Governo Pd-M5S, Geloni prevede: “Renzi seguirà l’istinto”

Interviste

Governo Pd-M5s, il mandato esplorativo di Roberto Fico potrebbe non chiudersi con un nulla di fatto. Ne è convinta anche la giornalista Chiara Geloni, responsabile del sito web di Mdp intervistata da Lo Speciale. Diversamente dal mandato esplorativo della Casellati che era rivolto a sondare la possibilità di un’intesa fra centrodestra- M5S, quello di Fico rivolto a sondare il forno M5S- Pd potrebbe avere esito diverso. I dem infatti sembrano usciti dalla posizione iniziale del no ad ogni ipotesi di intesa passando ad una chiara disponibilità al dialogo con i pentastellati. Sull’Aventino sembrano rimasti soltanto i renziani, mentre da Franceschini a Martina, passando per Delrio la linea, gradita anche al Colle, sembra quella di non lasciare la porta sbarrata. La strada tuttavia resta in salita.

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Il mandato esplorativo di Fico sembra concludersi con la possibilità di un’intesa Pd-M5S. Al netto delle spaccature fra i dem e del malessere fra i 5S quanto è concreta questa eventualità?

“Credo che una possibilità ci sia, anche se il percorso lo vedo ancora difficile. Credo ci sia qualcosa di reale che vale la pena verificare. Vedremo quello che deciderà il Capo dello Stato. Sicuramente le incertezze restano tante”.

C’è chi vede all’orizzonte un mandato politico a Fico come candidato premier, ipotesi questa caldeggiata in particolare da Franceschini che punterebbe alla poltrona più alta di Montecitorio. E’ uno scenario realistico?

“Adesso mi sembra prematuro parlare di nomi, non sapendo ancora se l’operazione andrà in porto. Questo scenario certamente avrebbe una sua logica. Difficile pensare che il premier incaricato di favorire questa alleanza possa essere Di Maio, e Fico potrebbe avere da questo punto di vista le maggiori chance. A quel punto ci sta che alla presidenza della Camera vada uno del Pd. Ma non mi sbilancerei troppo sui nomi, è presto per fare certe valutazioni”.

Renzi si oppone all’alleanza con il M5S ma c’è chi dice che in realtà stia alzando la posta per avere delle garanzie per se stesso e i suoi fedelissimi. E’ possibile? 

“Renzi decide sempre all’ultimo momento. Credo stia facendo ancora le sue valutazioni . Il suo istinto lo porta a dire no all’alleanza come è stato dall’inizio, ma se dovesse rendersi conto che nel Pd su questa posizione rischia di andare in minoranza, allora il suo istinto potrebbe portarlo a cambiare posizione, benedire l’accordo con il M5S e tentando di gestirlo in prima persona”.

Il forno con Salvini è chiuso davvero? Oppure fra lui e Di Maio i canali sono ancora aperti in attesa dell’esito delle elezioni in Friuli che potrebbero spingere il leader leghista a saltare il fosso e magari scaricare Berlusconi?

“Le sorprese sono sempre possibili, ma da Di Maio ho sentito parole molto nette  su questo punto. Non credo tuttavia esistano ancora le condizioni per un accordo fra Lega e M5S visto che in tutte queste settimane i tentativi rivolti in questa direzione sono falliti. Mattarella ha esplorato scrupolosamente ogni possibilità, senza successo. Non vedo come possa tornare in campo adesso”.

Se nascerà il governo M5S- Pd, Liberi e Uguali come si collocherà?

“Leu deciderà partendo dal programma, non darà un appoggio ad ogni costo. La pregiudiziale di Leu è contro la destra e volta a scongiurare la saldatura fra populismi con l’intesa Lega- M5S. Scenari diversi da questo saranno valutati sulla base delle proposte programmatiche, non su altro”.

Quanto è alto il rischio di una scissione nel Pd?

 “Il tentativo del Pd sarà quello di favorire una soluzione unitaria anche perché se si spaccasse sull’intesa con i 5S potrebbero non esserci i numeri per sostenere un governo. Poi nel medio periodo se il Pd riuscirà a rimanere unito sarà tutto da vedere”.

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