Salvini, no charter da Merkel. Parla Meluzzi: “Bravo Matteo, ma non basta”

Interviste

“Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c’è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile. Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti”. Sono state le parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini di fronte alla notizia secondo la quale la Baviera avrebbe pianificato il rientro in Italia di parte dei migranti giunti in Germania. Insomma, altra benzina sul fuoco dei rapporti già molto tesi fra il Governo italiano e l’Unione Europea dopo la bocciatura del Def. Lo Speciale ne ha parlato con lo psichiatra, scrittore e giornalista Alessandro Meluzzi al quale ha chiesto anche quanto questa vicenda possa compromettere lo sviluppo del progetto sovranista in vista delle prossime elezioni europee; progetto che dovrebbe vedere Salvini alleato del Ministro dell’Interno tedesco, e leader della Csu bavarese, Horst Lorenz Seehofer, lo stesso che secondo fonti di stampa non confermate, avrebbe organizzato il rientro dei migranti in Italia.

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Ha fatto bene Salvini a minacciare, dopo la chiusura dei porti, anche quella degli aeroporti di fronte alla notizia del rientro in Italia tramite voli charter dei migranti arrivati in Germania?

“Ha fatto benissimo. Non parlerei di minaccia, ma della normale riaffermazione del principio di sovranità. Un Paese sovrano deve tutelare i propri confini e ritengo che, come stabilisce la Costituzione, la difesa dei sacri confini della Patria sia dovere di ogni cittadino. Il ministro dell’Interno altro non è che un cittadino con funzioni particolari che in questo caso si limita ad esercitare, in modo efficace ed efficiente, il suo ruolo. Quanto alla questione del Trattato di Dublino rivendicata dai tedeschi, mi permetta di dire che secondo me è una grande sciocchezza. L’Italia proprio grazie a Dublino ha fatto entrare circa 700 mila persone che continua a mantenere a carico dei contribuenti. Quella della Merkel mi sembra una provocazione da rispedire al mittente, e penso che Salvini non faccia altro che il suo dovere. Quello che non hanno fatto i suoi predecessori”.  

Però scusi, Seehofer non dovrebbe essere un interlocutore di Salvini nel progetto sovranista in vista delle prossime elezioni europee? La Csu dovrebbe pescare voti a destra della Merkel e portarli poi in dote in Europa proprio alla causa sovranista. Questo scontro non rischia di far naufragare tutto?

“Assolutamente no, è vero esattamente il contrario. Questo metterà il ministro dell’Interno tedesco nelle condizioni di essere ancora più duro e più fermo nei confronti della Merkel. E’ lei che fino ad oggi a livello europeo ha lavorato nella direzione opposta, quella cioè di favorire i flussi migratori secondo logiche a mio giudizio determinate dalle pressioni giunte da ben note lobby globaliste e che andavano ben oltre gli interessi del popolo tedesco. Quindi credo che la presa di posizione di Salvini non farà che rafforzare quella di Seehofer e dei bavaresi in Germania, nel costringere la Cancelliera a cambiare totalmente direzione di marcia e ampliando anche il proprio consenso elettorale”. 

L’immigrazione sta diventando un problema per tutta l’Europa, non soltanto per l’Italia. La problematica si è fatta molto rilevante anche in Germania come dimostra la necessità di ricorrere ai rimpatri. Però invece di fare i conti con questa situazione, a Bruxelles se la prendono con Salvini che cerca di impedire gli sbarchi. Non è paradossale tutto questo?

“La verità è che l’elettorato tedesco è sempre più sconvolto, allarmato, impaurito,  insoddisfatto dell’operato del governo. Si è registrata infatti negli ultimi anni un’escalation preoccupante di fatti criminali, soprattutto violenze sessuali e altri reati gravi, che hanno mutato sostanzialmente la condizione di vita soprattutto delle donne tedesche. Badi bene che in Germania è pure arrivata una civilissima migrazione siriana, loro non devono fare i conti come noi italiani con la mafia nigeriana. Semplicemente i tedeschi stanno sperimentando sulla loro pelle quello che ha sempre sostenuto efficacemente il compagno Lenin, ossia che i fatti hanno la testa dura. E ce l’hanno molto più dura delle opinioni e dei condizionamenti delle lobby globaliste”.

Salvini ha chiuso i porti, impedito gli sbarchi, ha poi predisposto il Decreto sicurezza firmato nei giorni scorsi da Mattarella. Ma tutto questo può bastare a fermare i flussi migratori? O serve altro?

“Se vogliamo fermare l’invasione non esistono problemi tecnici che tengano, a mali estremi, estremi rimedi. Se dovesse partire un’altra migrazione organizzata non resta che attuare, come soluzione estrema ma necessaria, il blocco navale. Si tratterebbe in pratica di utilizzare la nostra potente marina militare e le capitanerie di porto nella difesa dei confini meridionali, quelli del Mediterraneo, evitando invece che finiscano con il diventare, come vorrebbe l’Europa, traghetti per il trasporto dei migranti. Del resto non capisco dove sia il problema. Il blocco navale è anche doveroso, visto che qui non stiamo parlando dello sbarco in Normandia, ma di un fenomeno gestito per altro da organizzazioni criminali, quali quelle degli scafisti, assolutamente mediocri sul piano dell’efficienza ma con tanto denaro a disposizione. Uno stato sovrano con una propria flotta può tranquillamente bloccare tutto questo, non è vero che l’immigrazione è un fenomeno apocalittico che è materialmente impossibile fermare. Nulla infatti è impossibile quando si ha l’effettiva volontà politica di farlo. Quella volontà che fino ad oggi è mancata e che spero non manchi anche a questo governo”.  

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