Presidenze Camera e Senato, le mosse occulte e chi rischia tutto

Politica

Fumate bianche e nere, mosse e rischi. Al via il giorno della melina, della tattica, delle strategie occulte e palesi, dei segnali in codice trasversali, per spiazzare, anticipare, contare i fronti amici, quelli avversi, quelli da formare e quelli da distruggere.
E su tutto i nomi da immolare, sacrificare, dentro i famosi profili del peggiore o migliore codice Cencelli. Lo scontro ancora una volta, è tra esperti e dilettanti, tra nuovi e vecchi, tra mentalità legate al proporzionale e al maggioritario. Vediamo di ordinare il puzzle. Riannodando il filo della vicenda di questa settimana, in previsione della giornata di oggi.

1) Berlusconi, lanciando la palla, aprendo al dialogo con Di Maio ha tentato di bruciare Salvini (che voleva giustamente in materia, libertà di azione), sapendo che al Senato Forza Italia, con l’ausilio degli ascari ex-Noi per l’Italia, ha più seggi della Lega. E che tutto il centro-destra ha già i numeri per eleggere in solitudine l’icona obbligata Paolo Romani.
2) A questo punto, se il centro-destra farà da solo a Palazzo Madama (lo vedremo dall’esito delle votazioni), i 5Stelle faranno da soli alla Camera. Si romperà lo schema Salvini-Di Maio, l’asse populista del 4 marzo, e i grillini saranno, molto probabilmente, tentati di flirtare col Pd, che in questo modo tornerà in circuito. Nelle operazioni vere.
3) Se il centro-destra eleggerà Romani al Senato, Pd e 5Stelle, eleggeranno un loro presidente della Camera, escludendo tutti gli altri. Sarà un presidente di alto profilo, che possa piacere anche al Colle.
4) Morale, i perdenti (Pd e Fi) torneranno vincenti, almeno nella partita delle presidenze. E i vincenti (Di Maio e Salvini) rischiano di trasformarsi in perdenti pure nella partita del governo.
5) Berlusconi avrà ripreso la sua leadership dello schieramento, lasciando la premiership a Salvini che resterò col cerino in mano. Non riuscirà a formare un suo governo (non ha i numeri).
6) Corretto il tentativo di Di Maio di respingere al mittente l’offerta di Berlusconi, perché irricevibile (lui è condannato), l’opzione-Romani (condannato), un favore oggettivo a Salvini; ma mentre il candidato-premier 5Stelle ha il suo piano B, al momento il capo della Lega sembra brancolare in un vicolo cieco. Non inganni il suo movimentismo parolaio e mediatico.
7) L’unica strada che potranno percorrere i due, è quella di restare all’opposizione di un futuro governo istituzionale, per incassare il definito consenso col ritorno entro un anno alle urne. Di Maio cannibalizzerà ulteriormente il Pd e Salvini Forza Italia.
8) Ma c’è un ma. Questa partita si può anche perdere.

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