Non si sbilancia Luca Zaia quando viene incalzato sul suo rapporto con Matteo Salvini. Alla domanda sulle parole del segretario, che lo ha indicato come protagonista alle prossime elezioni in Veneto, il presidente della Regione risponde con diplomazia: “Penso intendesse che avrò comunque un ruolo. Dopodiché, vedremo cosa accadrà. Mancano ancora mesi e io sono totalmente impegnato nell’amministrazione. In Veneto non si lavora col freno a mano tirato: portiamo avanti progetti, pensiamo anche a grandi candidature internazionali per la Regione. È questo il mio obiettivo oggi”.
Zaia su Vannacci nuovo vice di Salvini
Zaia parla anche del clima politico all’interno della Lega, in vista del Consiglio federale di oggi in cui si potrebbe ufficializzare la nomina del generale Roberto Vannacci a vice segretario. “Ho letto sui giornali di questa possibilità, ma nell’ordine del giorno non è specificato. Il segretario ha il diritto di scegliersi i suoi vice. Io rispetto le sue decisioni. Continuo a pensare che la nostra Lega debba restare un partito identitario, vicino al popolo e alle sue istanze”.
Italia protagonista in Europa
Zaia entra anche nel dibattito della politica estera dopo i botta e risposta tra Matteo Salvini e Antonio Tajani su Macron e i rapporti europei: “Penso che la presidente Meloni stia facendo un grandissimo lavoro sul piano della politica estera. È innegabile. Il livello internazionale dell’Italia è alto, e lo si vede anche dallo spread. Il ministro Giorgetti ha ricordato che siamo scesi sotto quota 100. E siamo l’unico Paese del G7 europeo che ha ottimi rapporti con gli Stati Uniti: un vantaggio che dobbiamo sfruttare fino in fondo”.
Sul tema caldo dei dazi americani, Zaia è chiaro: “I dazi pesano. Per il Veneto parliamo di circa 8 miliardi di euro di export verso gli Stati Uniti. A livello nazionale sono 64 miliardi. Non possiamo permetterci una guerra commerciale. Ora c’è questo limbo di 90 giorni: non so se sia una mossa strategica o una necessità. Trump, parlando con Zelensky nello Studio Ovale, ha detto che ogni affare implica un compromesso. È il suo stile: usa i dazi per trattare con ogni Paese. Sta facendo il businessman”.
Giudizio negativo sui referendum
Più netto è il giudizio sui referendum promossi dalla CGIL: “Sono cinque quesiti, quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza. Io non andrò a votare. Non li condivido. E poi c’è stata una forte politicizzazione. Vale la pena ricordare che l’iniziativa iniziale doveva essere un referendum sull’autonomia, poi bocciato – giustamente – dalla Corte costituzionale. Quando proposi il mio referendum per l’autonomia ci misi il cuore, anche se non era obbligatorio. Ora tocca a loro misurarsi: vedranno se i cittadini li ascolteranno e se si raggiungerà il quorum. Io non parteciperò”.
La questione dei vaccini Pfizer
Non manca un passaggio anche sul via libera del tribunale europeo alla richiesta del New York Times per l’accesso agli atti UE sui vaccini Pfizer: “Noi Regioni abbiamo fatto il nostro dovere, ma la gestione era commissariale, a livello governativo. Il Covid è stata una tragedia. Alcuni vorrebbero ridurlo a un fatto tecnico, ma è stato un dramma mondiale. Basterebbe andare online e rivedere le immagini delle città deserte in tutto il mondo. E ricordare, ad esempio, le fosse comuni scavate nella periferia di New York. Bernacchia diceva che l’uomo non ha memoria storica. Ed è vero”.
La battuta su Parolin mancato Papa
Zaia chiude con un pensiero sulla figura del nuovo Papa Leone XIV, emerso dal Conclave dove il grande sconfitto è stato il cardinale veneto Parolin: “Come ha detto giustamente lui si è fatta la volontà di Dio. Il Papa è l’espressione di una scelta libera, da parte di 133 cardinali. Va accettata con rispetto. A me questo Papa piace. Ha un curriculum importante, e credo che i cardinali abbiano scelto ancora una volta la persona giusta per interpretare il nostro tempo. Questa è la vera sfida di ogni Conclave”.



