Centrodestra, Becchi: “Attento Salvini, se cedi il Senato sei fregato”

Interviste

Centrodestra alla prova dell’unità. Sulle presidenze delle camere si rischia la rottura fra la Lega di Salvini, favorevole ad un accordo con il M5S, e Forza Italia che invece guarda in direzione del Pd renziano. Lo Speciale ne ha parlato con il filosofo Paolo Becchi che ne approfitta per mettere in guardia Salvini. Il vertice decisivo sarà domani sera. Salvini e Berlusconi si sono sentiti al telefono ribadendo la loro intenzione di tenere unita la coalizione. “Con Berlusconi siamo d’accordo su tutto” ha detto il leader leghista. Sarà davvero così?

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Il centrodestra riuscirà a superare unito la partita delle presidenze delle camere o inevitabilmente fra Lega e Fi sarà rottura?

“Ritengo che se si vuole davvero riconoscere l’esito del voto non si possa prescindere dai partiti che hanno ottenuto i migliori risultati. Quindi mi sembra logico che una presidenza vada al M5S e l’altra alla Lega che è la forza che nella coalizione vincente, quella di centrodestra, ha raccolto più consensi. Questo non significa tradire i patti elettorali, ma rispettare la volontà degli elettori”.

Berlusconi però non condivide questo schema, o quantomeno vuole che il Senato vada a Paolo Romani e non alla Lega.

“Berlusconi a mio giudizio non potrebbe pretendere niente, visto che lui al pari di Renzi le elezioni le ha perse. Badi bene che la batosta del Pd era scontata, ma la vera novità di queste elezioni è stata il tracollo di Forza Italia. Ovunque lo dico vengo insultato come se i risultati non fossero abbastanza evidenti. Se Berlusconi riuscirà nell’impresa di piazzare un proprio uomo alla presidenza del Senato, allora vorrà dire che, pur avendo perso le elezioni. non è affatto politicamente morto riuscendo ancora a determinare le sorti della politica italiana. E sarebbe la prima grande sconfitta post voto di Salvini”.

Ma Salvini è il candidato premier rispondono da Forza Italia. E’ giusto che la Lega si prenda anche il Senato a scapito degli alleati?

“Non diciamo sciocchezze. E’ come chiedere se è meglio avere l’uovo oggi o la gallina domani. Chiunque preferirebbe prendersi subito l’uovo. E se alla presidenza del Senato andrà uno di Forza Italia vorrà dire che Berlusconi ha fregato Salvini che non è detto affatto riesca ad andare al Governo. Quindi si ritroverebbe con una doppia fregatura: senza Palazzo Chigi e senza la presidenza di una camera. Se Berlusconi dovesse minacciare la rottura del centrodestra, Salvini dovrebbe rispondergli che la rottura l’ha provocata lui insieme al suo cerchio magico impedendo al centrodestra di vincere le elezioni con la fallimentare scelta dei candidati nei collegi”.

Quindi lei tifa per l’asse lega-M5S?

“Non tifo affatto per l’asse con i 5S ma le presidenze delle camere sono cariche istituzionali che non c’entrano nulla col governo. Ed è giusto a mio giudizio rispettare la volontà degli elettori. Se Berlusconi dopo aver perso le elezioni riuscirà a far eleggere un suo uomo alla seconda carica dello stato, vorrà dire che è stato bravo a tramare con il Pd e che siamo alle origini di un nuovo Patto del Nazareno. Le sembra normale che i perdenti delle elezioni dettino legge a chi le ha vinte? Poi io ritengo impossibile un governo Lega-M5S. Sarebbe la fine di Salvini. Il 17% non può permettersi di competere con il 32%. Il leader leghista Finirebbe per essere risucchiato dal M5S. Consegnarsi a Di Maio sarebbe assurdo oltre che fuori da ogni logica di convenienza politica. Sono i 5S con il loro 32% a dover passare subito all’incasso, Salvini invece può aspettare e crescere ancora di più””.

A Salvini quindi alla fine cosa consiglia?

“Dimostri, come diceva un tempo Umberto Bossi, che la Lega lo ha duro. Deve quindi puntare i piedi e non cedere sulla presidenza del Senato. Serve una politica muscolare, perché altrimenti si rischia di trasformare una vittoria in una beffa. Regalare la presidenza a Forza italia sarebbe il più grosso errore politico. Penso tuttavia che Salvini non sia affatto scemo e che non abbia alcun interesse a disperdere l’ottimo risultato conquistato con una campagna elettorale efficacissima. A meno che in cambio del Senato agli azzurri, non chieda di ricontrattare la presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia rimettendo in pista un candidato governatore della Lega. In questo modo avrebbe in mano le tre regioni produttive del Nord, Lombardia, Veneto e appunto il Friuli”

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