Un obbiettivo concreto, netto e decisivo quello del faccia a faccia del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni con l’inquilino della Casa Bianca Trump a pochi giorni dalla data x che decreterà o meno il passaggio dell’Italia nella zona a rischio dazi a seguito delle misure restrittive diffuse dall’amministrazione Trump per l’Europa e che sull’Italia avranno impatto decisivo se non devastante. Intanto c’è una data quella del prossimo 17 aprile quando la Meloni incontrerà il Tycoon a Washington per discutere della situazione italiana alla luce del cambiamento di rotta europeo. E anche se molti l’hanno definita dalla prima ora una missione impossibile la premier si recherà negli States, lo ricordiamo, 48 ore dopo che l’Europa avrà azionato la contro offensiva ai dazi con cui Trump ha affondato le borse di mezzo mondo. «Spero di portare a casa qualcosa di buono», ha sottolineato la premier a margine degli incontri con i vertici delle categorie produttive italiane. E proprio al tavolo con i rappresentanti del settore alimentare nazionale ha diffuso la data dell’incontro auspicando nella più rosea delle ipotesi di azzerare i dazi europei o quantomeno dimezzare le tariffe dal 20% al 10% e portare un equilibrio economico e geopolitico tra le due sponde dell’Atlantico. Missione teutonica e grande prova che segnerà il passo dell’economia del Vecchio Continente di cui la Meloni prova a farsi ambasciatrice. «Porterò il mio contributo, dobbiamo lavorare con l’Unione per definire un accordo positivo” ha detto più volte auspicando che bisogna fare di tutto perché il dialogo non si interrompa e per convincere il presidente a impostare da capo i rapporti con Bruxelles. Una Meloni più cauta ma ferma una paladina della giustizia con tinte diplomatiche ma che mai perde di vista l’obbiettivo di salvaguardare la produttività e il profitto del sistema Italia. E a chi chiede se timonerà la mediazione con l’Europa la Meloni puntualizza che la trattativa con gli Usa la conduce Bruxelles e che il suo è un tentativo per alleggerire e favorire un’intesa tra Europa e Stati Uniti o quantomeno aprire un tavolo di trattative.



