Governo giallo-verde, Meloni all’opposizione per “non morire”

Politica

Fratelli d’Italia sembra avviarsi verso l’opposizione al governo giallo-verde, seguendo in parte la linea di Forza Italia. A detta di Giorgia Meloni, “il Governo nasce in grande confusione” come la leader avrebbe rimarcato durante l’assemblea dei parlamentari di Fratelli d’Italia alla Camera.

Al termnine della riunione è stato diramato un comunicato stampa che recita:  “Giorgia Meloni ha ripercorso le fasi della crisi la cui lunghezza e farraginosità è stata duramente criticata dal presidente di Fdi che torna a domandarsi perché non è stato subito dato dal Presidente della Repubblica Mattarella l’incarico al centrodestra che è la forza parlamentare più vicina col suo 42% di deputati e senatori, alla maggioranza richiesta. Ancora oggi, anziché sviluppi extraparlamentari, la scelta migliore dovrebbe essere quella di un incarico alla luce del sole a Salvini (o Giorgetti se indicato da Salvini) perché si presenti in Parlamento a chiedere i voti (innanzitutto ai Cinquestelle o anche ai singoli parlamentari) necessari per iniziare subito a dare agli italiani le risposte che attendono. È solo dall’esito delle scelte di Mattarella che Fdi indicherà le proprie decisioni, sin da ora assolutamente negative per qualsiasi governo tecnico. I parlamentari finora intervenuti hanno esaminato le varie ipotesi possibili di soluzione della crisi concordando sulla linea del presidente”. 

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Sta di fatto che Fratelli d’Italia esce sconfitta da questa vicenda politica su più fronti. All’interno del centrodestra la loro posizione è apparsa del tutto marginale rispetto a quella degli alleati, e durante le concitate fasi delle consultazioni è apparso evidente come il ruolo di FdI sia stato secondario e completamente subalterno rispetto a quello di Lega e Forza Italia.

Al punto che, di volta in volta, la Meloni è apparsa politicamente ondivaga, fino ad oscillare, oggi in favore di Salvini, domani di Berlusconi, dopodomani chissà. L’immagine di Berlusconi che, dopo la prima consultazione del centrodestra unito al Quirinale spinge la Meloni verso l’uscita dopo che sia lui che Salvini hanno detto la loro per riprendersi il microfono e la scena oscurandola totalmente, è stata forse la riproduzione plastica di quel ruolo da “parente povero” che sin dall’inizio gli alleati sono sembrati riservare agli eredi dell’ex An.

Ma l’irrilevanza la si è vista ancora di più nelle concitate fasi delle trattative fra Salvini e Di Maio per la formazione del Governo. Era chiaro a tutti che il M5S non voleva Berlusconi e Forza Italia ma spesso gli osservatori sono stati costretti a domandarsi se il veto riguardasse anche la Meloni e company. Perché tutti parlavano di tutti, tranne che di FdI.

La richiesta di un incarico al centrodestra per cercare voti in Parlamento, è sembrata in questo contesto, l’ultima spiaggia per un partito utile al centrodestra forse soltanto come valore aggiunto nell’ottica del raggiungimento del 40% previsto dalla legge elettorale. E tutto ciò dopo che in campagna elettorale il partito della Meloni è stato accusato di aver sacrificato posizioni in favore degli alleati (dai collegi sicuri del centro sud alla presidenza della Regione Lazio).

E oggi che il governo Lega-M5s sembra in dirittura d’arrivo, la posizione che ha contato nel centrodestra alla fine è stata solo e soltanto quella di Berlusconi.  Un’opposizione quella di FdI che potrebbe rimanere l’unica occasione per non morire di irrilevanza? 

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