Al via la conta dei nomi nel centro destra. La premier da il via alle nomine dei papabili successori di Mattarella al Colle. Ma l’opposizionie va all’attacco: “Si vuole colonizzare il Quirinale”, esultano dai banchi della minoranza al governo. Giorgia Meloni ha fatto cadere il silenzio sul Quirinale e l’ha messo al centro della prossima campagna. Così le prime reazioni all’atteggiamento possibilista della premier. La premier ha detto senza giri di parole che un presidente della Repubblica non espressione del centrosinistra non è più un tabù, legando esplicitamente il voto del 2027 all’elezione del capo dello Stato. Di solito questo passaggio resta riservato ai palazzi fino a ridosso del settennato. Stavolta c’è un cambiamento. Per Fratelli d’Italia è una mossa simbolica: chiudere la stagione in cui la destra governava ma non contava al Colle. Svolta o tentativo goffo? Chi può dirlo. Il nome non è ancora sul tavolo. Nel centrodestra circolano Mantovano, Tajani, Giorgetti, ma la priorità è un’altra: arrivare al 2027 con una maggioranza solida, capace di pesare nello scrutinio senza finire in mediazioni larghe dopo il voto. Da qui l’intreccio con la legge elettorale. La maggioranza punta a regole più nette tra consenso popolare, governo e futura elezione presidenziale, per evitare un Parlamento senza vincitori e accordi di centro costruiti a posteriori. Sul calendario pesa Sergio Mattarella e la sua fine mandato. Il settennato scade nel 2029, ma a Roma si dà per possibile un’uscita di scena prima dello scadere del tempo. È un’incognita che nessuno controlla, e che rende ogni calcolo prematuro. Le opposizioni parlano di “occupazione” delle istituzioni da parte della maggioranza. Ma la maggioranza ribalta: chi vince le elezioni deve poter incidere sugli equilibri costituzionali, nei limiti del Parlamento. Possiamo dire analizzando i fatti che la premier Meloni anticipa i tempi e politicizza il Quirinale: lo trasforma da epilogo istituzionale in banco di prova elettorale. Il rischio è l’accusa di usare la legislatura per un obiettivo di potere? Secondo alcuni analisti si ma la partita è tutto da vedere, magari questa è una nuova strada. Il guadagno è di posizionare la destra come forza pienamente legittimata ai vertici dello Stato. Tutto si gioca su tre leve: che legge elettorale uscirà, quanto sarà largo il risultato del 2027, e cosa deciderà Mattarella sui tempi. Nel frattempo il Colle è già entrato in campagna elettorale.
Meloni apre la partita del Colle: “Dal voto 2027 dipende il successore di Mattarella”
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