Salvini alza il tiro: Europa libera e taglio delle tasse “o si muore”

Esteri Politica

Neanche avesse vinto le elezioni. Ah sì. le ha vinte. E infatti l’Europa è avvertita: “Il contratto c’è bisogna andare a trattare condizioni più vantaggiose per i lavoratori italiani, rimettere al centro lo sviluppo l’occupazione, gli investimenti, la crescita al di là dei numerati e dei numerini e quindi una trattativa con l’Unione Europea è fondamentale però ricordandoci che siamo l’Italia e che non dobbiamo andare con il cappello in mano da nessuno“. E’ un vicepremier ringalluzzito quello che da Vicenza manda messaggi a Bruxelles.

Forte del suo consenso, Salvini torna a far sentire la sua voce inaugurando la prima tratta delle Pedemontana Veneta: “L’Europa, i mercati se vogliono valutare questo paese per quello che realmente è, guardino l’elenco delle imprese attraversate e servite da questi chilometri di opera” ha spiegato. “La riduzione abbondante del carico fiscale per imprese e famiglie non e’ un capriccio. O si fa e si vive o si muore. Se la gente lavora si pagano le tasse e il debito scende”, ha poi minacciato.

Ma perchè ieri Salvini alzava il tiro?

Perchè il presidente francese Emmanuel Macron, proprio ieri, si comportava in maniera “non democratica” nelle trattative per la nomina del presidente della prossima Commissione europea secondo Elmar Brok, responsabile per l’Europa dell’Unione cristiano-democratica (Cdu), durante un’intervista al quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung”.

Secondo Brok, Macron è “il principe dell’Eliseo” che intende bloccare “il processo basato sui candidati di punta”, ossia gli “Spitzenkandidaten”, sostenuto dalla Germania per la scelta del prossimo presidente della Commissione europea. “E’ fuori questione che Macron torni nella cabina di regia”, aveva affermato Brok.

Secondo il presidente francese, i governi degli Stati membri dell’Ue dovrebbero essere liberi di scegliere il presidente della Commissione europea anche tra quanti non sono “candidati di punta”.

Nel frattempo “lo spread sale vorticosamente, siamo ad un passo dalla procedura di infrazione dell’Europa. Conte, Di Maio e Salvini se ne andranno perchè i conti dello Stato sono in picchiata, e l’economia di un Paese, notoriamente non si beve fake news” aveva avvertito il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.

 

 

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