Governo, Becchi: “Perché Salvini non può rompere ora con Silvio”

Interviste

Contratto di governo del M5S, il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale mette in guardia Luigi di Maio e lo invita a non tirare troppo la corda. Intanto però nel centrodestra è scontro fra la Lega, sempre più orientata ad un dialogo privilegiato con il M5S, e Forza Italia che invece, come ha confermato il capogruppo alla Camera Maria Stella Gelmini, guarda in direzione del Pd e del gruppo misto. Torna il Patto del Nazareno?

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Professore, Di Maio propone un patto di governo tanto alla Lega che al Pd. A sentire lui si tratterebbe dello stesso schema della Merkel in Germania. Fa bene a dialogare con tutti?

“Lasciamo stare la Germania. L’esperienza tedesca è una cosa seria mentre questo è soltanto il tentativo di sparigliare le carte in vista delle prime consultazioni. Mi sembra un atteggiamento infantile che danneggia i possibili accordi che potrebbero crearsi”.  

Non è invece il tentativo di mettere in difficoltà Salvini per spingerlo a rompere con Berlusconi?

“Di Maio vuole rompere gli schieramenti, questo è chiaro. Vuole aumentare la conflittualità fra Salvini e Berlusconi, dicendosi pronto a dialogare con il primo e mai con il secondo, quando in realtà con il secondo l’accordo lo ha già fatto votando il presidente del Senato voluto e imposto dal leader di Forza Italia. Poi vuole mettere in difficoltà il Pd, lavorandolo ai fianchi, sperando anche lì di creare tensione per favorire l’ascesa di personaggi come Franceschini che potrebbero essere favorevoli a sostenere un governo del M5S. Ma deve stare attento perché a mio giudizio sta tirando troppo la corda. E’ vero che ha avuto un grande consenso popolare ma non deve esagerare”.

Invece Di Maio sembra esagerare al punto che c’è chi vede dietro i suoi continui inviti al Pd la conferma di una strategia sorosiana. A Soros infatti sembra piaccia un governo Di Maio sostenuto dal Pd. 

“Di Maio aveva la possibilità di stringere un accordo con il centrodestra e avere così una maggioranza schiacciante per cambiare l’Italia. Invece si sta perdendo con questi giochetti che stanno provocando soltanto irritazione. Fossi Mattarella alla fine agevolerei la formazione di un governo M5S-Pd se non altro perché farebbe perdere voti ai 5Stelle visto che non combinerebbe nulla di buono. Sarebbe un minestrone indigesto. Lui sta tentando di dividere il centrodestra sprecando la disponibilità di Salvini ad un governo del cambiamento. Ma non è escluso che alla fine a restare con un pugno di mosche in mano possa essere proprio lui”.

C’è però chi dice che per Salvini questa potrebbe essere l’occasione per liberarsi definitivamente di Berlusconi e scegliere fra rivoluzione e restaurazione. Restando alleato con il leader di Fi avrebbe tutto da perdere. In effetti non gli converrebbe scaricare l’ex premier?

“Adesso a Salvini non conviene rompere il centrodestra. Ne è il leader e ha tutto l’interesse a tenerlo unito. Il centrodestra si trasformerà con il tempo, anche perché la dissoluzione interna a Forza Italia è già in atto. Ma adesso Salvini non può forzare le tappe, Di Maio ha il doppio dei suoi voti. Salvini ha forza se è leader della coalizione, non del suo partito. Lui deve mantenere aperto il canale con il M5S per stanarlo e per dimostrare che, se si andrà ad elezioni anticipate, sarà per colpa dell’irresponsabilità dei grillini che non hanno voluto formare un governo insieme al centrodestra”.

Però intanto il centrodestra si presenterà in ordine sparso dal Capo dello Stato. Questo non è già un segno di debolezza? La Gelmini inoltre chiude al M5S e dice di voler dialogare con il Pd e il gruppo misto, il contrario di ciò che sta facendo Salvini. 

“Senza dubbio. Questo è un grande errore di Berlusconi. Direi che è l’ennesimo errore del leader forzista che in questa campagna elettorale ne ha inanellati a raffica. Berlusconi è come Di Maio, sta facendo giochetti su giochetti. Presentarsi divisi alla consultazioni rischia di indebolire la leadership di Salvini che in questo momento andrebbe invece rafforzata. Non si rende conto Berlusconi di aver ormai fatto il suo tempo. Direi però che se l’atteggiamento di Berlusconi può essere comprensibile, non ha invece nessuna giustificazione quello di Di Maio. L’ex premier ha ormai perso lucidità politica ed è mal consigliato dai suoi cerchi magici. Di Maio invece sembra ispirato da un delirio di onnipotenza post voto. Ma deve stare attento. Come Renzi è passato dal 41% delle europee al 18% nel giro di pochi anni, per lui il brutto risveglio potrebbe arrivare molto prima, già in occasione delle elezioni europee del prossimo anno”.

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