Nel governo è scontro sui minibot, titoli di stato di piccolo taglio da utilizzare per pagare i debiti della pubblica amministrazione.
Il Parlamento con una mozione ha detto sì alla loro introduzione, ma subito dopo è arrivato il no secco del presidente della Banca Centrale europea Mario Draghi che ha scatenato il dibattito anche in Italia spaccando l’esecutivo. Secondo Draghi i minibot sarebbero valuta illegale che aumenterebbe il debito pubblico. Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria sono contrari, i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono invece favorevoli.
“Si tratta di una proposta mai portata a Palazzo Chigi – ha dichiarato Conte in una intervista al Corriere della Sera – E siccome ha implicazioni di sistema, mi aspettavo che correttamente mi fosse portata per esaminarne insieme aspetti e contenuti”.
Si annuncia dunque un nuovo braccio di ferro nel governo? Stasera è in programma il vertice fra Conte, Di Maio e Salvini dove saranno messi sul tavolo i nodi aperti e soprattutto si capirà se l’esecutivo potrà andare avanti seguendo i punti del contratto o se si renderà necessario un ritocco dei programmi e della squadra ( leggi rimpasto). Si discuterà soprattutto di come scongiurare la procedura d’infrazione minacciata da Bruxelles, delle misure da mettere in campo per rassicurare la Commissione europea per ciò che riguarda l’aumento del debito pubblico. E anche la questione minibot, finirà probabilmente nel calderone della discussione.
Per far capire quanto il clima sia teso intorno a questa materia c’è da registrare anche il post su Facebook del parlamentare pentastellato Alessandro Di Battista.
“È evidente che le imprese (a cominciare dalle piccole e medie imprese) che vantano crediti con la pubblica amministrazione hanno tutto il diritto di essere pagate in fretta – scrive l’esponente M5S – Io, a meno che il ministro Tria, in pochissimi giorni, non trovi una soluzione alternativa reputo molto intelligente la proposta dei minibot”.
Poi Di Battista passa ad attaccare direttamente il titolare di via XX Settembre. “A chi risponde il ministro quando dice: ‘Non tratteremo il tema dei minibot a livello di governo’. Me lo sto domandando. Non risponde certo ai suoi elettori dato che Tria non ha mai preso un voto. Non risponde neppure al Parlamento e dovrebbe farlo dato che, fino a prova contraria, viviamo in una Repubblica parlamentare e non risponde neppure alle due forze politiche che hanno fatto nascere questo governo sulla base di un contratto”.
Insomma il dibattito è aperto e coinvolge anche i social dove gli economisti pro euro e quelli euroscettici sembrano darsele di santa ragione. I leghisti Claudio Borghi (che dei minibot è l’inventore) e Antonio Maria Rinaldi appena eletto parlamentare europeo, si stanno scontrando da giorni a colpi di tweet con chi, come Riccardo Puglisi, condivide quanto detto da Draghi e considera i minibot un primo passo per uscire dall’euro. Per Borghi e Rinaldi i minibot non possono essere considerati un debito aggiuntivo poiché andrebbero a saldare debiti già esistente. E naturalmente intorno a loro si sono creati due diversi “partiti”, i pro e i contro.
Politici e giornalisti hanno dato spazio ai ciarlatani, per ottenere voti e fare spettacolo.
Il conto lo pagheremo caro.
— Riccardo Puglisi (@ricpuglisi) 9 giugno 2019
I #minibot non si faranno, l’UE non lo permetterà mai. Il governo trovi il modo di portarci fuori dall’Euro, non ci sono alternative. Il resto sono sono distrattori e palliativi che procrastinano la nostra dolorosa agonia.
— Ilaria (@IlariaBifarini) 9 giugno 2019
Ai #minibot hanno detto no : BCE, Banca d’Italia, Confindustria e Tria…non ricordo tutti questi contrari quando, nel 2013, Bersani e il PD proposero piu’ o meno la stessa cosa !
Buona giornata amici— tristano quaglia (@TristanoQuaglia) 10 giugno 2019
L’euro non è una moneta ma uno strumento di dominio di una lobby tecnocratica fatta di banchieri e predatori famelici, il #MiniBot non è una moneta, ma lo strumento del Popolo con cui cerca di liberarsi dalla sottomissione bancaria.
Tu da che parte stai? pic.twitter.com/QXOYTONQ0M
— Carlo Botta ?? (@BottaAdv) 10 giugno 2019
#Minibot
Si discute di inutili tecnicismi mentre problema è squisitamente politico.
Vuoi che BCE (che in ultima istanza è la Germania, non Draghi) controlli la vita economica del tuo paese o preferisci vi sia minimo spazio di azione per Governo e Parlamento nazionali?
1/2— Gavino Sanna (@GavinoSanna1967) 9 giugno 2019
Cervelli liberisti andati a massa per i #minibot: “Innocui foglietti senza valore che nessuno accetterebbe. Carta straccia (ahahah)” ma al tempo stesso fanno aumentare il debito, mettono paura a iMercati in quanto propedeutici a Italexit. Però l’euro è irreversibile. ? pic.twitter.com/HlQ70qKiZw
— Giuse (@rubino7004) 9 giugno 2019



