Governo, M.Fini: “Mattarella non è Einaudi e Salvini non è Mussolini”

Interviste

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Si complica il percorso per la formazione del governo Lega-M5S al punto che nelle ultime ore sono pochi a scommettere che l’accordo si farà. Lo Speciale lo ha chiesto al giornalista e scrittore Massimo Fini con cui ha cercato di capire anche chi potrebbe essere il premier di questa alleanza che sembra ogni giorno di più sfilacciarsi su temi fondamentali come immigrazione, sicurezza e politica economica. Lega ed M5S hanno deciso di far pronunciare i miltanti e la decisione di Salvini di allestire i gazebo, secondo molti sarebbe da leggere nell’ottica di uno strappo, considerando che la base del Carroccio sarebbe sempre più orientata a tornare al voto.

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Fini, a questo punto crede ancora possibile un’intesa fra Lega ed M5S o meglio prepararsi al voto?

“L’accordo si farà, perché sia Di Maio che Salvini hanno interesse a farlo. Si sono esposti troppo, ora è difficile per loro tornare indietro. Credo che il nodo da sciogliere sia tutto sul premier. Non penso che metteranno un tecnico. Fossi in loro mi dividerei il mandato con una sorta di staffetta”.

Il fatto di ricorrere alle consultazioni della base, il M5S con il voto online e la Lega con i gazebo, non potrebbe essere un tentativo reciproco di far saltare il banco visto che i malumori sull’accordo sono da ambo le parti?

“Certamente è un rischio. Per ciò che riguarda i 5S ho sempre contestato il fatto che 140mila militanti possano incidere sulla politica di un Movimento che ha undici milioni e mezzo di votanti. Nel caso della Lega si tratta di un’assoluta novità, ma non ho dubbi sul fatto che alla fine prevarranno i sì”.

Chi glielo fa pensare?

“Il fatto che consultazioni di questo tipo, da una parte e dall’altra, possono essere facilmente pilotate. E Salvini non penso voglia far saltare il banco”. 

Però dopo la riabilitazione di Berlusconi, per Salvini non sarebbe molto più utile tornare al voto il prima possibile con un centrodestra vincente impedendo al leader di Forza Italia di preparare il suo ritorno in grande stile sulla scena politica?

“Si, questa analisi è sicuramente corretta ma io non credo che Berlusconi possa resuscitare come molti pensano. E’ vero, ha riacquisito come previsto dalla legge i diritti all’elettorato attivo e passivo, ma resta un condannato in via definitiva per frode fiscale. Non è che, come si sta cercando di far credere, la condanna sia stata cancellata. Ritengo francamente che abbia poche speranze di tornare a dominare la scena politica. Penso invece che la Lega continuerà ad assorbire molti dei voti che sono andati a Forza Italia”. 

Il professor Giulio Sapelli, ieri indicato come possibile premier, oggi intervistato da Lo Speciale, punta il dito contro Mattarella definendolo “la grande anomalia di questa situazione”. Condivide?

“Mattarella non si è comportato correttamente su un punto. Il Capo dello Stato non può sindacare sul programma di chi va a proporsi come candidato premier. Può respingere il candidato, ma non può contestarne il programma. Non è il suo compito. Lui è un notaio e deve accertarsi che la persona che si propone abbia una maggioranza parlamentare in grado di sostenerlo. Si è paragonato ad Einaudi, ma non lo è affatto, non c’è paragone che regga. I messaggi che Einaudi ha mandato al Parlamento, due in tutto il settennato, erano indirizzati a governi già insediati, non a governi in formazione”.

Sempre Sapelli ha detto di essere rimasto vittima della tecnocrazia europea che non vuole la nascita di un governo del cambiamento, e ha lasciato intendere che sarà impossibile in queste condizioni governare il Paese. E’ davvero così?

“Non credo che l’Europa possa avere questa grande influenza. Di sicuro Salvini il suo sovranismo lo dovrà mettere in tasca. Una semi-autarchia come quella realizzata da Benito Mussolini, era possibile negli anni trenta del Novecento, oggi nessun paese al mondo può pensare da solo di reggere l’urto di grandi potentati come Usa, Russia, Cina e India. Noi abbiamo bisogno di un’Europa più forte, non più debole. Angela Merkel lo ha detto chiaramente ad Aquisgrana, evidenziando come gli europei non possano più dipendere dagli americani per la loro difesa, ma debbano creare un vero esercito europeo. Questa è la base per un’uscita graduale dalla Nato, lo strumento con cui gli Usa hanno sottomesso per più di mezzo secolo l’Europa. L’Italia deve lavorare insieme a Francia e Germania per una Ue sempre più consolidata. Salvini sta sbagliando tutto. Se devo dipendere da qualcuno preferisco dipendere dalla Merkel e dalla cultura europea piuttosto che da quella americana”

Se Di Maio e Salvini falliranno, sarà il fallimento dei cosiddetti giovani rampanti che riaprirà la strada al ritorno di Renzi e Berlusconi?

“Il rischio di un ritorno di Berlusconi come detto non lo vedo. Per Renzi invece è molto più possibile, ma proprio per scongiurare questa eventualità i due giovani leader sono certo troveranno l’intesa”. 

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