Buche, geologo Boschi: “Linee guida e asfalto adatto a nuovo clima e traffico”

Politica

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“Esistono o si possono trovare modi più efficaci di fare il manto delle strade delle città. Le sollecitazioni del traffico e delle intense perturbazioni climatiche rendono necessario un grande progetto nazionale. I singoli sindaci, senza soldi, poco possono”. Lo ha scritto su Twitter il geofisico e sismologo Enzo Boschi riscontrando numerose adesioni all’appello. Lo Speciale lo ha contattato per approfondire l’argomento. Le incessanti piogge degli ultimi giorni hanno letteralmente devastato le carreggiate stradali di intere città con la formazione di autentiche voragini, soprattutto a Roma. I centralini delle polizie municipali sono stati presi d’assalto da utenti indignati per la gomma bucata, per le cadute dal motorino o dalla bici, o per essere inciampati sul manto dissestato. E si annunciano vere e proprie class action da parte delle persone danneggiate.

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Professore, lei parla di modi più efficaci di fare il manto stradale. A cosa si riferisce?

Premetto che non sono un esperto, bisognerebbe rivolgersi a degli ingegneri specializzati. Io ho fatto soltanto un discorso legato al buon senso. Quello che sta succedendo è incredibile. Con gli sbalzi di temperatura e le piogge intense, i manti stradali vanno a pezzi e questo significa che non vengono realizzati a regola d’arte”.

Cosa manca in pratica?

“Ripeto, non sono un esperto, ma appare evidente che la qualità del materiale utilizzato non è ottima. Anche perché dobbiamo metterci in testa che il repentino cambio delle temperature e le piogge violente, saranno eventi sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici in atto. Quindi continuare ad utilizzare certi materiali non contribuirà in nessum modo a risolvere il problema che diventerà sempre più un’emergenza. Serve impiegare materiale di maggiore qualità e resistenza, ovviamente più costoso. Poi in alcune città si usano ancora le pietre incompatibili con il traffico elevato e soprattutto con il transito dei mezzi pesanti. Durano pochissimo e richiedono una continua manutenzione. Non ha senso secondo me continuare ad utilizzarle. E’ il caso di ripensare completamente il sistema stradale tenendo conto di due esigenze: i flussi di traffico e appunto i cambiamenti climatici”. 

Lei ha parlato di un grande progetto nazionale. Ma chi dovrebbe predisporlo?

“Il Governo con gli enti locali. Si sta parlando da giorni delle buche a Roma ma anche Bologna è piena. Quando poi ho scritto il tweet centinaia di persone hanno risposto per denunciare come, anche nelle loro città, la situazione sia drammatica, a Firenze come

ga Grosseto. Questo dimostra che le tecniche impiegate per fare le strade sono le stesse ovunque, come analoghe sono le temperature e le piogge che portano alla formazione delle buche. Ecco perché è necessario che a livello nazionale vengano impartite delle linee guida attraverso il coinvolgimento di ingegneri esperti che sanno come favorire una maggioranza efficienza e solidità del manto stradale in rapporto alle varie intemperie”.

Che tipo di figure servono a questo punto?

“Esistono ingegneri qualificati dotati di un mix di competenze chimiche ed edili. A questi bisogna rivolgersi”. 

Lei che è un geofisico e sismologo, ritiene che una maggiore qualità del manto stradale potrebbe tornare utile anche nel caso in cui si verificasse un terremoto?

“No, in questo caso no. Qui dipende escusivamente dall’intensità del sisma. Se è forte non c’è manto che tenga. Mentre invece è possibile prevenire il rischio in rapporto ai cambiamenti climatici. Ma ripeto, servirebbero soldi e gli enti locali mi pare di capire stanno a secco. Per questo è necessario un piano nazionale, sia a livello di progettazione che di investimenti”.

I cambiamenti climatici quindi, secondo quanto ci sta dicendo, sono diventati un elemento da cui non si può più prescindere in nessun caso?

“Esattamente, e andrà sempre peggio. Ci sono paesi che si sono già posti il problema dell’adattamento per essere pronti a prevenire le inevitabili emergenze, non soltanto con riguardo alla salute delle persone ma anche con riferimento all’agricoltura, alle scorte d’acqua e altro. Incredibilmente anche un problema a prima vista banale come quello delle strade, deve risentire di questi impazzimenti del clima ed è per questo che sarebbe opportuno attrezzarsi per tempo”. 

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