Meloni-Trump, è scontro totale: mai così in basso i rapporti Italia-Usa. Che succede ora

domenica, 21 Giugno 2026
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Infuria la polemica Italia-Usa. Non accadeva da decenni, almeno dal tempo del “confronto” marines-carabinieri nella base di Sigonella nel 1985. L’incendio divampa, paradossalmente, proprio nella stagione di Giorgia Meloni e Donald Trump. L’Italia doveva essere il “ponte” tra gli Usa e l’Europa. Invece, da un paio di giorni, è il punto più caldo della crisi.

In realtà, con un tipo imprevedibile come Trump, non bisogna mai dire mai. Il presidente americano se l’è evidentemente legata al dito per il no italiano ai bombardieri americani a Sigonella (c’è sempre di mezzo questa base quando scoppiano le grane transatlantiche) e per la presa di distanza da Donald che Giorgia ha effettuato dopo gli attacchi del tycoon a Papa Leone XIV. Di per sé, strappi che si potevano tranquillamente ricucire. Ma con Trump è tutto più difficile.

La situazione è precipitata venerdì, con l’attacco a freddo a Meloni che l’inquilino della Casa Bianca ha sferrato in una intervista a LA7 (a proposito, se la Rai è “Tele Meloni”, come mai la tv di Urbano Cairo sembra diventata “Tele Trump”?). “The Donald” ha irriso la premier dicendo che Giorgia lo ha «implorato» di farsi una foto con lui e che il presidente ha accettato la richiesta perché la poveretta gli faceva «pena». Da levare la pelle la puntuta risposta a stretto giro della presidente del Consiglio, la quale ha dato sostanzialmente del bugiardo al numero uno di Washington («ha inventato tutto, l’Italia non implora») e lo ha accusato di debolezza nei confronti dell’integralismo islamico per via dell’accordo con l’Iran (una durissima critica politica).

Ieri, nel pomeriggio, è arrivata la seconda puntata dello scontro, assai più fragorosa della prima. È sempre Donald ad attaccare per primo. «Il Primo ministro italiano Gigiorgia Meloni -scrive su Truth il leader Usa, con un refuso nel nome “Giorgia” (voluto?)- mi ha chiesto, più e più volte, di fare una foto con me durante il vertice del G7 in Francia. Sta andando male in Italia con il suo livello di popolarità, forse perché ha detto no agli Stati Uniti d’America…».

Neanche stavolta la replica di Meloni s’è fatta attendere. «Presidente Trump – ha scritto la premier in un post in lingua inglese- questi attacchi costanti e immotivati sono privi di senso. Per quanto concerne la mia popolarità, essere tua amica di certo non ha aiutato, e non dipende affatto dalla mia relazione con te. La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale dell’Italia – ed è quel che ho sempre fatto, anche a riguardo dell’utilizzo delle basi militari americane in Italia, che è regolamentato da accordi che abbiamo sempre rispettato, e non possono essere violati – non finché sarò premier. L’Italia resta una nazione sovrana». E poi questa velenosissima conclusione: «In ogni caso, la mia popolarità non ti riguarda. E ti suggerisco di concentrarti sulla tua».

Al momento non si registrano nuovi attacchi e contro-attacchi. È probabile che la polemica vada ad esaurirsi, senza ulteriori code. Ma con Trump non si può mai dire. Può darsi che qualche altra bordata arrivi, magari, nei prossimi giorni. Staremo a vedere.

Certo nessuno, a Palazzo Chigi (ma nemmeno, probabilmente, alla Casa Bianca), s’aspettava di dover fronteggiare una situazione del genere. Ricucire i rapporti, dopo uno scontro simile (non solo personale ma politico), non sarà né facile né breve.  Un gesto di distensione da parte italiana dovrebbe arrivare il 4 luglio prossimo, festa dell’Indipendenza americana, in occasione del tradizionale party organizzato dall’Ambasciata americana a Palazzo Taverna. La premier invierà i suoi ministri, smentendo la voce (che si era diffusa ieri) di una possibile diserzione del governo italiano: sarebbe uno sgarbo senza precedenti.

Da parte sua, la premier sembra decisa a sfruttare fino in fondo questo momento di popolarità, diciamo “patriottica”, che s’è prodotto con lo scontro con il potente alleato americano. Meloni è volata stamane, a sorpresa, a Gemona per partecipare al raduno del 3° Raggruppamento Alpini del Triveneto. La visita non era in programma ed ha il chiaro significato di gratificare l’orgoglio identitario italiano.

Alla Farnesina e al ministro Antonio Tajani il compito in questo difficile momento di tenere vivi i rapporti italo-americani, soprattutto di tipo economico. Teniamo conto  che, quest’anno, il surplus commerciale italiano con gli Usa è stato di 40 miliardi. Né possiamo dimenticare i numerosi e importanti dossier della collaborazione tecnologico-militare con gli Stati Uniti. Pensiamo solo al programma dei cacciabombardieri F35.

Al dunque, risulterebbe dannoso uno strappo troppo profondo con gli Usa. Certo, la popolarità di Meloni in queste ore è altissima. A lei il compito di trovare il giusto equilibrio tra applausi e Realpolitik.

 

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