Meloni al Salone del Mobile: “Decreto Sicurezza avrà correttivo dopo approvazione. Hormuz? Sì a missione difensiva anche senza Onu” | Video

martedì, 21 Aprile 2026
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Dalla vetrina internazionale del Salone del Mobile, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rilancia le priorità dell’esecutivo tra sostegno al Made in Italy, nodo energia e dossier di sicurezza interna e internazionale. Nel punto stampa a margine dell’inaugurazione della 64esima edizione, la premier rivendica l’impegno del governo sulle filiere produttive e apre ai correttivi tecnici sul decreto sicurezza, mentre sullo scenario estero richiama il ruolo dell’Italia nei negoziati in corso e nella possibile missione nello Stretto di Hormuz, anche senza il cappello dell’Onu come spiegato nelle scorse ore dal ministro Crosetto.

Meloni al Salone del Mobile, il video su decreto sicurezza e Hormuz

 

Meloni sottolinea il valore strategico dell’evento milanese come simbolo di un comparto chiave dell’economia nazionale. “Sono contenta di essere al Salone del Mobile a portare l’attenzione del Governo, la solidarietà verso una filiera fondamentale del Made in Italy”, afferma, ribadendo che la presenza dell’esecutivo deve tradursi in risposte concrete. La premier richiama il lavoro svolto negli ultimi anni, dai contratti di sviluppo al sostegno alla filiera del legno-arredo, fino agli interventi contenuti nella legge annuale sulle piccole e medie imprese. Sul fronte più critico, quello dei costi energetici, evidenzia come il governo abbia varato un decreto articolato e come la partita si giochi anche a Bruxelles: “Le risposte che cerchiamo di dare in materia di prezzi dell’energia, una grande questione, è stata oggetto di un decreto molto articolato del governo, che è oggetto anche di una battaglia che stiamo conducendo in Europa”. Un confronto che proseguirà nei prossimi giorni in sede di Consiglio europeo, dove l’Italia intende riproporre alcune misure ritenute decisive per affrontare la crisi.

 

Nel punto stampa emerge anche il tema del decreto sicurezza, finito al centro del dibattito politico. Meloni respinge le critiche e chiarisce la linea dell’esecutivo: “Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo i rilievi tecnici — alcuni rilievi tecnici — del Quirinale e degli avvocati”. La premier spiega che i rilievi saranno recepiti in un provvedimento ad hoc, precisando che i tempi stretti della conversione non hanno consentito modifiche immediate. “Trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso”, aggiunge, rivendicando l’impianto del decreto.

Sul piano internazionale c’è ancora distacco con il presidente Trump: “Non ci siamo sentiti di recente”, mentre la presidente del Consiglio è chiara davanti all’ipotesi di una missione nello Stretto di Hormuz: “Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su un’eventuale missione a Hormuz. Non è stato possibile per un veto che c’è nel Consiglio di Sicurezza attualmente da parte di Russia e Cina”, spiega, lasciando aperta la possibilità di superare lo stallo nelle prossime settimane. In caso contrario, Meloni non esclude una partecipazione italiana, ma pone paletti chiari: cessazione delle ostilità, ampia adesione internazionale e carattere esclusivamente difensivo della missione, con il coinvolgimento del Parlamento nella decisione finale.

Parallelamente, la premier richiama l’attenzione sui principali dossier diplomatici aperti. “Ci sono degli importantissimi negoziati in corso che sosteniamo, sia quelli che riguardano il negoziato di Islamabad, sia quello che riguarda un altro tema per noi molto importante, il negoziato diretto Israele-Libano”, afferma, sottolineando come le priorità italiane saranno definite anche alla luce degli sviluppi di questi tavoli.

Dal Salone del Mobile, dunque, Meloni intreccia economia e geopolitica, utilizzando la ribalta di uno degli eventi simbolo del Made in Italy per rilanciare l’azione del governo su industria, sicurezza e scenari internazionali.

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