Governo, parla Rinaldi: “Fiducia in Conte. E dove troveranno i soldi”

Interviste

Giuseppe Conte ce l’ha fatta, il presidente Mattarella gli ha affidato l’incarico di formare il nuovo governo. Non era scontato dopo che nelle ultime ore l’uomo scelto da M5S e Lega per guidare quello che hanno definito “governo del cambiamento”, è stato al centro di polemiche per il suo curriculum passato ai raggi x. Chi invece è soddisfatto della nomina è l’economista Antonio Maria Rinaldi, animatore del sito Scenari Economici e da sempre schierato su posizioni euroscettiche che lo Speciale ha intervistato. Per Rinaldi ora sarà fondamentale la scelta dei ministri, in modo particolare il titolare dell’Economia, dicastero dove spera di veder insediato il professor Paolo Savona, sgradito al Colle ma sul quale la Lega sembra decisa a puntare i piedi.

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Professore, che impressione ha avuto dalla prima uscita ufficiale di Conte nelle vesti di premier incaricato?

“Direi che è un ottimo risultato aver ottenuto l’incarico nonostante i vari tentativi di delegittimazione delle ultime ore. Il fatto che abbia accettato con riserva è soltanto un atto di cortesia richiesto dalla prassi costituizionale e legato all’esigenza di verificare l’esistenza di una maggioranza parlamentare. Da questo punto di vista non ci sono dubbi, visto che questa maggioranza esiste ed è chiara. Saluto positivamente la scelta del professor Conte, ben venga una persona genuina, un avvocato con un curriculum di tutto rispetto. E mi permetta di dire che trovo assurda la polemica di questi giorni, considerando che in passato su premier e ministri abbiamo visto di tutto e di più in fatto di titoli e competenze effettive. Mi sento di dare una totale fiducia al governo che nelle prossime ore spero prenda corpo”.

Cosa consiglierebbe al premier incaricato? Cosa dovrebbe fare?

“Non credo abbia bisogno di consigli, e sono certo che essendo anche un avvocato sarà capace di trovare la giusta sintesi fra le istanze della Lega e del M5S. Spero poi che il consenso sul programma di governo e sulla squadra dei ministri possa andare anche oltre le due forze che formano questa maggioranza parlamentare. Qui è in gioco il bene del Paese. Esorto quindi tutti i parlamentari ad andare oltre lo sterile scontro politico e a garantire il loro supporto in un momento cruciale per l’Italia. Gli elettori hanno detto che desiderano cambiare il metodo di approccio seguito fino ad oggi per affrontare i problemi. Diamo fiducia a chi vuole tentare di percorrere strade diverse da quelle seguite fino ad oggi e che non hanno portato a nulla”.

La critica che viene mossa sul programma è la mancanza di effettive coperture economiche. Come faranno a trovare i soldi?

“Ho letto di tutto e di più sulla difficoltà di trovare le coperture. Nessuno dice però che questo programma cambia completamente il paradigma finora adottato. Fino ad oggi ha tenuto banco l’austerità, ora si punta sulla crescita. Questo significa scommettere sulla crescita del Pil e sulla capacità degli italiani di avere risorse per aumentare i consumi interni. Anche chi non è esperto di economia capisce bene che rilanciando i consumi si rimette in moto, non soltanto il Pil, ma anche il gettito fiscale determinato dall’aumento degli scambi. Se riusciranno ad essere incisivi su questo cambio di paradigma, sarà molto più facile trovare le coperture”

Il premier incaricato ieri ha ribadito la collocazione europeista ed internazionale dell’Italia. Questo non è un segnale scoraggiante?

“E’ chiaro che sarà necessario andare a Bruxelles con il massimo spirito di collaborazione, ma facendo capire con chiarezza che è nel loro interesse avere un’Italia forte e non in crisi. Fra un anno esatto ci saranno inoltre le elezioni europee e se in Europa non si renderanno conto di questo crescente disagio, i signori di Bruxelles saranno travolti. E’ quindi utile a tutti riscrivere le regole che non hanno funzionato in maniera condivisa, con spirito costruttivo per salvare il salvabile. Se abbiamo bisogno dell’Europa è altrettanto evidente che l’Europa ha bisogno dell’Italia. Basta quindi con la politica degli zero virgola, va fatto un salto di qualità”.

La Lega punta i piedi su Paolo Savona ministro dell’Economia. Ma è davvero un punto fermo o un’impuntatira per ottenere di più?

“Spero per il bene del Paese che Savona sia nominato ministro dell’Economia perché è sicuramente la persona giusta per rimettere mano ai meccanismi europei e tentare di modificarli in maniera proficua nell’interesse generale. Ha vissuto tutto l’iter che ci ha portato all’Unione europea e alla moneta unica denunciando da sempre gli errori strutturali di costruzione e prevedendoli in tempi non sospetti. Diamogli credito dunque, per avere la possibilità di modificare questa impalcatura e renderla finalmente solida”. 

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