Gotti Tedeschi: “Ho conosciuto Marchionne. Suo progetto verrà studiato come Case Study”

Interviste

L’ex Presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, ricorda su Lo Speciale Sergio Marchionne, il manager della Fca deceduto ieri per una grave malattia che lo aveva colpito. L’economista, che lo ha incontrato un paio di volte, ha cercato di interpretare quello che questo grande manager “ha fatto meglio di altri”, partendo da un dato certo: era “concreto, molto diretto, trasparente e corretto”.

LEGGI ANCHE IL RICORDO DI GUIDO CROSETTO

Gotti Tedeschi, ha mai conosciuto Marchionne personalmente e che ricordo ha?

“Sì, l’ho conosciuto e incontrato un paio di volte per ragioni esclusivamente professionali. In questi termini e circostanze lo ricordo come manager concreto, molto diretto, trasparente e corretto”.

Cosa apprezza di più di Marchionne manager e cosa invece non avrebbe fatto.

“Direi la sua capacità di intuire le prospettive strategiche di una situazione complessa e di saperle realizzare. Ma anche di saperle comunicare e farle accettare, senza troppi dissensi e contrapposizioni. Per capire il ruolo che ha giocato Marchionne, si dovrebbe poter spiegare e discutere la storia di Fiat fino al 1975 , dal ’75 all’80 , dall’80 al 2000 . Fino al ’75 Fiat era azienda globale, produceva (praticamente direttamente e indirettamente) tutto in orizzontale e in verticale, cioè produceva dall’auto all’aereo, e produceva dal componente (per es. il bullone), all’accessorio, al prodotto pronto per il mercato. Negli anni ’75 il mercato auto subì un declino e il management Fiat decise di uscire dall’auto e entrare in altri settori .Questa decisione penalizzò il Gruppo, così integrato. Si cambiò modello di gestione e management ( ricordate l’ingresso di De Benedetti), forse era tardi però e gli azionisti avevano visioni diverse. Fu necessario un super Manager come Romiti ( se ben ricordo proposto da Enrico Cuccia di Mediobanca) per riuscire a elaborare una strategia che permettesse il controllo interno ed esterno del mercato (monopolio della produzione interna al paese dell’auto e controllo delle importazioni , al fine di gestire prezzi e costi. Più cassa integrazione e incentivi fiscali). Con il 2000 diventa impossibile controllare l‘import e pertanto vendite e prezzi. Da qual momento iniziano anni piuttosto difficili, fino all’arrivo di Marchionne nel 2004. Per quello che ricordo e posso aver capito, era quasi impossibile attuare una strategia adatta ai tempi e circostanze con criteri ordinari (che so ridurre i costi, rifare i modelli etc.)  ma era necessaria una strategia di azioni straordinarie fatta di alleanze, aumenti di capitale, e così via. Marchionne fu il genio che lo capì, convinse gli azionisti, e realizzò l’idea. Non posso dire altro”.

Su Marchionne investì, diciamo cosi, il governo Obama e oggi è correttamente esaltato per le sue capacità di restituzione del dovuto. Ma l’AD di Ford ha rilanciato alla grandissima il noto brand di auto senza un contributo governativo. Due modelli diversi.

“Due mercati diversi, due circostanze diverse. La domanda che mi pongo oggi, a 14anni di distanza, è: quale alternativa si sarebbe potuto immaginare? La vendita del mercato italiano a un grande competitore internazionale o la nazionalizzazione?”.

Marchionne in una vecchia intervista alla tv Svizzera riportata l’altro ieri da La7 ha definito con una certa onestá intellettuale l’economia globale libera dal concetto di morale, non si può insomma fare mercato al guinzaglio della morale, ma questo valore va invece messo in campo a livello personale. È d’accordo?

“Non avendo ascoltato l’intervista non conosco il contesto in cui lo ha affermato. Ciò che io penso, esclusivamente riferendomi al concetto morale, è che ogni azione economica produce effetti morali ed ogni visione morale produce conseguenti azioni economiche. Ma ciò è facile a dirsi, meno realizzarsi. Questa da lei riferita peraltro è la visione, o cultura, fisiocratica che conta sul fatto che la natura dell’uomo è buona e pertanto ricercando e facendo il proprio interesse, si fa anche il bene comune”.

Marchionne investitore. Cosa aveva capito meglio di altri e il messaggio della sua vita secondo lei.

“Non so cosa potesse aver capito meglio di altri, posso limitarmi a cercare di interpretare quello che ha fatto meglio di altri: un progetto di turnaround che verrà studiato per anni come “case study” nelle migliori università del mondo”.

Condividi!

Tagged