere pronto a lasciare alla Russia (vanificando e ridicolizzando quindi, i 500mila tra morti e feriti dei suoi patrioti che si sono battuti per difenderlo e liberarlo)?
7) AREE-IMPERIALI. L’abbiamo affermato proprio in occasione della cosiddetta “operazione speciale”: stiamo tornando ad “aree imperiali”; una sorta di perimetri geopolitici, geo-economici, militari e diplomatici quasi antecedenti alla prima guerra mondiale: un’area imperiale “euro-asiatica” (a guida russo-cinese); e un’area “occidentale” a guida Usa. Non è una novità.
8) L’ITALIA. L’Italia, dal 1945, è stata sempre una nazione a “sovranità limitata”. Ogni volta che ha tentato di alzare la testa (Olivetti, Mattei, Craxi, Berlusconi) a livello economico, tecnologico, energetico, politico, è stata sonoramente rimessa a cuccia. E adesso ci accorgiamo che insieme a Bruxelles contiamo come il due di picche?
9) TRUMP. Trump nel famoso incontro con Zelensky ha ribadito, magari in modo becero, rozzo, da imprenditore, la verità storica: contano solo Russia e Usa, e la pace si fa sulla testa dell’inutile, debole presidente dell’Ucraina. D’altra parte nelle guerre c’è sempre un vincitore. E le sovranità, ammesso che non siano formali, passano da un padrone all’altro con una rapidità esemplare. Ad esempio, l’Alsazia-Lorena, come noto, ha oscillato ripetutamente dalla Francia alla Germania.
10) Quando l’egemonia Usa era nel segno del mondialismo, del globalismo, del progressismo, della cultura woke e del politicamente corretto, andava bene. Ora che l’egemonia si sta declinando in senso sovranista, gli Usa sono un pericolo. Ricordiamo sommessamente che le guerre le hanno sempre fatte i presidenti dem, col pretesto “dell’esportazione della democrazia”. E che i presidenti repubblicani, hanno sempre fatto la pace. La storia bisogna studiarla e non trasformarla in ideologia.
Piazze pro-Zelensky: il grande inganno e gli ingannati di casa nostra. Leggere per credere



