Ue: il progetto di Bannon con Salvini, capo della Lega delle Leghe

Esteri Politica

Steve Bannon, già stratega della campagna elettorale di Trump, sta diventando il punto di riferimento culture dei sovranisti europei. E ha le idee chiare: vuole fare da formatore. Con Fondazioni e cenacoli.

Matteo Salvini lo ha incontrato spesso, tra i due c’è feeling, e i più informati sostengono che le relazioni e gli spunti dell’americano, la leadership in ascesa dell’italiano, il “modello-Italia” che piace tanto negli Usa, portino dritti ad un progetto ben preciso: “la Lega delle Leghe europee”, come rivoluzione continentale, con il leader del Carroccio (che l’ha annunciata urbi et orbi a Pontida), simbolo di tale sconvolgimento.

E il “regista” è lui, l’ex investitore finanziario della Goldman Sachs, diventato famoso per essere il fondatore del sito “Breitbart news”, la bandiera mediatica dei primatisti americani.

Ecco i tratti di questo disegno, dai social alla politica, rivelato in un’intervista al Corriere della sera. Per quanto riguarda i new media Bannon ammette che “gli italiani sul tema possono insegnare agli americani”, ma suggerisce il suo contributo, il suo valore aggiunto: “Posso produrre analisi dei dati che individuano dove si trovano gli elettori per farli andare al voto. Posso fornire una war room a risposta rapida, come ho fatto 24 ore su 24 per

Trump, agenda di cose da dire, risposte quando attaccano i candidati, chi mandare in tv”.
Una strategia continentale che guarda all’Italia: “Voi state ridefinendo la politica che guarda al 21esimo secolo, l’incontro tra populismo e sovranismo è interessantissimo, la capacità di mettere insieme la destra e la sinistra, la cittadinanza e la nazione. Per quanto riguarda l’Europa l’orizzonte è un continente di nazioni indipendenti e sovrane legate tra loro in una libera federazione.

L’America guarda all’Europa, come un blocco di nazioni con il mastice giudeo-cristiano, non alla Ue. A Bruxelles domina il progetto franco-tedesco, che pretende più immigrazione, più regole, rigore economico, più burocrazia.

E poi c’è il fronte di Salvini, Orban, che fanno da contrappeso in nome della sovranità. Ricordate, per l’Italia, dopo il 4 marzo, era pronto un nuovo governo filo-Bce, guidato da un altro tecnocrate alla Monti, che avrebbe continuato a dire che il voto di due terzi dei cittadini non conta”. Un fronte sovranista europeo, quindi, che vede Salvini come federatore dei sovranisti europei, apripista di un’altra Europa. Quella che piace a Trump. Che già sintetizza destra e sinistra. Come chiosa Bannon: “Il nostro presidente lavora molto bene con Sanders, su certe cose si intendono e governano insieme”.

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