Pamela non stuprata, Bruzzone: “Com’è cambiata la posizione di Oseghale e degli altri”

Interviste

Omicidio di Pamela Mastropietro, nuovo colpo di scena. Il Tribunale del Riesame di Ancona ha respinto il ricorso della Procura di Macerata contro la decisione del Giudice delle Indagini preliminari di non contestare la violenza sessuale a carico di Innocent Oseghale, il nigeriano accusato dell’omicidio della ragazza e del successivo smembramento e occultamento del corpo. Una decisione che non sorprende la criminologa Roberta Bruzzone raggiunta da Lo Speciale. Anche per i giudici del Riesame dunque, come già per il Gip, l’omicidio della ragazza non sarebbe avvenuto a seguito di uno strupro di gruppo come ritiene invece la Procura. Oseghale avrebbe ucciso Pamela preso dal panico dopo che questa avrebbe avuto un malore in seguito all’assunzione di eroina, e avrebbe poi fatto a pezzi il corpo nascondendo i resti in due valigie. Sullo sfondo restano da chiarire inoltre le responsabilità degli altri due nigeriani implicati nell’omicidio e chiamati in causa da Oseghale, la cui presenza effettiva sul luogo del delitto non sarebbe stata ancora dimostrata.

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Il Tribunale del Riesame conferma la tesi del Gip. Pamela non sarebbe stata stuprata, ma uccisa da Oseghale perché preso dal panico dopo un malore della ragazza causato dall’assunzione di eroina. Lo scenario del delitto dunque torna al punto di partenza?

“La decisione del Riesame mi sembra perfettamente in linea con l’ipotesi che anche io ho considerato più credibile sin dal primo istante. La Procura ritiene che il movente dell’omicidio sia da collegare alla violenza sessuale e al desiderio di coprirla, ma sia il Gip che i giudici del Riesame non hanno ritenuto attendibile questa ricostruzione dei fatti, considerando invece molto più probabile la circostanza del rapporto amichevole instauratosi fra Pamela ed Oseghale. La ragazza quindi si sarebbe sentita male, secondo questa linea, dopo aver assunto droga ceduta da Oseghale, e lui preso dal panico avrebbe deciso di disfarsi del corpo per timore di essere accusato della morte della ragazza. Il Gip e il Riesame sembrano decisi a contestare questo tipo di accusa, sostenendo che gli indizi a sostegno di una violenza sessuale non siano sufficienti a motivare la custodia cautelare in carcere”. 

A questo punto che dovrà fare la Procura? Cambiare indirizzo e capo di accusa?

“La Procura non è obbligata a cambiare indirizzo, quindi può continuare a portare avanti l’ipotesi accusatoria collegata all’omicidio in seguito a violenza sessuale. E’ chiaro però, che se vorrà ottenere una custodia cautelare sulla base di questa accusa, dovrà necessariamente fornire ulteriori elementi a sostegno di questa tesi, visto che quelli emersi finora sono stati ritenuti non sufficientemente convincenti dai giudici. Mi sembra tuttavia importante evidenziare come stia cambiando la posizione degli altri due nigeriani accusati di essere stati complici di Oseghale. Cadendo l’accusa di stupro di gruppo, le loro responsabilità a questo punto uscirebbero molto ridimensionate. Alla luce degli ultimi elementi emersi mi sembra che ormai le effettive responsabilità siano tutte a carico di Oseghale. Non escluderei un cambio di rotta della Procura su questo fronte. Però ripeto, non è detto che gli inquirenti debbano per forza modificare il capo di imputazione”.

Però i genitori di Pamela continuano a sostenere che lei non si bucava. Quindi quanto è compatibile a questo punto la tesi del malore in seguito all’assunzione di eroina?

“Guardi, io posso dire che comprendo il dolore dei genitori, ma temo che giuridicamente non si possa essere assolutamente certi di questo. Nessuno lo può essere”.

E ritiene possibile che si possa creare un clima amicale in pochi minuti?

“Attenzione, chiariamo bene il significato di rapporto amicale. Qui parliamo dell’incontro fra un probabile spacciatore e un presunto assuntore. Non si tratta di una posizione normale, ma di una fortemente compromessa da due persone che giocano su un reciproco bisogno. Capisce bene che in questo tipo di ambienti non ci potrebbe volere molto per sentirsi amici, visto che siamo nell’ambito di un contesto diverso”.

Poi mi scusi, Oseghale avrebbe ucciso Pamela perché preso dal panico dopo che lei si sarebbe sentita male? E’ davvero credibile?

“Prima ancora che Oseghale facesse dichiarazioni e chiamasse in causa i suoi due presunti complici, io mi sono sentita di dover sostenere questa pista, e non erano ancora emerse certe risultanze investigative. E’ evidente che, se non c’è alcun modo di dimostrare che gli altri due erano nell’appartamento con Oseghale quando Pamela è stata uccisa e smembrata, visto che le celle telefoniche smentirebbero questa ipotesi, è molto difficile portare avanti l’accusa dello stupro di gruppo. Al momento le indagini vanno avanti, ma stando a quanto emerso fino ad oggi si sta tornando all’ipotesi iniziale. E’ probabile che Oseghale possa aver smembrato il corpo quando la ragazza era ancora viva, ricevendo ordini da qualcuno al quale si sarebbe rivolto informandolo di quanto stava accadendo. Quest’ultimo gli avrebbe quindi suggerito di far sparire il corpo per non lasciare tracce, e lui lo ha fatto nell’unico modo che ha ritenuto possibile, ossia facendolo a pezzi, senza nemmeno rendersi conto forse se Pamela fosse ancora in vita o meno. Alcune lesioni vitali potrebbero essere spiegate così. Adesso le ipotesi al vaglio degli inquirenti restano due”.

Quali?

“Alla luce delle motivazioni del Tribunale del Riesame, la Procura dovrà decidere se portare avanti l’ipotesi accusatoria fin qui formulata cercando nuove prove o se cambiare il capo di imputazione. Francamente alla luce degli elementi fin qui emersi ritengo che la strada che percorreranno sia di cambiare direzione, concentrando le responsabilità soltanto su Oseghale”. 

 

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