Non piace alla Lega il ricatto di Di Maio ma neanche Gelmini che apre al Pd

Politica

Non piace alla Lega il ricatto di Luigi Di Maio. ‘Più che un’offerta mi sembrano imposizioni e veti e questo non ci piace’ accusa Massimiliano Fedriga, deputato della Lega e candidato presidente alle regionali in Friuli, su Rai Radio1 commentando l’offerta di Luigi Di Maio al Carroccio. ”Dalle urne sono usciti alcuni giudizi – sottolinea Fedriga – la maggioranza relativa è del centrodestra; il Pd è uscito sconfitto e quindi bocciato dall’elettorato; terzo, noi siamo disponibili a un dialogo partendo da un progetto e dalle risposte che ci chiedono gli elettori in base al risultato elettorale”.

Ma se è vero che la contestazione ai grillini da parte dei leghisti si sta alzando compatta, è Forza Italia a costituire il vero pericolo per Salvini. Maria Stella Gelmini non solo rifiuta il ricatto politico di Di Maio, ma rilancia il caro e vecchio Nazareno: “È Forza Italia a non volere il dialogo con i 5 Stelle, puntiamo su Pd e gruppo misto”. La capogruppo Gelmini li chiama infantili e illusi e ribadisce che a Berlusconi non serve alcuna legittimazione, il punto è che però chi ha votato la Lega di Salvini non lo ha fatto certo per veder tornare la Restaurazione, ma per la rivoluzione.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ai microfoni di ‘Radio anch’io’ su Rai Radio 1 sembra stamane rincarare la dose: “Il centrodestra è una coalizione unita, anche la risposta della Lega lo ha dimostrato. Un governo senza Forza Italia è un periodo ipotetico dell’irrealtà. Noi vogliamo che ci sia un governo e Forza Italia è garanzia di stabilità quindi non può essere esclusa. di Maio non è il vincitore di queste elezioni”.

Insomma il problema è tutto di Salvini, se il Movimento 5 Stelle rischia di crescere ai prossimi sondaggi, diverso è per Salvini, che potrebbe rischiare proprio di perdere i consensi e cadere nel baratro dell’europeismo, delle riforme basate sull’austerità, del migrazionismo.

L’unica certezza è che è importante che nasca velocemente un governo, bisogna “accompagnare la crescita e rafforzare la competitività, in una ricerca di equità ed equilibrio sociale. Lotta alla povertà Sud e un fisco vicino alle famiglie, ai lavoratori e ai pensionati” avverte il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. in un’intervista al Corriere della Sera.

L’auspicio è che sia il presidente della Repubblica Mattarella ad indicare la strada giusta.

 

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