Venezuela, parla G. Chiesa: “Salvini sbaglia, con Guaidò tradisce il sovranismo”

Interviste

La vicenda venezuelana continua a dividere il governo italiano. Matteo Salvini è schierato, senza se e senza ma, con Guaidò e contro Maduro, mentre il M5S ha mantenuto una posizione di equidistanza. Questo ha di fatto impedito un riconoscimento ufficiale dell’auto-proclamato presidente da parte dell’Italia, come invece hanno fatto gli Usa e parte dei paesi europei. Ma come stanno davvero le cose? Lo Speciale ha provato a capirlo con il giornalista Giulietto Chiesa, direttore di Pandora TV ed esperto di scenari internazionali, molto perplesso in verità sulla posizione di Salvini che sembrerebbe in contraddizione con il sovranismo di cui il leader della Lega si sta facendo promotore in Italia e in Europa. LEGGI anche l’editoriale di Fabio Torriero.

La narrazione ufficiale parla di un dittatore cattivo, Maduro, e di un uomo del popolo, Guaidò, che lotta per la libertà e la democrazia. Ma è davvero questo lo scenario venezuelano?

“E’ molto difficile in questa vicenda capire cosa c’è di vero e cosa invece è falso. Credo che la questione vada affrontata sul piano delle leggi internazionali. Non voglio fare qui il difensore di Maduro, non ho nessun interesse francamente, ma posso senz’altro affermare che sia Chavez che lui, sono stati attaccati appena hanno osato nazionalizzare le ricchezze del Paese, il petrolio in primis. Anche Maduro avrà sicuramente commesso degli errori, ma noi occidentali abbiamo titolo per giudicare quello che fanno i governi degli altri Paesi? Che ci sia corruzione in Venezuela è possibile, ma non è questo il problema. I governi occidentali sono forse tutti immacolati?.

Qual è dunque la posta in gioco?

“Ci sono state delle elezioni presidenziali che sono state ritenute valide. Maduro è un presidente legalmente riconosciuto dalle Nazioni Unite e lo è ancora oggi. Chi ha quindi il diritto di mettere il naso negli affari interni del Venezuela? Soltanto i venezuelani. La prima cosa che la comunità internazionale dovrebbe fare è evitare ingerenze esterne, smettendola di minacciare e di tentare ad ogni costo di imporre la propria potenza. Gli Stati Uniti e gran parte dei Paesi occidentali stanno violando a mio giudizio le leggi delle Nazioni Unite. Gli unici Paesi che si stanno muovendo nel rispetto delle regole internazionali vigenti sono la Cina, l’Iran e la Russia. Il Venezuela può essere aiutato soltanto con operazioni di mediazione in grado di riportare la calma e mettere fine al clima da guerra civile che si è creato. Inconcepibile invece minacciare la forza o imporre sanzioni destinate a mettere ancora più in ginocchio la Nazione. E’ da criminali aizzare il conflitto”.

Il governo italiano non ha una posizione univoca sulla questione. Salvini vorrebbe il riconoscimento ufficiale di Guaidò, il M5S è contrario. Chi ha ragione?

“Salvini si è infilato da solo in una situazione insostenibile. Non è possibile di colpo scambiare il bianco con il nero. Mi pare che la sua posizione sul Venezuela non regga né sul piano politico, né su quello della coerenza interna. Non si può essere sovranisti e poi appoggiare la pretesa di un intervento esterno che vada a modificare gli equilibri politici e di governo di uno Stato sovrano. Quindi Salvini deve chiarire se è sovranista o non lo è, o se lo è soltanto a fasi alternate. Poi trovo davvero assurdo assumere una simile posizione pur nella consapevolezza di far parte di un governo in cui non c’è una linea unitaria e dove il socio di maggioranza la pensa in maniera diametralmente opposta. Vuole tenere in piedi l’Esecutivo o vuole sfasciarlo? Credo che dovrebbe chiarirlo. Mi spiace tuttavia per lui perché stavolta ritengo abbia commesso un colossale errore politico che gli si potrà ripercuotere anche contro in futuro. Perché poi sarà difficile fare i sovranisti quando si sono sostenute certe posizioni”.

E la posizione di equidistanza dei 5S, ossia nè con Maduro, né con Guaidò?

Il M5S in questo caso almeno ha avuto il coraggio di ammettere che l’intromissione esterna è inaccettabile e in contraddizione con le regole internazionali. Ciò premesso va detto che il coraggio di essere neutrali non è sufficiente. In questa vicenda forse sarebbe stato molto più opportuno per il governo assumere una posizione più equilibrata, invitando tutti alla calma e promuovendo una mediazione internazionale. I 5Stelle lo hanno fatto, cercando con la loro neutralità di non mettere in difficoltà l’esecutivo. Salvini invece ha voluto vestire i panni dell’incendiario, dimostrando quasi di avere tutto l’interesse a far apparire la coalizione giallo-verde divisa su tutto”.

 

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