Salvini e Di Maio ai ferri corti: martedì “resa dei conti” su Roma

Politica

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Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Matteo Salvini e Luigi Di Maio non si parlerebbero neanche più. Sarebbero arrivati al punto di ignorarsi a vicenda, con il premier Giuseppe Conte costretto a fare da mediatore, visto che il più delle volte farebbero di tutto per non incontrarsi nemmeno nei Consigli dei Ministri.

Il caso Siri, ovvero l’indagine per corruzione aperta nei confronti del sottosegretario ai Trasporti che Salvini difende e che invece Di Maio vuole far dimettere, ha acuito ancora di più le forti tensioni della campagna elettorale.

Pare che il leader del Carroccio abbia fatto capire chiaramente a Conte che, andando avanti di questo passo, molto presto salterà tutto. Anche perché sembrerebbe aumentare nella Lega la truppa di quelli che vogliono rompere con i pentastellati e tornare al voto in autunno(Giorgetti su tutti).

Scrive il Corriere della Sera: “Per Matteo Salvini l’aspetto peggiore della giornata più nera del governo è proprio quello. Il fatto che Luigi Di Maio non lo abbia neppure avvertito della mossa di Toninelli contro il suo sottosegretario. Una mancanza «non si dice di grammatica politica, ma almeno di buone maniere» sbuffa un salviniano di stretta osservanza. E così, a dispetto dell’andremo «avanti per quattro anni» pubblicamente dichiarato da Salvini, ci sono leghisti che fanno il conto alla rovescia: con oggi «siamo a meno quattro». Come dire che il governo potrebbe crollare martedì prossimo.”

Il Governo potrebbe saltare infatti sul contestato provvedimento “Salva Roma” che dovrebbe ripianare i debiti della Capitale, incluso all’interno del cosiddetto “Decreto Crescita” e che i leghisti sono decisi a stralciare dal pacchetto. Uno schiaffo in piena regola al sindaco Virginia Raggi, già vittima degli strali di Salvini che l’ha accusata di non saper gestire nemmeno l’ordinaria amministrazione.

Difficile però ipotizzare che il banco possa saltare prima delle elezioni europee. Sono pochi gli osservatori convinti che il Governo possa effettivamente durare ancora a lungo, ma sono altrettanto pochi quelli pronti a scommettere che la crisi arrivi prima dell’estate o dell’autunno.

Di certo la convivenza fra leghisti e pentastellati sta diventando sempre più insostenibile.

Se Salvini non ha gradito il ritiro delle deleghe a Siri da parte di Toninelli e la richiesta di dimissioni avanzata da Di Maio, il M5S è su tutte le furie per il tentativo dei leghisti di paragonare l’inchiesta su Siri alle intercettazioni sul “caso Ama” che riguarderebbero la Raggi, con le presunte pressioni da questa esercitate sui vertici dell’azienda per far chiudere il bilancio in passivo.

Tutte vicende da chiarire naturalmente, ma che la dicono lunga sul clima di veleni e lunghi coltelli che da settimane sta caratterizzando la maggioranza gialloverde. Finora “salvaguardata” almeno dall’ottimo rapporto personale che univa i due vicepremier. Rapporto che oggi sarebbe sfumato del tutto, al punto che ieri, come riporta sempre il Corriere,  sarebbero arrivati a Reggio Calabria dove era riunito il CdM con mezzi propri per evitare il fastidio di viaggiare sull stesso volo.

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