Parla Di Stefano (CasaPound): “Salvini, Berlusconi ti fregherà. E’ resa dei conti”

Interviste

Vertice del centrodestra, via libera a Matteo Salvini per trattare sulle presidenze delle Camere. Per Simone di Stefano vicepresidente di CasaPound intervistato da Lo Speciale  il leader del Carroccio sarà presto messo in minoranza delle mosse che il principale alleato, Silvio Berlusconi, starebbe conducendo per riprendersi la leadership della coalizione. Un clima tutt’altro che sereno quello che sarebbe andato in scena nel vertice di ieri, con Berlusconi molto irritato sembra dalle dichiarazioni anti-Ue di Salvini durante la conferenza stampa di ieri a Stasburgo con la quale si è congedato dal Parlamento Europeo.

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Sembra che Berlusconi sia molto irritato con Salvini per i toni utilizzati contro l’Europa. Sarebbe arrivato addirittura a dire che Di Maio è più moderato di lui. Eppure nel vertice di ieri sembra che tutto sia rientrato. E’ davvero così?

“Non è rientrato proprio nulla, c’è una resa dei conti in atto. Dopo il 23 marzo ne vedremo delle belle. Tanto per cominciare il gruppo di Forza Italia al Senato rischia di essere più numeroso di quello della Lega, grazie all’adesione al gruppo azzurro dei parlamentari eletti con la cosiddetta ‘quarta gamba’. Questo del resto era il rischio che avevamo evidenziato più volte noi in campagna elettorale. State poi certi che arriverà il governo tecnico, o del presidente, o di scopo, chiamatelo come volete. Un governo che dovrà tirare la legislatura il più a lungo possibile facendo gli interessi dell’Europa. Forza Italia si è già detta disponibile, ugualmente il Pd e Leu, i centristi non mancheranno. Si tratterà soltanto di spaccare la Lega e il M5S. I grillini hanno eletto persone già espulse dallo stesso Movimento, mentre il Carroccio è pieno di maroniani che tengono molto di più alla stabilità delle giunte di centrodestra in Liguria, Lombardia, Veneto che al prestigio di Matteo Salvini. Aspettiamoci delle grosse novità”.

Per altro Maurizio Lupi in un’intervista ha dichiarato: “La federazione di noi centristi con Forza Italia non può essere una mera somma di numeri per superare di un parlamentare la Lega di Salvini, ma ha bisogno di un progetto politico, la politica dei meri calcoli è finita”. Che significa?

Quando uno dice che manca un progetto politico mi pare evidente che chieda delle garanzie. Tutto sta a Berlusconi offrire ciò che i centristi vogliono, poi il gioco è fatto. Il progetto si fa presto a metterlo in piedi. Mi sembra un segnale chiaro in direzione degli azzurri con aggiunta offerta di un patto anti-Lega. L’accordo si farà, questo è fuori discussione”.

Salvini insomma rischia di ritrovarsi da vincitore nell’angolo?

“Ma guardi che Salvini è perfettamente consapevole di questo. Non creda che lui sia soddisfatto dell’esito del voto”.

Come fa a non esserlo? Ha vinto.

“Salvini sperava che il Pd non scendesse al di sotto del 22% in modo tale da poter fare senza troppe difficoltà quel governo tecnico che tutti si aspettavano e che avrebbe visto lui all’opposizione dell’inciucio Renzi-Berlusconi. Ora invece per fare questo governo servono inevitabilmente anche i voti della Lega e si fa molto elevato il rischio di una scissione dei gruppi parlamentari del Carroccio. Il sogno della beata opposizione solitaria ad un governo tecnico è sfumato con la concreta possibilità di ritrovarsi il partito spaccato”.

Il leader della Lega ha negato rapporti con i 5 Stelle, ma non è l’unica strada possibile se convintamente ha detto no al Pd?

“Ma tanto i numeri per formare un governo Salvini non li troverà mai, anche per questo Berlusconi lo sta investendo di mandati. O meglio, può farlo soltanto alleandosi o con i dem o con i 5Stelle, opzioni però altrettanto impraticabili. Berlusconi lo sta mandando a morire sapendo perfettamente che non troverà mai i numeri per formare un esecutivo che abbia il leader leghista come premier. E lo sbocco naturale sarà come detto il governo tecnico”.

Ritiene dunque impossibile un accordo Salvini-Di Maio?

“O fanno un governo di scopo rivolto esclusivamente a cambiare questa legge elettorale con l’introduzione di un premio di maggioranza che porti uno dei due a vincere, oppure non vedo altre condizioni per un’alleanza”.

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