Aquarius, parla Meluzzi: “Noi ago della bilancia come ai tempi della guerra fredda”

Interviste

I migranti della nave Aquarius sono giunti al porto di Valencia, ma la Spagna ha già fatto sapere che non ci saranno deroghe al rispetto delle regole sul diritto d’asilo. Quindi in teoria quelli che non provengono da Paesi in guerra entro 45 giorni dovrebbero essere espulsi. Sarà davvero così? Lo Speciale ne ha parlato con lo psichiatra, scrittore ed opinionista Alessandro Meluzzi con il quale ha anche discusso delle prospettive del vertice in programma oggi a Berlino fra il premier italiano Giuseppe Conte e la cancelliera Angela Merkel. Per finire con il ruolo di Mario Draghi sul futuro dell’Unione Europea, dopo l’annuncio del governatore Bce di bloccare a partire dal 2019 il Quantitative easing, ossia l’acquisto dei titoli di stato dei paesi dell’eurozona. Misura che potrebbe penalizzare drasticamente l’Italia.

SU LO SPECIALE LE NUOVE MOSSE DI SALVINI SU IMMIGRAZIONE

I migranti dell’Aquarius fra 45 giorni potrebbero essere espulsi dalla Spagna se non provenienti da paesi in guerra. Il Governo ha detto infatti che adotterà le regole previste per il diritto d’asilo senza sconti per nessuno. Sarà davvero così?

Senza dubbio, e questo dimostrerà ancora una volta che l’Italia è stato l’unico Paese ad aver accettato una regola assurda, quella cioè di accogliere tutti nell’ambito di una mirata strategia migrazionista. Oggi si è aggiunta una terza via, che supera sia il buonismo indiscriminato ed indistinto dei migrazionisti ideologici, sia il cosiddetto cattivismo di Salvini e Trump. In base a questa nuova logica poiché la demografia africana è in crescita, il modo migliore di salvare l’Europa sarebbe quello di trasferire qui qualche milione di giovani africani. Una posizione assurda che gli spagnoli non hanno, come non ce l’hanno francesi e tedeschi. L’abbiamo invece noi, asfissiati da un buonismo da salotto tipico di certi giornaloni che cercano di costruire sul tema dell’immigrazione una sorta di moralità possibile. A questa logica dissennata io antepongo quella del realismo e della responsabilità. Poiché l’Italia non può contenere un miliardo di africani, penso che la cosa migliore da fare sia iniziare a comportarsi come la Spagna, la Francia e la Germania”. 

La maggioranza degli italiani secondo i sondaggi sarebbe favorevole alla politica del Governo su Europa e immigrazione, ma ieri è sembrato chiaro che le prossime mosse saranno in mano a Mario Draghi che ha annunciato il blocco del Quantitative easing. Sarà lui alla fine a decretare il futuro della Ue?

“Quello di Draghi mi sembra tanto un tentativo di creare instabilità nel Governo giallo-verde italiano. Fino a ieri tutto era possibile, mentre oggi siccome l’Esecutivo appare ostile all’Europa, tutto diventa invece difficile. Siamo di fronte al doppiopesismo tipico delle sinistre europee e planetarie secondo le quali anche lo strumento dell’economia, che per sua natura dovrebbe essere neutro, scientifico, reale ed oggettivo, diventa politico. Per fortuna non esiste soltanto la Bce, esistono anche i fondi americani di Trump che si sono già mossi in passato. E’ sicuramente in atto un duro scontro geopolitico fra l’Europa che va dall’Atlantico agli Urali voluta da Trump e da Putin, e l’oligarchia finanziaria di Macron e Merkel che finora ha dominato anche l’Italia. Ora però siamo tornati ad essere l’ago della bilancia come ai tempi della guerra fredda  e questo ci consentirà di giocare, se ne saremo capaci, un ruolo autonomo e forte da cui potremo ricavare enormi vantaggi, soprattutto se alleati al gruppo di Visegrad e a tutto il mondo che sta nascendo dall’Austria verso est “.

Intanto il premier Conte si appresta ad incontrare Angela Merkel e fra i temi in agenda ci sarebbe anche l’idea di un piano segreto per superare il Trattato di Dublino anche con l’istituzione di una guardia costiera Ue sui migranti. Che rischi vede in questo?

“Il trattato di Dublino è soltanto un pannicello caldo. Qui non si tratta di redistribuire i migranti che arrivano, ma di non farli proprio arrivare. E’ come uno che ha una perdita d’acqua in casa e invece di chiamare l’idraulico per riparare il guasto, pensa a distribuire i danni della perdita al resto del condominio. Questa soluzione a lungo termine non servirà a nulla. Finché milioni di africani, non i più diseredati ma i più ricchi, continueranno a vedere l’Europa come la terra del bengodi dove si potrà vivere allegramente senza fare nulla, sarà a rischio il futuro nostro e quello dell’Africa, che non avrà mai l’opportunità di costruirsi uno sviluppo e classi dirigenti autorevoli in grado di saperlo gestire. La vera sfida è quella di trovare incentivi e disincentivi per evitare le partenze verso l’Europa”.

La Merkel si “mangerà” Conte alla fine?

“Spero che Conte abbia la contezza dei propri limiti e capisca che è il Presidente del Consiglio di una coalizione alla quale deve rispondere. Non è stato eletto dal popolo, non è un presidente alla Macron e non è neppure un cancelliere. ma è il garante di un bipartitismo complesso, quello fra Lega ed M5S. Quindi deve essere consapevole di non poter accettare nulla che non sia gradito anche a Matteo Salvini”.

Cosa rischia di più Salvini dopo i successi ottenuti negli ultimi giorni con la vicenda Aquarius?

“Rischia quello che molti assurdamente si stanno augurando in questi giorni, ossia un naufragio con tanti morti utili a mettere sotto processo l’Italia. Credo che il braccio di ferro con le Ong non serva a molto, mentre sarebbe utilissima la soluzione che ha proposto Giorgia Meloni, quella di un blocco navale che utilizzando la nostra flotta, impedisca che i gommoni dei disperati intercettino le navi Ong. Dopo averli riforniti di cibo ed acqua i migranti vanno riaccompagnati negli hot spot che Macron e Conte hanno detto di voler creare in Libia e nel Niger. Credo che l’Italia debba presentarsi ai prossimi vertici con questa proposta”. 

 

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