Conferenza Nazionale Dipendenze, l’apertura con Meloni e Mattarella: “Istituzioni unite contro la droga” | Video

venerdì, 7 Novembre 2025
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Si è aperta a Roma, presso l’Auditorium della Tecnica, la Settima Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un appuntamento che torna, dopo cinque anni, nella sua forma più ampia e partecipata, con la presenza delle più alte cariche dello Stato — dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni — accanto a ministri, esperti, operatori, comunità terapeutiche e rappresentanti del mondo scientifico e del terzo settore.

Due giornate di lavori intense, dedicate a una delle sfide più complesse e trasversali della contemporaneità: le vecchie e nuove forme di dipendenza, che spaziano dalle droghe e dall’alcol fino al gioco patologico, alla pornografia, alle ludopatie digitali e alla dipendenza da social network. Il titolo scelto per l’edizione di quest’anno, “Insieme si può”, sintetizza il messaggio centrale della conferenza: la lotta alle dipendenze è una battaglia collettiva, che si vince solo con la collaborazione tra istituzioni e società civile.

Conferenza Nazionale Dipendenze 2025, le  parole di Mattarella e Meloni 

A chiudere i lavori è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo intervento ha sottolineato il valore di questa conferenza come momento di verifica e rinnovato impegno: “L’accurata preparazione di questa conferenza – ha detto – ha consentito di raccogliere esperienze, riflessioni, opinioni e proposte da riversare nei lavori di questi due giorni. Ha reso possibile l’importante e significativa ampiezza dei fronti inclusi nella strategia di contrasto alle dipendenze e di recupero”.

Mattarella ha richiamato con forza la necessità di un’azione coordinata e permanente: “La tragedia delle vite distrutte dalla droga, della perversa presenza e opera della criminalità organizzata richiede un impegno consapevole, articolato, costantemente aggiornato. Richiede un impegno corale”.

Prima di lui, invece, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha posto l’accento sull’unità istituzionale e sulla responsabilità collettiva: “Questa è la  prima così ampia e partecipata da sedici anni. Sono fiera che torni in questa forma con il Governo che ho l’onore di presiedere”.

Meloni ha ricordato come il cambiamento d’epoca in corso abbia amplificato fenomeni di disagio inediti: “Viviamo in un mondo completamente digitale, che offre strumenti eccezionali ma anche rischi enormi. Vecchie e nuove dipendenze si intrecciano generando fragilità e problemi sconosciuti in passato. Servono risposte concrete, coraggiose e lungimiranti, ma anche umiltà: quella di riconoscere che non abbiamo tutte le risposte e dobbiamo ascoltare chi ogni giorno opera sul campo”.

Sul fronte delle politiche pubbliche, la premier ha evidenziato che “dal 2024 al 2025 l’investimento economico è raddoppiato, raggiungendo quota 165 milioni di euro, una cifra mai stanziata prima”. Tra le misure principali, fondi per la mobilità dei pazienti tra regioni, l’assunzione di nuovo personale nei servizi per le dipendenze e la possibilità di destinare l’otto per mille statale a progetti di prevenzione e recupero.

“Questa conferenza – ha concluso Meloni – non è un semplice adempimento di legge, ma un’occasione per dimostrare che la droga e le dipendenze non avranno l’ultima parola. Nessuno sarà lasciato solo: è una sfida che definisce chi siamo e ciò che vogliamo essere per le generazioni future”.

Il videomessaggio di Papa Leone XIV

Un momento di profonda riflessione è stato offerto dal videomessaggio di Papa Leone XIV, che ha voluto rivolgere un appello morale e spirituale ai partecipanti. “Negli ultimi tempi – ha detto il Pontefice – accanto alle dipendenze da droghe e alcol si stanno aggiungendo nuove forme legate all’uso eccessivo di Internet, computer e smartphone. Se da un lato offrono grandi benefici, dall’altro possono generare vere e proprie dipendenze sociali, con conseguenze negative per la salute e per la vita delle persone”.

Leone XIV ha descritto queste derive come “il sintomo di un disagio interiore e di un decadimento sociale e morale che colpisce soprattutto gli adolescenti e i giovani”, denunciando “un mondo povero di speranza, dove il bene e il male si confondono e mancano proposte umane e spirituali vigorose”.

Il Papa ha invitato genitori, scuole, parrocchie e oratori a trasmettere “valori solidi, capaci di formare persone libere e responsabili”, e ha sollecitato le istituzioni e la Chiesa a riconoscere nei giovani “una richiesta di aiuto e una sete di vita”.

“La vera prevenzione – ha concluso – passa dal lavoro, dall’educazione, dallo sport, da uno stile di vita sano e dalla riscoperta della dimensione spirituale. Solo una cultura della solidarietà e della sussidiarietà potrà vincere gli egoismi e aprirci all’incontro con l’altro, specialmente con chi è più fragile e vulnerabile”.

Gli altri interventi istituzionali

Il sottosegretario Alfredo Mantovano, con delega alle Politiche antidroga, ha aperto ufficialmente i lavori della conferenza ricordando che l’iniziativa “non è un atto rituale, ma la conferma simbolica e concreta della compattezza tra le istituzioni e tra queste e chi lavora ogni giorno sul campo”. Mantovano ha illustrato i tavoli tematici che hanno preceduto l’evento, dal sistema pubblico delle dipendenze alla prevenzione precoce tra i giovani, fino al rapporto tra dipendenze e ambiente. “Non partiamo da zero – ha detto – ma da tre anni di lavoro comune. Questa conferenza è una tappa, non un punto di arrivo”.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha posto l’accento sull’impatto umano delle dipendenze: “Ognuno di noi conosce qualcuno che soffre di una dipendenza. Le nuove forme digitali ci colgono impreparati, ma dobbiamo affrontarle con consapevolezza. Come ha scritto il filosofo Luciano Floridi, dobbiamo insegnare ai ragazzi a vivere non online, ma onlife”.

Infine, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha ricordato che “le dipendenze attraversano la società e colpiscono le fasce più giovani e vulnerabili. Il loro contrasto è un investimento nella coesione sociale, nella dignità delle persone e nella capacità di una comunità di prendersi cura delle proprie fragilità”.

“Roma – ha concluso Gualtieri – vuole essere parte attiva della risposta, un modello di prevenzione, cura e reinserimento. È nella capacità di non escludere nessuno che si misura la forza morale e civile delle nostre città e del nostro Paese”.

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