Marche-Milano. Conte e la Schlein: ormai è chiaro chi comanda. Leggere per credere

venerdì, 1 Agosto 2025
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Una cosa è certa, Giuseppe Conte, il funambolo numero uno della politica italiana, sta tenendo per le palle la Schlein.

E il cosiddetto “campo largo” della sinistra è passato dal “campo santo” al “giardino di casa” dei 5 Stelle. Un’indubbia nuova fase per i grillini, archiviate le battaglie con i loro “guru-fondatore-motivatore” Beppe Grillo, sul logo, la piattaforma, la titolarità degli iscritti.
Del resto, l’ex “avvocato del popolo”, capace di governare con la Lega e col Pd, da tempo è un’autentica sorpresa politica. Letto in controluce, il simbolo del migliore o peggiore trasformismo italico.

Tanto per tornare alla cronaca, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, l’ex premier sta tarando le sue strategie per conquistare la leadership dello schieramento, a danno della segretaria dem.

Conte sapeva perfettamente che lo spostamento del Pd sul versante estremo sarebbe stato un pericolo per lui (si chiama posizionamento politico). Infatti, avrebbe preferito l’alleanza con i centristi, modello-Ulivo (Calenda, Renzi), proprio per evitare guerre fratricide.

Ma data l’inconsistenza, l’indecisione ad allearsi e l’incompatibilità caratteriale dei diretti interessati (i due Dioscuri), ha cominciato a guerreggiare con la Schlein togliendole progressivamente il terreno da sotto i piedi.

Un esempio plastico, le condizioni che sta formalmente dettando sia in Lombardia, sia nelle Marche.

Da un lato, ha salvato Ricci, ma a patto di non sbagliare; dall’altro, ha bocciato Sala chiedendogli di fare un passo indietro e non per l’avviso di garanzia, per la sostanza.
Le sue parole sono emblematiche: “Chiederemo a Ricci di adottare alcune garanzie per rafforzare l’etica e la legalità pubblica anche per il nuovo governo regionale con l’adozione di un protocollo ad hoc e che vengano adottati presidi e controlli più efficaci per gli affidamenti diretti, nomine e consulenze”.

Più chiaro di così. Si tratta di un salvataggio vincolato, con Conte giudice.

Un giudice spietato nei confronti di Sala: “E’ purtroppo al centro di un sistema che ha dato il via libera al Far West milanese”.

E rispetto al Pd al momento, ha detto che non vede in prospettiva “un’alleanza organica”.

E la Schlein che si atteggia a “non permalosa” e non preoccupata? Ha tanti problemi, in casa e fuori. Deve sia moderare i malumori interni, sia puntellare un partito ancora a “derivazione renziana” (l’ala tecnocratica), che lei, geneticamente e ideologicamente movimentista, non sopporta (Milano in primis).

Basterà dire a tutti che alle elezioni regionali “andremo a vincere” (se le inchieste non avranno un’accelerazione negativa), con la spada di Damocle che da adesso in poi, “i buoni e i cattivi dem” li deciderà proprio Conte?

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