Massimo Cacciari al Pd: “Appoggi monocolore M5S”

Interviste

Caos post elezioni e Caf presi d’assalto al Sud dai disoccupati in fila per il reddito di cittadinanza promesso dal Movimento 5 Stelle. Il filosofo Massimo Cacciari intervistato da Lo Speciale non vede vie d’uscita alla crisi politica che si √® aperta dopo il voto e ritierne che il Pd, dopo la batosta subita, stia continuando a sbagliare strategia. Renzi ha annunciato le dimissioni e il riconfermato governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato la sua candidatura alla segreteria. Sono dunque partite le grandi manovre per la spartizione delle spoglie del renzismo?

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Professore, si parla di file di disoccupati al Sud presso i Caf per richiedere il reddito di cittadinanza promesso dal M5S. Per alcuni si tratterebbe di fake news, però le telefonate per richiedere i moduli ci sono state effettivamente come confermato dagli addetti ai lavori. Ma si può davvero ottenere?

“E’ la dimostrazione di ci√≤ che i 5stelle si troveranno a gestire da qui in futuro. Penso proprio che se il buongiorno si vede dal mattino, quel 32% far√† presto ad evaporare di fronte alle tante aspettative che i grillini hanno acceso nel Paese, soprattutto nel Meridione, e che difficilmente riusciranno ad esaudire. Quelli del Pd secondo me non hanno capito niente. Devono mandare i 5stelle al governo perch√© metterli alla prova √® l’unico modo per sconfiggerli una volta per tutte. Visto come si stanno comportando a Roma, Torino, Livorno e nelle citt√† in cui amministrano, direi che mandarli al Governo √® forse l’unico modo per liberarci definitivamente di loro”.

Quindi √® favorevole all’accordo Pd-M5S?

“No, non sono favorevole, ma dico semplicemente che in questa situazione il Pd dovrebbe favorire la nascita di un monocolore M5S. Mi sembrerebbe la soluzione pi√Ļ logica. Anche perch√© soltanto cos√¨ si potrebbe smascherare la loro propaganda e dimostrare con i fatti che non sanno fare niente. Non dico che i dem debbano andare al governo con Di Maio, ma comunque favorire la formazione di un governo pentastellato”.

Nel Pd intanto √® spuntata la candidatura di Zingaretti. E’ lui l’uomo nuovo?

“Certamente Zingaretti nel bagno di sangue che ha travolto il Pd √® stato l’unico ad uscire vincitore, riconquistando il governo della Regione Lazio. Impresa che tutto sommato non era cos√¨ scontata. Lui ha detto che intende candidarsi e se lo far√† sono convinto avr√† le carte in regola per vincere contro qualsiasi erede del renzismo”.

Pensa che riuscir√† l’Italia ad avere un governo?

“Dipender√† da cosa decider√† il Pd, incredibilmente nonostante il disastro elettorale i dem possono condizionare le decisioni del presidente Mattarella. Mi sento di escludere l’appoggio del Pd ad un governo del centrodestra, mentre mi sembrerebbe pi√Ļ normale un appoggio esterno, tecnico pi√Ļ che politico, ad un governo M5S. Gli elettori della Lega e del M5S vedrebbero logico un governo Salvini-Di Maio ma √® impossibile che ci√≤ avvenga. Tornare al voto in questo momento converrebbe meno di tutti proprio ai dem”.

Si parla di governo del presidente o di scopo. Per un’ipotesi del genere, chi potrebbe mettere in campo Mattarella?

“Non ne ho idea. Non vedo all’orizzonte Monti bis e nemmeno governi alla Ciampi. Ripeto, il boccino alla fine sar√† nelle mani del Pd, anche se credo che si dovr√† tornare a votare prima di quanto si possa immaginare”.

Nel centrodestra Berlusconi lancia Salvini premier e sembra bocciarlo come capo della coalizione, ruolo che sembrerebbe voler mantenere lui. Come finirà fra i due?

“Al momento a nessuno dei due conviene litigare. Berlusconi a mio giudizio deve stare calmo e aspettare l’evoluzione degli eventi. Penso che abbia consapevolezza che presto si torner√† alle urne e spera di capovolgere la situazione di nuovo a suo favore, magari anche con un maggiore aiuto dell’Europa che a quel punto avrebbe tutto l’interesse ad uno sforzo maggiore per ridurre il peso tanto della Lega che del M5S. E nemmeno a Salvini conviene litigare visto che ha conquistato la leadership della coalizione. Resteranno uniti, facendo finta di andare d’accordo, per coltivare entrambi i loro obiettivi”.¬†

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Americo Mascarucci
Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano ‚ÄúIl Tempo‚ÄĚ nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l‚Äôassunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho pi√Ļ lasciato