Immunità Salis, respinta la revoca per un solo voto. Scambio di accuse Salvini – Tajani : “Nessun tradimento, FI leale”. Le interviste | Video

martedì, 7 Ottobre 2025
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Un solo voto ha deciso la sorte dell’eurodeputata Ilaria Salis. Con 306 voti favorevoli e 305 contrari, il Parlamento europeo ha respinto la richiesta di revoca dell’immunità, facendo esplodere le polemiche nel centrodestra italiano. Matteo Salvini, dopo l’esito della seduta, ha puntato il dito contro il Partito Popolare Europeo, che include anche Forza Italia, accusandolo di aver di fatto “salvato” la Salis.

Il leader della Lega ha scritto su X che “qualcuno nel centrodestra” avrebbe fatto mancare il proprio sostegno, evocando il fantasma dei “franchi tiratori” in un voto che si è rivelato decisivo. Parole che hanno provocato la reazione stizzita degli alleati.

Le interviste sulla mancata revoca dell’immunità a Ilaria Salis

Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha risposto seccamente: “Non rispondo, non rispondo. Le chiacchiere stanno a zero contro i fatti, contro i risultati elettorali. Oggi Forza Italia è la seconda forza del centrodestra, quindi i cittadini credono a quello che diciamo noi. Le calunnie e gli insulti non li accettiamo. Non c’è nessuno che tradisce, nessuno che fa giochi strani. Noi siamo sempre stati leali e coerenti e abbiamo detto qual era la linea di voto. Poi lo scopriremo, ma ci sono più di 700 parlamentari che votano: andare a cercare un voto in più è sbagliato. Quando si usano queste piccole cose per qualche consenso, alla fine i voti si perdono. Lo abbiamo visto nelle Marche, in Valle d’Aosta, in Calabria. Il centrodestra deve preoccuparsi di prendere voti all’esterno e non di fare polemiche interne. La polemica non mi appassiona”.

Anche il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha ribadito la compattezza della maggioranza: “Il centrodestra ha dichiarato tutto di votare per la revoca dell’immunità. Per un voto la Salis si è salvata. Ma resta il giudizio su una persona che, secondo le accuse, sarebbe andata a sprangare chi aveva idee diverse dalle sue. Questo rimane stigmatizzabile”.

Dichiarazioni più caute sono arrivate dal forzista Raffaele Nevi, che ha ricordato la natura segreta del voto: “Non lo so. Mi risulta che il voto fosse segreto. Non ero lì, ma se tutti hanno dichiarato di aver votato in un certo modo, credo che sia andata così. Salvini ha detto che nel centrodestra c’è stato qualcuno che non ha rispettato la linea, ma non ha fatto accuse specifiche. Quando c’è il voto segreto non si può sapere. La cosa brutta è che c’erano molte assenze tra i Patrioti, e dopo la votazione sulla Salis sono rientrati in aula. Noi eravamo tutti presenti e il PPE aveva una posizione chiara: votare a favore della revoca. Se c’è chi tradisce nel segreto dell’urna, purtroppo non si sa mai chi è. Nella Lega c’era solo un assente per malattia”.

La vicenda, dunque, apre una crepa polemica nel centrodestra europeo e italiano, con accuse incrociate e sospetti che rischiano di lasciare strascichi in una maggioranza chiamata a presentarsi compatta in vista delle prossime sfide politiche.

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