Migranti, ma che Fico. Dopo Mattarella contro Salvini, arriva lui a ‘spaccare’

Politica

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato il suo diaccodo sulla strategia migranti e oggi è arrivato al Palazzo Presidenziale di Kadriorg, per la cerimonia di commiato alla presenza del capo dello Stato estone , Kersti Kaljulaid.

Mattarella poi lascerà Tallinn e si trasferirà a Vilnius in Lituania, la sua ultima tappa dei paesi Baltici non senza farsi seguire da una marea di commenti per le sue parole. Sicuramente è riuscito a dividere l’M5s.

A pochi giorni dalla visita a sorpresa all’hotspot di Pozzallo il presidente della Camera infatti Roberto Fico non ha ancora digerito il dossier migranti, e approfittando dell’assist del capo di Stato, si è schierato con lui, puntando il mirino contro la possibilità che l’Austria chiuda il Brennero e prendendo indirettamente le distanze dalla strategia sui flussi di Matteo Salvini.

Ospite del festival “Il libro possibile”, a Polignano a Mare, Fico ha attaccato a testa bassa: “Condivido pienamente quello che ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e credo che l’Austria non possa pensare di chiudere le proprie frontiere. La nostra Europa si fonda anche sullo Schengen, ed è una politica scellerata quella austriaca che in questo momento ha anche la presidenza dell’Unione europea”.

Poi Fico ha fatto intendere però che il problema non è tutto e solo italiano, deve essere l’Europa a farsi carico dell’accoglienza e dei rapporti con la Libia, “ci sono persone – ha aggiunto – che partono rischiano ma rischiano anche se restano lì”. Poi evita accuse generaliste e troppo superficiali alle Ong: “Hanno fatto un lavoro straordinario nel Mediterraneo, se c’è un’accusa su una Ong, sia specifica”.

Ma le distanze dalla Lega sul tema per ora non le prende la figura più importante dei 5S al governo, il vice premier Di Maio, che anzi, in merito alla sentenza sui fondi da restituire da parte della Lega ha voluto mettere in chiaro: “Nessun imbarazzo, è una sentenza che riguarda la Lega di Bossi e non di Salvini. Ma è una sentenza e va rispettata”.

Certo è che la presa di distanza di Fico dalla linea leghista non agevola i rapporti in seno all’esecutivo. Pur parlando in linea personale, il M5s di divide tra esponenti di “destra” e di “sinistra”? Se lo chiedono tutti oggi, ma Fico ribadisce come il grillismo sia nato “dalla crisi di destra e sinistra”. A provare a dare una direzione al Movimento, però, ci pensa sempre lui, il presidente della Camera, contraddicendo un po’ il rifiuto delle categorie: “Il reddito di cittadinanza si farà o sarà la morte del M5S. Ci hanno votato perché finora abbiamo rispettato le promesse” ha detto svelando di nuovo l’anima sociale. E proprio lui sta preparando una delibera per eliminare la doppia indennità di funzione.

Meglio domandarsi quanto reggeranno al governo insieme ai verdi, un altro anno?

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