La conferenza stampa allo Spazio Europa di Roma, con i parlamentari italiani appena rientrati dalla Freedom Flotilla, si è trasformata in un atto d’accusa diretto contro il governo e in particolare contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Un racconto della prigionia, ma anche un atto di accusa politico.
Parlamentari della Flotilla, il video con le dure parole contro Meloni
Le parole più dure sono arrivate da Benedetta Scuderi, eurodeputata di Europa Verde: “Meloni non si è comportata da presidente del Consiglio degli italiani perché ha voluto speculare su una parte politica, mettendo a repentaglio quello che stavamo facendo. Ha messo in pericolo la nostra incolumità: darci degli irresponsabili vuol dire dire che è colpa nostra. È pericoloso non ammettere che siamo nel diritto”.
A farle eco Arturo Scotto, deputato del Pd, che ha rilanciato: “Nessun presidente del Consiglio può sindacare su quello che fa un parlamentare della Repubblica. Il Parlamento è al di sopra del governo. Dire che la Flotilla avrebbe potuto impedire il raggiungimento della pace è stata la menzogna più eclatante”.
L’europarlamentare del Pd Annalisa Corrado ha respinto con forza le accuse di rientro privilegiato: “Siamo stati trascinati via, non abbiamo potuto scegliere. Nessuno di noi aveva interlocuzioni con qualcuno: attorno a noi c’erano quaranta persone armate. Le speculazioni di queste ore le respingiamo al mittente. Quanto vissuto ha annichilito la nostra possibilità di reagire”.
Corrado ha anche risposto alla polemica sugli aiuti trasportati: “A bordo c’erano pacchi di viveri, come mostrano i video. Dire che non c’erano aiuti è pura propaganda: i filmati sono stati registrati quando Israele aveva già sequestrato le nostre barche”.
Dal canto suo, il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti ha ricordato di essere stato “portato via da una barca con la bandiera italiana, insieme a persone che volevano portare speranza a Gaza. A bordo c’erano solo scatoloni pieni di cibo. Ci hanno minacciato come terroristi, ma avevamo soltanto aiuti umanitari”.
Coatti ha poi spiegato: “Fino a che l’ultimo italiano non sarà rientrato non descriverò nei dettagli quello che è accaduto. Dobbiamo difendere chi è ancora illegalmente detenuto. Ero a bordo come attivista, in una missione non violenta e pacifista. Ora le piazze devono rispondere all’assenza dei nostri governi”.
Rilascio unilaterale di Israele, non merito della Farnesina
Scotto ha ricostruito anche le ultime ore prima del rimpatrio: “Quando ci hanno comunicato che saremmo rientrati, è stato tramite il viceambasciatore Baldassarri, che ci ha raggiunto all’aeroporto e ci ha detto che saremmo partiti su un volo di linea. Era la prima volta che lo vedevamo: fino a quel momento ci aveva parlato solo al telefono per pochi secondi. Lui stesso non sapeva che poche ore dopo saremmo stati rimpatriati. Io credo che il rilascio dei parlamentari sia stato un atto unilaterale di Israele, persino al netto dell’interlocuzione con la Farnesina”.
Il deputato dem ha però riconosciuto l’impegno del ministro della Difesa: “Non abbiamo avuto alcuna chiamata da Meloni, ma un’interlocuzione con Crosetto c’è stata, anche nelle ore più complicate dell’abbordaggio, e io lo ringrazio. Con Tajani abbiamo parlato soltanto ieri mattina”.
La polemica sui voli di rientro
A chiarire la questione dei voli, finita al centro delle polemiche, è stata Maria Elena Delia, portavoce italiana del Global Movement to Gaza: “Non sappiamo nulla sull’eventuale costo dei voli di rientro dei 26 italiani diretti in Turchia. Non abbiamo mai chiesto soldi al governo. Il Global Movement to Gaza è disponibile a pagare il volo per il rientro in Italia”.
Il video con il racconto della notte di prigionia



