Disastro-Lega. Ma ora ne spunteranno due: modello Cdu-Csu, Zaia e Vannacci contenti

venerdì, 17 Ottobre 2025
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Che sarà ora della Lega?

La leadership di Matteo Salvini, di fatto è di nuovo in bilico, anche se lui ostenta sicurezza e si muove con la consueta spavalderia.

Lo scontro con i maggiorenti del partito (il soggetto più antico dell’attuale quadro politico) sulla direzione da prendere, è annoso: da un lato, i governatori del Nord che pretendono un ritorno alle origini padane che hanno garantito una classe dirigente apprezzata e rappresentativa tra l’alto, di quel ceto economico, sociale e imprenditoriale che ne costituisce lo zoccolo duro; e dall’altro, la vocazione del Capitano a estendere il posizionamento politico, non più contro il centralismo romano, ma nel nome di un sovranismo nazionale, volendo riempire lo spazio a destra lasciato libero dalla postura governista di Fdi (si legga “partito conservatore-repubblicano in pectore” della Meloni).

Un “dualismo” interno ed esterno che, dopo una crescita esponenziale (alle europee del 2019 la Lega ottenne il 34%, poi lo scorso anno, sempre alle europee, appena l’8,7), per non parlare del forte ridimensionamento alle politiche con l’8,8% e da ultimo alle regionali (nelle Marche il 7,4% e in Toscana sotto il 5%), in entrambe le regioni superata da Fi.

Ma se la tenuta alle europee è stata dovuta all’esplosione e al supporto del Generale Vannacci (oltre 500mila preferenze), stessa cosa non si è vista, numeri e dati alla mano, per la Toscana (ben altro il risultato quello della “Ceccardi vs Giani”, che nella precedente consultazione regionale aveva portato il Carroccio al 20%). Un Vannacci al quale Salvini ha dato carta bianca per gestire tutte le candidature.
Morale, una debacle. Che ha ringalluzzito tutti gli avversari del Generale, mettendo sul braciere lo stesso Salvini e la sua ostinazione nazionalista.

Come andrà a finire? Certamente il Capitano ha un problema. Alimentato specularmente dall’ardore di Zaia che, per quanto riguarda il Veneto, vuole “essere un problema in ogni senso” (capolista ovunque).

Un problema non da poco: perché la Lega nella sua Vandea non può sbagliare e arretrare ulteriormente: ci sarebbero effetti nefasti pure per la compagine e gli equilibri governativi, con relativo stravolgimento dei rapporti di forza tra alleati del centro-destra.

E non dimentichiamo che nel 2027 si vota alle politiche. E la prevalenza di uno schieramento sull’altro, se ovviamente il campo largo sarà realtà, potrebbe dipendere da pochissimi punti percentuali.

Come se ne esce? Tra i fumi padani e vannacciani sembra profilarsi una strada, una mediazione possibile e auspicabile: secondo i più informati, la creazione di due Leghe, “modello Cdu-Csu”. Una nazionalista e una regionalista-federale.

Con buona pace dei diretti interessati. Staremo a vedere con quale modalità e declinazioni. Se son rose s-fioriranno.

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