Non è bastata la bocciatura ligure. Anche in vista delle prossime elezioni regionali la sinistra ci riprova. Col medesimo spartito (fallito).
Non contenta delle forti divisioni interne (la tragicommedia Conte-Renzi-Calenda-Schlein-Bonelli, con l’aggiunta della diaspora tra Grillo e l’ex avvocato del popolo etc), fratture difficilmente componibili, al punto che ormai si può parlare, come abbiamo sempre scritto, di “campo-santo”, non trova di meglio che reiterare “la via giudiziaria al voto”.
Una via corroborata e supportata dai soliti giornali allineati al pensiero unico progressista, tendenzialmente manettari.
Il focus prescelto questa volta è l’Umbria che chiamerà, come avverrà in Emilia Romagna, alle urne i propri cittadini, il 17 e 18 novembre.
L’hanno chiamato “tartufo-gate”, a proposito di una vicenda che ha riguardato direttamente la governatrice Tesei e la sua assessora regionale alla Programmazione europea, al bilancio e al turismo Agabiti: l’accusa è utilizzo irregolare di fondi europei per lo sviluppo rurale, un finanziamento che avrebbe giovato un’azienda di proprietà del marito dell’assessora e in cui lavorerebbe il figlio di Tesei.
Peccato che si tratti di una storia passata e che lo stesso procuratore di Perugia sia stato chiaro sulla questione, avendo inviato al Gip una richiesta di archiviazione, accolta.
E’ il solito clamore mediatico che serve soltanto a demonizzare la destra, quando il consenso vacilla. E non a caso i giornali “amici” della sinistra, in concomitanza con la notizia riciclata, hanno enfatizzato un fresco sondaggio che vedrebbe appaiati la Tesei e l’antagonista Proietti.
Insomma, il “modello-Liguria” non demorde.
Ma chi di “tartufo” colpisce, di “tartufo” perisce. Ricordiamo che Tartufo, oltre a un buonissimo prodotto della terra era ed è una maschera di Moliere, simbolo dell’ipocrisia venduta come virtù.
E’ infatti, proprio la “sindrome di Voltaire” il Dna della sinistra: l’incarnazione religiosa del bene, della morale, dell’etica, della giustizia, della Costituzione (quando le conviene), della cultura, della democrazia, dell’ambiente etc.
Ma pure ora la via giudiziaria al tartufo potrebbe rivelarsi un autogol.



