Crisetta della Lega, parte seconda. Matteo Salvini, riconfermato segretario nazionale, ha deciso di regolare i conti. C’è chi la chiama guerra ibrida, chi la definisce rappresaglia. Il primo obiettivo è senz’altro Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia che avrebbe scontentato ministri, sottosegretari, parlamentari e dirigenti del Carroccio con i tagli alla legge di Bilancio: «Non erano questi i patti». Persino Salvini aveva dichiarato anche abbastanza incautamente: «Sono il leader della Lega e non mi hanno informato dei tagli alla scuola», beccandosi l’ironia dell’opposizione.
Il fatto nuovo è che il relatore leghista della manovra sarà Alberto Gusmeroli, vicino al segretario. Il deputato, responsabile economico del partito, fa parte della commissione Attività produttive. E dunque dovrà essere prestato alla commissione Bilancio. Una manovra al limite, tecnicamente Gusmeroli traslocherà “ad rem” (solo per questo argomento) dalla commissione che presiede, la Attività Produttive, alla Commissione Bilancio. La decisione dovrebbe essere prossimamente ufficializzata.
Fino al congresso della Lega – scrive il Corriere – si dava per scontato che la relatrice sarebbe stata Silvana Comaroli. La quale, però, ha firmato per la candidatura dello sfidante di Salvini, Massimo Garavaglia, ed è stata cassata. Vietato, ovviamente, mettere in relazione l’accaduto con il fatto che la Comaroli goda della massima fiducia di Giorgetti. Ma l’incarico ha forse messo in imbarazzo lo stesso Gusmeroli: mai stato un nemico dell’uomo del Mef, pochi mesi fa gli ha chiesto la prefazione al suo libro. Le opposizioni parlano di anomalia, di operazione inguardabile e di resa dei conti. In sintesi: Salvini commissaria Giorgetti.
«Abbiamo appena appreso dalle agenzie l’intenzione della maggioranza, che non ha avuto la dignità di esplicitarlo in un dialogo con le opposizioni nell’Ufficio di presidenza della commissione Bilancio, che avremo l’onore di avere il presidente della commissione Attività produttive Alberto Gusmeroli in commissione Bilancio per seguire la legge di Bilancio come relatore. Trovo indegno quanto sta accadendo – ha denunciato la deputata di Azione, Elena Bonetti – perché si tratta del presidente di un’altra commissione che arriva e commissaria le deputate presenti della commissione Bilancio. Che il presidente della commissione Attività produttive non abbia niente da fare in questo momento così drammatico per il Paese che mollare la sua commissione per venire a commissariare le colleghe della commissione Bilancio è il peggiore inizio del dibattito su questa legge che ci potevamo aspettare».
Secondo obiettivo: Massimiliano Romeo. È partita ieri, infatti, la raccolta di firme per sfiduciarlo da capogruppo della Lega al Senato. «Ne prendo atto con rammarico – commenta il senatore Massimo Garavaglia – evidentemente non c’è la volontà di unire come mi sembrava fosse emerso dal congresso, ma di spaccare tutto e allargare il divario di posizioni nel partito. A me basta questo. Per regolamento, dovrebbe esserci una assemblea di gruppo. Vedremo, chi deciderà ci spiegherà le motivazioni». Garavaglia, al congresso straordinario della Lega si è candidato alla segreteria, sfidando Matteo Salvini, e ottenendo il 24% dei voti. Romeo, che è anche segretario della Lega lombarda, ha sottoscritto la candidatura di Garavaglia e insieme al governatore Attilio Fontana e ai nordisti, ha chiesto il rinnovamento del partito. «La richiesta di dimissioni di Romeo e la sostituzione di Comaroli le considero dita negli occhi. Non ci sono le condizioni per una collaborazione», avverte ancora Garavaglia. Gli fa eco, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia: «Evidentemente le promesse sono state disattese».
Non è chiara la ragione dell’attacco di Salvini a Giorgetti, molti fedelissimi del segretario pensano che sia lui il “fomentatore” degli scontenti del nord. Il prossimo terreno di scontro saranno i congressi territoriali. Domenica si terrà il congresso provinciale a Varese, mentre il 22 toccherà a Bergamo e Brescia. I I segretari uscenti sono in linea con l’asse Romeo-Garavaglia-Fontana. I salviniani tenteranno di vincere per passare alla fase successiva: il ribaltone al vertice della segreteria lombarda ed estromettere Romeo, oggi segretario regionale.



