Trump vuole separare l’Italia dall’Ue? Sì, no, forse. Circola uno strano documento…

giovedì, 11 Dicembre 2025
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L’amministrazione Trump avrebbe in mente di allontanare l’Italia dall’Ue insieme con altri tre Paesi come Ungheria, Austria e Polonia. Da ieri circola sui media una nuova versione “ufficiosa” (più lunga) del documento sulla difesa nazionale pubblicato il 5 dicembre scorso. A divulgarla è il sito “Defense One”.

Va da sé che si tratta di una versione ancora più aggressiva e antieuropea della “dottrina  Trump” in materia di strategia di sicurezza. Non solo -come è stato scritto nei giorni scorsi- gli Usa puntano a marginalizzare l’Europa nel nuovo ordine mondiale vagheggiato dalla Casa Bianca, ma addirittura vorrebbero spaccarla e neutralizzarla contando sull’aiuto di  quattro governi ideologicamente “affini” alla prospettiva Maga (anche quello di Donald Tusk deciso oppositore dei “sovranisti” dentro l’Ue?).

È lecito nutrire qualche dubbio sull’effettiva corrispondenza tra quanto pubblicato da “Defense One” e il pensiero di “The Donald”. Intendiamoci, non che a Trump dispiacerebbe una frattura rovinosa dentro l’Ue, in modo da polverizzare il già scarso peso politico-strategico dell’Europa, ma teorizzare (e praticare) una strategia di rottura verso i pur storici alleati europei è cosa che potrebbe rivelarsi rischiosa per la stessa amministrazione Usa.  In ogni caso, certe operazioni, quand’anche fossero realmente attuate, non verrebbero certo messe nero su bianco in una sorta di “bozza” di documento strategico. Il minino che può capitare è di mettere in imbarazzo le presunte “quinte colonne” dentro l’Ue, a partire da Giorgia Meloni, che sta svolgendo un ruolo delicato e cruciale di collegamento tra Washington e le capitali europee. Perché gli Usa dovrebbero “bruciare” la figura politica che mantiene aperto il ponte, ancorché logoro, tra Europa e Stati Uniti? Perché distruggere quello che rimane della vecchia solidarietà atlantica? La prima regola della politica (soprattutto nelle relazioni internazionali) è che non bisogna mai sbarrare porte che  potrebbero tornare utili nei momenti opportuni.

Perché allora far circolare questo “esplosivo” documento? Le ipotesi sono due. Ipotesi uno: c’è chi, dentro l’amministrazione Trump,  punta a forzare la mano agli europei “amici” e spingerli verso soluzioni di rottura con Bruxelles e le più importanti capitali europee, con l’aggiunta di Londra. Semmai esistesse un simile progetto, si tratterebbe però di un disegno a dir poco azzardato (e velleitario).

Ipotesi due (la più probabile): Washington vuole incrinare (e indebolire) il fronte europeo alla vigilia dei colloqui euro-americani per la definizione del nuovo piano di pace per l’Ucraina. Si tratterebbe in sostanza di “ammorbidire” i governi Ue più intransigenti con Mosca instillando nelle capitali del Vecchio Continente il dubbio che la coesione dell’Europa potrebbe presto saltare in aria per l’azione dei leader più filoamericani.

In un caso o nell’altro si tratta di fumo propagandistico, diffuso per confondere le idee in un momento delicato.Ad ogni modo, i governi messi in mezzo da questo “documento segreto” farebbero bene a prendere le distanze il prima possibile da certe operazioni.

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