Meloni al 2 Giugno: “Governo in linea con Mattarella su Gaza”, ma è polemica sul referendum | Video

lunedì, 2 Giugno 2025
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La premier Giorgia Meloni arriva ai Fori Imperiali per la parata del 2 giugno e viene accolta come una star dal pubblico assiepato lungo il percorso. “Vai Giorgia, sei grande!”, gridano in tanti, mentre la presidente del Consiglio avanza tra applausi e saluti calorosi. L’entusiasmo popolare fa bene all’immagine della Premier accolta con mazzi di fiori tricolore.

Per Meloni, la Festa della Repubblica non è una semplice ricorrenza, ma un momento identitario profondo come spiega ai cronisti: “È un 2 giugno che come sempre ci deve rendere molto orgogliosi di quello che siamo. Non celebriamo questa festa come se fosse un fatto museale, celebriamo questa festa per ricordarci che quello che abbiamo qualcuno lo ha costruito”. Un messaggio chiaro a chi, anche nelle aule scolastiche, mette in discussione il ruolo delle Forze armate: “Considero francamente inaccettabile che dei professori dicano che i bersaglieri sono divisivi. È grazie anche ai bersaglieri se noi oggi abbiamo una nazione, è grazie alle forze armate, è grazie a tutti quelli che si sono sacrificati per costruirla. Forse questo dovremmo insegnare ai nostri giovani”.

Le parole di Tajani e La Russa

Parole che trovano eco anche nel presidente del Senato, Ignazio La Russa, che rivendica il valore unificante della ricorrenza: “L’importanza di questa festa la si capisce innanzitutto guardando quanta gente viene a onorare ogni anno il 2 giugno, spesso per la seconda, terza, quarta volta. È la vera festa della Repubblica, una data che unisce gli italiani senza distinzione alcuna. L’amore per la patria è l’antidoto vero all’odio dei social e alle divisioni”.

Mentre sul piano internazionale, il governo italiano ribadisce la propria posizione di equilibrio nel dossier mediorientale. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea il ruolo attivo dell’Italia nei soccorsi umanitari a Gaza: “L’unico convoglio delle Nazioni Unite entrato a Gaza è stato quello italiano. Abbiamo deciso di offrire al piccolo Adam e alla sua famiglia la possibilità di venire in Italia. Non è un caso che la mamma abbia scelto il nostro Paese per ricominciare”. Tajani ribadisce poi l’obiettivo politico: “Ora basta armi, vediamo di arrivare ad una trattativa. Noi vogliamo due popoli e due Stati. Siamo testardi e continueremo a lavorare in questa direzione”.

Ma il ministro lancia anche un monito duro contro chi, nel dibattito interno, sta varcando la soglia dell’odio: “I conflitti devono restare fuori dal panorama politico italiano. Quando il dibattito si trasforma in odio, quando si augura la morte ai figli dei politici, c’è qualcosa che non va. Più che rabbia, questo provoca tristezza, soprattutto se certi messaggi arrivano da chi dovrebbe insegnare il rispetto e l’amore. Non basta scusarsi dopo certe parole”.

2 Giugno all’insegna delle polemiche sul referendum dopo le parole  di Meloni

“Vado a votare, non ritiro la scheda. È una delle opzioni”, Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine della Rivista militare per la festa della Repubblica, interpellata dai cronisti sui referendum  dell’8 e 9 giugno. Immediata la reazione delle opposizioni, che hanno accusato la premier di sabotare il voto.

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