Mattarella presiede, a sorpresa, il plenum del Csm: «Basta scontri, le istituzioni si rispettino»

mercoledì, 18 Febbraio 2026
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Csm

Il presidente della Repubblica decide di partecipare personalmente la propria “preoccupata attenzione”, di fronte al sempre più acceso botta e risposta tra magistrati e governo, al plenum del Consiglio superiore della magistratura decidendo di presiederne il plenum per la prima volta in una convocazione ordinaria, in undici anni. Poco prima dieci del mattino ha varcato l’ingresso di Palazzo dei Marescialli e ha avviato i lavori richiamando subito le alte istituzioni a rispettare il Csm, che ha «un ruolo di rilievo costituzionale, pur non essendo esente da errori». Parole che arrivano dopo giorni di scontro sulla riforma della giustizia compreso quello innescato dal ministro della giustizia Carlo Nordio che, facendo proprie le parole di un vecchio intervento del magistrato antimafia Nino di Matteo, si è riferito all’organo di autogoverno della magistratura parlando di “sistema para-mafioso”.

Un paragone che ha scatenato la reazione dell’Anm e di alcuni magistrati che hanno combattuto la criminalità organizzata come Nino Di Matteo. Poi la richiesta del ministero all’organo di rappresentanza di magistrati di fornire una lista dei donatori per il Comitato del No paventando una sorta di finanziamento occulto all’Anm. Ancora oggi il ministro è tornato ad attaccare l’Anm terrorizzata «perché la riforma gli toglie potere».

Poi, ieri, l’intervento della premier Giorgia Meloni contro una parta della «magistratura politicizzata che ostacola le linee della maggioranza in materia, ad esempio, di immigrazione, ha fatto raggiungere il livello più alto di tensione pre referendaria.

«Sono consapevole – ha detto matterella – che non è consueta la presenza del presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione.

La decisione di sedere a Palazzo dei marescialli, a sorpresa, è un segnale chiaro. Più volte Mattarella ha segnalato la necessità di abbassare i toni tra i fautori del Sì e del No. Mattarella non è entrato nel merito della contesa, ma l’invito a correggere o rivedere determinate scelte o comportamenti è stato energico perché, ha ribadito, occorre manifestare rispetto, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione».

Dopodiché il presidente della Repubblica ha lasciato la seduta lasciando sul tavolo, tra gli altri punti all’ordine del giorno la richiesta del consigliere laico di Forza Italia Aini di valutare i profili disciplinari delle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri su mafiosi, appartenenti alla massoneria deviata e a poteri occulti che in Calabria, a suo giudizio, voteranno Sì al referendum.

Le reazioni politiche sono subito arrivate. «Nella separazione delle carriere bisogna spiegare le ragioni. Bisogna dire agli italiani che è un passaggio epocale e consente al Paese di fare un salto – ha detto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Non è una riforma politica, ma una riforma costituzionale. I toni non sono quelli giusti e fa bene il presidente Mattarella a rivendicare una sorta di dignità all’interno del Csm, perché sia i fautori del Sì che quelli del ‘Non-Sì’ abbassino un po’ i toni e provino non a tirarsi sciabolate ma cercare di far capire quelle cose le rispettive posizioni».

Per il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia il CSM è quello che oggi è stato raccontato dal Presidente della Repubblica nel suo breve intervento di stamattina. «Un organo di autogoverno che ha un ruolo di rilievo costituzionale. Nei confronti del quale serve, nell’ambito della separazione dei poteri sancito dalla nostra Carta, il rispetto delle altre istituzioni. Non è un caso che, per la prima volta in 11 anni, il Capo dello Stato abbia presieduto un Csm ordinario e sentito la necessità di intervenire. Ringraziamo il Presidente della Repubblica per aver riportato il dibattito dentro i corretti binari di un confronto che non può mai esondare nell’offesa degli organismi costituzionali che reggono il nostro ordinamento democratico».

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