Centrodestra, Cacciari: “Lega e Fi non romperanno. Iattura il voto subito”

Interviste

Vartice del centrodestra stasera per sbrogliare la partita delle presidenze delle camere e i rapporti con il Movimento 5Stelle. Lo Speciale ne ha parlato con il filosofo Massimo Cacciari che nei giorni scorsi aveva invitato il Pd ad uscire allo scoperto favorendo la nascita di un monocolore 5Stelle. Suggerimento che, almeno per il momento, è stato però rispedito al mittente dalle parti del Nazareno. Nel centrodestra intanto Salvini e Berlusconi continuano a lanciare messaggi distensivi, al punto che il leader forzista avrebbe fatto addirittura cadere il veto sul negoziato fra Lega e Di Maio.  Gli azzurri però nel concedere un possibile semaforo verde ai 5S alla Camera, sembrano restare fermi sulla presidenza del Senato, anche se nelle ultime ore il super-favorito Paolo Romani sembrerebbe aver perso posizioni. In Fi, secondo quanto riportato da Il Giornale, si starebbe pensando ad una donna, Annamaria Bernini. Il Carroccio non avrebbe preclusioni, anche se fonti leghiste fanno sapere che al vertice di stasera comunque avanzerà le proprie candidature per Palazzo Madama. E potrebbe cedere la presidenza a Forza Italia rinegoziando però l’accordo sul Friuli Venezia Giulia e rimettendo in pista Massimiliano Fedriga come candidato governatore al posto dell’azzurro Tondo. Per la Camera invece sarebbe in pole il grillino Roberto Fico, espressione dell’ala di sinistra (messaggio a Pd e Leu?).

LEGGI SU LO SPECIALE LA PRECEDENTE INTERVISTA A MASSIMO CACCIARI

Professore, si sta delineando la partita per le presidenze delle camere. Reggerà l’asse Salvini-Di Maio?

“Mi sembra evidente. Così come si sono messe le cose non ci sono altre soluzioni. Una camera dovrà andare al M5S, l’altra al centrodestra” .

Nel centrodestra reggerà l’alleanza Salvini-Berlusconi? O si andrà allo scontro?

“Dipenderà da Salvini. Se deciderà di forzare la mano, forte dei risultati ottenuti, allora potrebbe succedere di tutto. Ma gli conviene?”

Chiedo a lei, gli conviene?

“Penso proprio di no. A Salvini gli conviene tenere unito il centrodestra ed evitare la rottura con Berlusconi. Dall’altra parte bisognerà vedere quanto il leader forzista riuscirà ad essere convincente nel puntare i piedi, battere i pugni sul tavolo e ottenere ciò che chiede”.

C’è chi dice che se Salvini cederà sul Senato ha già perso, visto che non riuscirà comunque ad andare a Palazzo Chigi. Condivide?

“Salvini si è presentato in coalizione con altri partiti e non può non ragionare in un’ottica di coalizione. Ripeto, tutto sta nel decidere se andare allo scontro o trattare. Io credo gli convenga trattare soprattutto se si dovesse tornare al voto. La Lega da sola non avrebbe lo stesso peso che può esercitare oggi come prima forza del centrodestra”.

Se Berlusconi la spunterà sul Senato certificherà di essere ancora lui il leader del centrodestra. E’ d’accordo?

“No, Berlusconi le elezioni le ha perse come le ha perse Renzi. Non può dettare nulla a nessuno. Può tentare di ottenere la presidenza del Senato, ma non può tirare la corda più di tanto. Anche perché se si dovesse rompere e si dovesse tornare al voto Forza Italia, come il Pd, avrebbe tutto da perdere. Scomparirebbe definitivamente a tutto vantaggio della Lega. Per Berlusconi invece è auspicabile che la legislatura duri il più a lungo possibile. Poi certo, anche lui deve far vedere di non essere secondo a Salvini, ma se il leader leghista si impunterà difficilmente il leader azzurro potrà spingersi troppo oltre”.

Nelle scorse settimane ha più volte invitato il Pd a favorire la nascita di un monocolore M5S. Dal Nazareno però non sembrano aver raccolto il suo invito.

“Non mi stupisce. Una mossa del genere sarebbe stata troppo intelligente. Avrebbe da un lato messo i 5S nella condizione di doversi assumere responsabilità di governo uscendo dalla comoda posizione di opposizione anti-sistema, e dall’altro avrebbe precluso a Salvini la possibilità di andare al Governo. Di Maio e company li puoi sconfiggere solo se li fai governare. Ma ripeto, bisogna avere intelligenza politica per capirlo e nel Pd non mi sembra l’abbia nessuno in questo momento”.

La candidatura a Montecitorio di Roberto Fico, da sempre considerato “grillino di sinistra”, potrebbe essere un segnale in direzione del Pd e Leu?

“Ma cosa vuole segnalare? Ormai il Pd è incapace di prendere decisioni. Sono allo sbando e l’unica cosa che devono sperare è che non si torni al voto. Sarebbe una catastrofe ancora peggiore di quella del 4 marzo. Per il resto il loro insistere nello stare all’opposizione è il simbolo della totale assenza di strategia”. 

A questo punto ritiene che il voto sia l’unica soluzione possibile per uscire dalla crisi?

“Spero proprio di no. Tornare al voto significherebbe assicurare al M5S una vittoria schiacciante e rafforzare ancora di più la Lega di Salvini. E’ proprio questo che dal Pd faticano a comprendere. Mentre sembra averlo ben chiaro Berlusconi”. 

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