Agguerrita come una leonessa che difende la prole e in nome del popolo italiano sempre più convinta del lavoro svolto e dei risultati raggiunti. Affila i denti la premier Meloni contro ogni critica mossa dall’opposizione in merito alla manovra, una legge di bilancio svilita in più punti dalla sinistra così come la riforma della giustizia. Ieri davanti ai suoi elettori e al popolo di centro destra riunito a Bari accoglie consensi e arriva subito al punto. Sul fronte manovra la quarta in tre anni, che vale 18,7 miliardi, sottolinea il perché sia stata definita una manovrina dall’opposizione, perché non ha abbastanza soldi e poi parte all’attacco: «Vale la pena di ricordare all’opposizione che avremmo potuto fare una manovrona se non avessimo i 40 miliardi di euro di crediti del geniale superbonus di Conte». E da lì applausi a rotta di collo. Respinge, in un crescendo di toni, le critiche alla legge di Bilancio mosse dall’ opposizione. E a chi parla di equità la premier risponde: « A noi, che abbiamo fatto la manovra per aiutare i più fragili, i redditi più bassi e il ceto medio, e per farlo abbiamo chiesto un contributo alle banche. Ci parlano di equità loro, che prendevano i soldi dai lavoratori per darli alle banche. Lezioni da questa gente anche no…». Poi sferra attacco alla Cgil sulla scelta di scioperare ancora di venerdì e da lì ironicamente sentenzia: “…non sia mai che la rivoluzione la facciamo di martedì”. La platea la osanna. Poi difende la riforma della giustizia affermando che non si dimetterà: “Solo gli italiani possono mandarmi a casa». E da lì incalza sferrando fendenti ad una sinistra supponente e superficiale arrivando a parlare del troppo potere conferito alla magistratura: “Togliamo ai partiti il controllo sulla magistratura, abbiamo il consenso più alto, ma loro dicono che siete scemi, che mi apprezzate perché mi truccano bene, mi trucco da sola e neanche troppo bene”.
Manovra, Meloni contro l’opposizione: “Ci parlano di equità loro?”
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