Ora anche la laicità ha i comandamenti, a scuola in Francia si va così

In Rilievo

Il documento sulle buone pratiche della laicità è stato stilato dal Consiglio dei saggi predisposto, nominato nel gennaio 2018 dal ministro Jean-Michel Blanquer, esponente del partito ‘La Re’publique en Marche’ del presidente Emmanuel Macron. Sostituisce la guida di 33 pagine, molto recente, firmata da Najat Vallaud-Belkacem, ministro dell’Educazione nazionale, di origine marocchina, in carica dal 2014 al 2017 durante la presidenza di Francois Hollande.

Ora i dirigenti scolastici e gli insegnanti delle scuole pubbliche francesi hanno i loro comandamenti, ma non sono religiosi, ma laicisti. Si tratta di una guida ufficiale del ministero dell’Educazione. Un manuale pratico di 80 pagine che contiene una serie di comportamenti che rispettano il principio base della Francia.

“E’ un vademecum che risponde a tutte le domande. Una guida pratica che presenta una ventina di situazioni concrete alle quali dirigenti scolastici e insegnanti sono confrontati ogni giorno” precisa una nota diramata dal ministero, che sottolinea l’obiettivo di tenere le scuole “fuori da ogni genere di manifestazione propagandistica”.

Facciamo degli esempio. Indossare il velo e altri indumenti a connotazione religiosa? E’ vietato e ogni caso andrà valutato nel dettaglio. L’alunno sarà sanzionato se viene dimostrato che un capo di abbigliamento o altri segni distintivi sono indossati con la volontà di manifestare la propria appartenenza religiosa, quindi se si mette la croce come gingillo o rovesciata per moda va tutto bene, rispetta la laicità. Qualche dubbio sorge se tutto questo rispetti la libertà religiosa delle persone, visto che qui in Italia tutto questo entrerebbe in contrasto con la Costituzione proprio al punto dove si tutela questa.

Il testo cita tra i tanti esempi ance la gonna nera lunga e la bandana che copre parzialmente la testa. Il rifiuto di un alunno di partecipare ad alcune attività scolastiche, certificati medici fasulli e assenteismo con motivazioni religiose sono altri casi che devono essere sottoposti all’attenzione di docenti e dirigenti.

Madri velate a gite e altre attività extra-scolastiche? Solo se l’insegnante è d’accordo. Insomma, la morale non la fanno più le autorità religiose, ora vi dice la laicità come vestirvi.

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