Tria è giallo-verde: presto flat tax e reddito di cittadinanza. Rivoluzione Irpef

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E’ stato il ministro più assediato del governo giallo-verde finora, lui, il tecnico che piace a Mattarella, può far tornare alle urne – con la sua Finanziaria – Salvini e Di Maio.

L’ultimo messaggio era arrivato dal ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, che aveva fatto girare una velata accusa al ministero di via XX Settembre: “Aiutare famiglie e disabili è una scelta etica più ancora che politica – dichiara in un’intervista a La Stampa – Se non riusciremo a essere vicini ai disabili, a fare qualcosa di concreto, vorrà dire che il ministro non serve. E ne trarrò le conseguenze”.

A questo punto Tria ha deciso di parlare, per rassicurare, non tanto il ministro senza portafoglio che sempre senza portafoglio rimane, ma per chiarire obiettivi e investimenti per le famiglie, per i cittadini italiani. Più che altro er fermare lo spread  “influenzato da vari fattori. Il primo è il rallentamento dell’economia” avverte. “Una maggiore incertezza sul futuro allarga i differenziali perché spinge gli investitori su titoli più sicuri – aggiunge – Non mi risulta però che ora ci sia una “fuga” dai titoli italiani. Ci sono piuttosto operazioni su futures e cds e ad agosto, quando i mercati sono più sottili, bastano anche piccoli movimenti per dare fluttuazioni di prezzo”.

Sarà cambiamento dunque. Lui lo assicura, anzi rassicura…

“Per rassicurare investitori e famiglie  – afferma – non bisogna rinviare le riforme strutturali, ma dare certezze sulle prospettive, e dimostrare che il Paese è in grado di crescere. Per questo è decisivo il rilancio degli investimenti pubblici e l’avvio effettivo degli interventi su fisco e reddito di cittadinanza, che sono compatibili con i vincoli di finanza pubblica”.

Ha usato un’intervista sul Sole 24 Ore per far comprendere meglio i suoi obiettivi e la strada che intende percorrere: “Il percorso di riduzione del debito non è messo assolutamente in discussione”.

Come neanche il principio che l’economia deve crescere.

E Bruxelles? Si dice “fiducioso sulla possibilità di evitare una correzione che frenerebbe troppo la crescita”. Certo sarebbe dirompente e una bombola d’ossigeno per le partite iva se gli interventi fiscali riguardassero davvero, come annunciato, la riforma dell’Irpef anche per le persone fisiche, finanziandola con un maxi-riordino dei bonus fiscali che potrà comprendere anche il bonus Renzi da 80 euro.

E per le imprese…

Le revisioni di tax expenditures per le imprese, ma “iper e super-ammortamento sono stati efficaci e vanno confermati” con “effetti delle norme sul lavoro andranno visti in un’ottica complessiva, con misure che in manovra potranno introdurre incentivi ai contratti a tempo indeterminato”.

E non sarà aumentata l’Iva, “tutte le simulazioni su cui lavoriamo si basano sul mancato incremento dell’Iva” avverte.

Poi tocca a Boeri, si fa per dire. “Stiamo studiando anche gli interventi previdenziali – dice Tria sulle pensioni – con il vincolo che non incidano in modo troppo pesante sulla curva della spesa a medio e lungo termine”.

La Tav? Per lui sono in gioco questioni simboliche che si possono risolvere. Insomma la fa facile.

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