Voto, Fusaro: “Nessuno rovescia gli schemi. Noi contro i partiti del denaro”

Interviste

Elezioni, ci siamo. Domenica si vota e i leader politici stanno lanciando gli ultimi appelli al voto. Lo Speciale ha chiesto un bilancio di questa campagna elettorale che si sta chiudendo al filosofo Diego Fusaro per capire con lui quale ricetta politica potrebbe davvero risollevare le sorti dell’economia italiana. Il popolo è sempre più confuso, fra promesse mirabolanti e ipotesi di larghe intese che impazzano su tutti i giornali. Quale scenario si aprirà da lunedì? E soprattutto, gli italiani saranno stati presi in giro dal finto scontro a tre fra centrodestra, centrosinistra e Movimento 5Stelle alla luce dei quasi certi inciuci che ci saranno dopo il voto?

LEGGI SU LO SPECIALE LA PRECEDENTE INTERVISTA A DIEGO FUSARO

La Stampa parla di contratto di governo alla tedesca. Di Maio guarderebbe al Pd, a Leu e ad Emma Bonino. Che sta succedendo? E’ un inciucio o piuttosto un golpe peggio di quello del 2011?

“Penso che si tratti di una fake news appositamente organizzata, e spero vivamente che il M5S mantenga la sua indipendenza, tenendosi alla larga da movimenti come il Pd, Liberi e Uguali e quello della Bonino: questi infatti sono i partiti di rappresentanza della lobby finanziaria turbo capitalistica che vuole più Europa e meno Italia, più diritti civili e meno diritti sociali, più uguaglianza intesa come uguaglianza all’irrilevanza, per renderci tutti ugualmente irrilevanti a colpi di  Ius Soli e di perdita lineare dei diritti. Anziché configutarsi come Pd 2.0, il M5S deve mantenersi forza di opposizione radicale al sistema dominante”.

C’è chi denuncia il grande imbroglio della legge sui finanziamenti privati che sporca la campagna elettorale con soldi che non si sa da dove vengono. Tutto questo quanto ha di giusto e di etico? 

“Questa è la democrazia del denaro, una democrazia non democratica dove conta chi ha di più. Del resto il nostro Stato è sempre meno Stato e sempre più un’azienda imprenditoriale senza confini e senza etica solidale comunitaria, fondata sulla dura legge del denaro dove a prevalere, anche politicamente, deve essere chi è più ricco. Che tutto questo sia contro l’etica è fuor di dubbio, non serve nemmeno aver letto i Dialoghi di Platone per capirlo”. 

Di sicuro lunedì la somma dei populisti, dei rivoluzionari, degli arrabbiati supererà il 51%. Non saranno però voti sommabili. Alla fine centrodestra e centrosinistra, che probabilmente governeranno insieme, serviranno proprio ad annacquare tutto dimostrandosi perfettamente funzionali al mantenimento del sistema?

“Questo è il punto chiave. Per questo io personalmente, ma anche come associazione culturale “l’Interesse Nazionale”, raggiungibile tramite il sito www.interessenazionale.net, sto lavorando insieme ad altri per organizzare la rabbia degli sconfitti della mondializzazione e creare nella cultura un fronte cognitivo, concettuale e culturale unitario. L’obiettivo è porre in essere l’unificazione di tutti coloro che dal basso vedono le ingiustizie dell’alto, della mondializzazione. Un fronte che spazi dai comunisti di Marco Rizzo a CasaPound di Simone Di Stefano passando per tutti gli altri partiti o gruppi che la neolingua capitalista diffama come populisti”. 

C’è chi dice: “Non fatevi ingannare. Lo scopo della BCE è di portare il debito pubblico italiano in mani estere rendendoci ancora più schiavi delle lobby economiche straniere. Le riforme vanno fatte dagli stati sovrani con investimenti pubblici”. Ma destra e sinistra non sono ugualmente liberiste in economia? 

“E’ così: l’Unione Europea altro non è che la sua banca centrale, avendo perso ogni radice culturale, spirituale, politica. Oggi l’Europa è soltanto una moneta e una banca e questa è la negazione stessa dell’idea di Europa. Bisogna a mio giudizio rovesciare gli schemi, cosa che nessun partito fa, perché occorrerebbe mettere in discussione i due pilastri che tutti accettano: la sovranità assoluta del mercato e la subalternità geopolitica, culturale ed economica alla talassocrazia leviatanica del dollaro. Va contestato tutto questo. Noi come Associazione proviamo a farlo, nell’indifferenza dei partiti”. 

 

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